| Titolo originale | Hypnotisören |
| Titolo internazionale | The Hypnotist |
| Anno | 2013 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Svezia |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Lasse Hallström |
| Attori | Tobias Zilliacus, Mikael Persbrandt, Lena Olin, Helena af Sandeberg, Jonatan Bökman Oscar Pettersson, Eva Melander, Anna Azcárate, Johan Hallström, Göran Thorell, Jan Waldekranz, Emma Mehonic, Tomas Magnusson, Nadja Josephson, Gustav Levin, Ulf Eklund, Conny Vakare, Mats Andersson, Simon Mezher, Claes Hartelius, Hedvig Lagerkvist, Robert Follin, Annika Gardeskog, Lea Heed, Lars Hjelm, Peter Eklund, Robert Laurén, Andreas Emilsson. |
| Uscita | giovedì 11 aprile 2013 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 2,45 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 dicembre 2017
Tratto dal bestseller di Lars Kepler, L'ipnotista è la storia dell'investigatore Joona Linna, che si fa aiutare da un ipnotista a far luce su un caso. In Italia al Box Office L'ipnotista ha incassato 229 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Stoccolma. Il commissario Jonna Linna è chiamato ad indagare su un triplice omicidio all'interno di una famiglia. Il padre è stato ucciso nella palestra in cui è istruttore e la moglie e la figlia minore nella loro abitazione. L'unico sopravvissuto, ma in coma, è Josef il figlio maggiore. C'è però anche una sorella che vive da sola e che potrebbe costituire il prossimo bersaglio dell'assassino. Linna ha bisogno di avere indizi e chiama quindi al capezzale del ragazzo l'ipnotista Erik Maria Bark il quale ha smesso di esercitare in seguito a uno scandalo. Erik Maria cerca, con qualche successo, di far parlare il ragazzo ma mette così in pericolo la propria famiglia.
Lars Kepler (pseudonimo di Alexander e Alexandra Ahndoril) sta alla base, con il suo romanzo omonimo, di questo ritorno a casa di Lasse Hallström. Dopo i successi hollywoodiani che hanno richiesto più di un compromesso per il regista che abbiamo conosciuto ai suoi esordi con l'interessante e un po' 'anomalo' La mia vita a quattro zampe, Hallström (pur nella realizzazione di un film che si colloca nell'ambito del cinema di genere) trova un rigore narrativo che ultimamente non era tra le sue doti più evidenti. Si sente già dalle scelte di ripresa l'influsso di quel filone letterario che ha in Stieg Larsson e in Henning Mankell gli autori di punta e che il cinema e la televisione hanno cominciato ad avvicinare allontanandosi in qualche misura dagli stereotipi narrativi che spesso il cinema made in Usa tende a replicare.
L'ipnosi non diventa qui occasione per sfruttare una situazione liminare al paranormale ma per intrecciare i fili di una trama che si colloca nell'ambito della razionalità e si sviluppa su una dimensione parallela. Da un lato l'indagine del funzionario dell'Unità Anticrimine (finlandese e qui le sottigliezze che sottendono le dinamiche tra Finlandia e Svezia possono sfuggire a un pubblico mediterraneo) e dall'altro, in continua alternanza, la situazione al limite della rottura del rapporto tra Erik Maria e sua moglie Simone che viene poi messa a confronto con un evento che rischia di infrangere definitivamente l'ormai fragilissimo rapporto.
Non mancano i colpi di scena ma ciò che domina è l'ambientazione nordica in cui Hallström ritrova una lucidità priva di furbizie che sembrava ormai perduta. A riprova del fatto che si può fare un cinema che si rivolge al grande pubblico senza rinunciare ai tratti essenziali di un'estetica non corriva.
Nonostante la gestione piuttosto piatta, con scappatoie narrative che rievocano gli echi di qualche classico thriller di quelli al limite del paranormale, e le ambientazioni lente e cadenzate di un paio di serie tv recenti, come "The Killing", la pellicola potrebbe avere i suoi lati d'effetto. L'ambientazione nordica e la caratterizzazione particolare di una società diversa da quella a cui è avvezzo [...] Vai alla recensione »
Il noir si addice a Lasse Hallstrom. Dopo quasi trent'anni di carriera hollywoodiana, punteggiata di titoli di successo ma convenzionali (Le regole della casa del sidro), quando non sdolcinati (Chocolat), il regista svedese torna a casa e dirige un thriller che non pare nemmeno suo: teso e perfino violento com'è, fino dalla prima scena. Tratto da un libro di Lars Kepler, il film racconta la doppia [...] Vai alla recensione »