Il giorno che verrà

Film 2013 | Documentario 65 min.

Anno2013
GenereDocumentario
ProduzioneItalia, Francia
Durata65 minuti
Regia diSimone Salvemini
AttoriDaniela Niccoli, Paola Petrosillo, Gianni Delle Gemme, Pierpaolo Petrosillo .
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Simone Salvemini. Un film con Daniela Niccoli, Paola Petrosillo, Gianni Delle Gemme, Pierpaolo Petrosillo. Genere Documentario - Italia, Francia, 2013, durata 65 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Simone Salvemini, autore di numerosi corti selezionati in vari festival nazionali e internazionali, ha lavorato come assistente alla regia nel film di Edoardo Winspeare Sangue vivo (2000).

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Il volto umano della lotta del "No al carbone", in una Brindisi appestata dai fumi industriali.
Recensione di Annalice Furfari
Recensione di Annalice Furfari

Quattro storie vere per raccontare la vita di un territorio, quello brindisino, annoverato tra i più inquinati d'Europa, a cinquant'anni dalla nascita della zona industriale. Il regista Simone Salvemini parte da un passato carico di fierezza e speranza fiduciosa nell'avvenire, per raccontare un presente rubato.
«La vita di Brindisi, come quelle di certe ere storiche, si può dividere in "prima della Montecatini" e "dopo la Montecatini". Prima della Montecatini il reddito di Brindisi era di 42 miliardi, dopo la Montecatini è di 64. La sua economia si fondava su un'agricoltura in gran parte arretrata. Neppur l'ombra di un'industria degna di questo nome e un carico di disoccupati che nel 1959 raggiungeva i 15 mila erano le stigmate della depressione brindisina. D'un tratto è arrivata la Montecatini, cioè il più importante stabilimento petrolchimico d'Italia. Oggi vive e pulsa una nuova straordinaria città, grande quattro volte la stessa Brindisi. Una massa di giovani ha abbandonato la disperata legione del bracciantato agricolo e della manovalanza grezza, per entrare nell'esercito dell'avvenire». Riascoltare oggi le gloriose parole scritte dal giornalista Ugo Zatterin nel 1963, per il suo reportage Rai, fa venire i brividi. Guardata in prospettiva, la Brindisi depressa e resuscitata grazie all'industria del Nord, di cui raccontava la celebre firma, è una città avvelenata, un territorio a cui è stata negata la possibilità di un futuro. I fumi e le ceneri prodotti dagli stabilimenti industriali, tra cui quelli dell'Enel, appestano l'aria da cinquant'anni. L'aumento esponenziale dei tumori e dei neonati con malformazioni non può far pensare a una mera casualità.
Nel silenzio assordante delle istituzioni politiche, c'è una piccola ma combattiva collettività che non si gira dall'altra parte. Sono i diretti interessati, cittadini del brindisino che pongono domande e pretendono risposte. Perché il futuro è il loro e quello dei loro figli. Il regista ci accompagna nel cuore del movimento dei "No al carbone", volti amichevoli ma fermi, che conducono il loro pezzettino di lotta con il sorriso sulle labbra. Una battaglia che usa le armi della creatività per la conquista di un po' di attenzione e la diffusione delle informazioni ai cittadini meno attivi e consapevoli. Ecco perché Pierpaolo sta scrivendo un libro-mappa sugli impianti industriali della città, da cui trarne uno spettacolo teatrale, e intanto spiega le conseguenze dell'inquinamento al figlio.
Per lo stesso motivo, Gianni, operaio saldatore che ha deciso di far crescere le sue bimbe nel luogo in cui è nato, ha creato un blog sul suo paese, Torchiarolo, e lo aggiorna quotidianamente. Paola, invece, parla dei fumi che appestano l'aria nelle canzoni scritte per il suo primo disco. Infine Daniela, che aspetta un figlio, vuole saperne di più sul territorio in cui vive, considerato da esperti internazionali ad alto rischio ambientale. Le loro storie, profondamente umane, si incrociano e si incontrano nella battaglia contro il carbone, una battaglia di cui il regista riesce a rendere il senso profondo, collegato alla responsabilità dell'essere cittadini. Lo fa con uno stile personale, impreziosito da una colonna sonora impregnata di tradizione. Spontanea e struggente nella sua capacità di cogliere, attraverso il dialetto, l'essenza di una terra profondamente radicata nel suo mare.

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