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claudia arena
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lunedì 7 ottobre 2013
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l'assenza di gravità è solo dentro ognuno di noi
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Interamente girato nello spazio, la trama si snoda apparentemente attorno ad una disperata e sfiancante corsa da una stazione spaziale verso l'altra, ma le apparenze ingannano. Il film è una metafora, non troppo sottile, della vita.
Cambiamenti, pericoli, la perdita di un punto di riferimento, il filo sottile che ci lega alla stabilità e che potrebbe essere spezzato da qualcosa o qualcuno da un momento all'altro, un momento di sconforto che ci demoralizza e la forza che si mostra attraverso il volto e le parole di un amico o di una persona cara, sono tutte raccontate in maniera estremamente efficace in questo film.
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Interamente girato nello spazio, la trama si snoda apparentemente attorno ad una disperata e sfiancante corsa da una stazione spaziale verso l'altra, ma le apparenze ingannano. Il film è una metafora, non troppo sottile, della vita.
Cambiamenti, pericoli, la perdita di un punto di riferimento, il filo sottile che ci lega alla stabilità e che potrebbe essere spezzato da qualcosa o qualcuno da un momento all'altro, un momento di sconforto che ci demoralizza e la forza che si mostra attraverso il volto e le parole di un amico o di una persona cara, sono tutte raccontate in maniera estremamente efficace in questo film.
Che cos'è lo spazio se non la vita che viviamo quotidianamente, vuota e che possiamo riempire solo noi attraverso le nostre idee, sentimenti e azioni?Nel film vi sono continui richiami alla vita e alla morte, nonché alla nascita, quando Ryan (Sandra Bullock) riesce finalmente a raggiungere la base spaziale, si spoglia della tuta e stremata si riposa gravitando, assumendo stranamente una posizione fetale, dietro di lei c'è un globo di luce. Tutto riconduce ad un feto all'interno del ventre materno, che stia per uscire o che sia ancora al suo interno, dipende dalla visione e dal significato che viene dato dallo spettatore, ma di certo è una metafora della nascita o ri-nascita.
La fine del film cambia di prospettiva, l'improvvisa ripresa dal basso ci fa letteralmente “cadere”, siamo sulla terra, non siamo più sospesi nello spazio e la gravità torna pesante a comprimere i corpi, e renderci pesanti; ma non solo ritroviamo un'altra metafora della vita: per quanto dura e problematica è pur sempre piena ed intensa ed una e sola; da vivere.
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diomede917
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domenica 13 ottobre 2013
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gravità tridimensionale
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Diventa difficile per me scindere il Gravity film dal Gravity esperienza da vivere....
Perché la grande abilità di Alfonso Cuaron è stata quella di catapultare lo spettatore nello spazio più profondo e fargli vivere la drammatica odissea dei due astronauti Sandra Bullock e George Clooney persi nel nulla a causa di una pioggia di detriti alla ricerca della strada maestra per tornare sulla terra......
Per questo motivo la visione di Gravity deve essere assolutamente in 3D (io l'ho visto pure in una sala IMAX) e questo detto da uno che ne è nemico è tutto dire.....solo così riusciamo, come spettatori, a essere immersi in uno spettacolo visivo enorme e solo così (e qua sta la grande maestria del regista) che riusciamo a immedesimarci nell'ansia, nella paura, nella carenza di ossigeno della protagonista.
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Diventa difficile per me scindere il Gravity film dal Gravity esperienza da vivere....
Perché la grande abilità di Alfonso Cuaron è stata quella di catapultare lo spettatore nello spazio più profondo e fargli vivere la drammatica odissea dei due astronauti Sandra Bullock e George Clooney persi nel nulla a causa di una pioggia di detriti alla ricerca della strada maestra per tornare sulla terra......
Per questo motivo la visione di Gravity deve essere assolutamente in 3D (io l'ho visto pure in una sala IMAX) e questo detto da uno che ne è nemico è tutto dire.....solo così riusciamo, come spettatori, a essere immersi in uno spettacolo visivo enorme e solo così (e qua sta la grande maestria del regista) che riusciamo a immedesimarci nell'ansia, nella paura, nella carenza di ossigeno della protagonista...
Gravity non è una film di fantascienza classico (anche se gli interni delle basi spaziali ricordano quelli di Alien) e l'intento di Cuaron non è nemmeno di rifare Apollo 13.....è per 3/4 misticismo che solo un regista non proveniente dalla realtà hollywoodiana riesce a dare.....
La parte finale che deve concedere allo spettacolo classico l'ho trovata un po' troppo tirata via (e la breve durata del film ne è anche la conseguenza) quasi a significare che poco importa se riesce o meno a tornare sulla terra.......l'importante è quello che questa esperienza ha significato e lasciato dentro.....
Sandra Bullock è perfetta ha incarnare le paure e i dubbi di una donna segnata dalla vita e che ha in questa missione spaziale la molla per superare le prove che il destino gli ha riservato......
Clooney fa quello che sa meglio......fare Clooney, gigione e un po' guascone con quel sorriso da figlio di buona donna......
Il voto è la media del 9 iniziale con il 6 finale......7,5
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ultimo inquisitore
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mercoledì 9 ottobre 2013
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un traguardo e un trampolino di lancio
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Finalmente Gravity è approdato al cinema! Dopo 5 anni di lavorazione, Cuaròn ha realizzato il sogno di anticipare la storia, portando sullo schermo il nuovo (dal punto di vista dell'innovazione degli effetti speciali) 2001: Odissea nello spazio. Volteggi e acrobazie, disastri e tensione senza staccare quasi mai i piani sequenza così cari al regista. Maestro della coordinazione e dei colpi di scena, coreografo perfetto e artefice di un mondo sospeso tra lo spazio come lo conosciamo già e il nostro pianeta, così vicino e così impenetrabile. Ma non basta il risvolto religioso a fare da filo conduttore alla storia (la Madonna col bambino ortodossa, l'angelo Clooney, il Buddha cinese) e nemmeno la bravura e la pazienza degli attori, che hanno dovuto sopportare ore e ore di preparazione, di prove, all'interno delle tute spaziali in un ambiente green screen 3 x 3 x 3 metri.
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Finalmente Gravity è approdato al cinema! Dopo 5 anni di lavorazione, Cuaròn ha realizzato il sogno di anticipare la storia, portando sullo schermo il nuovo (dal punto di vista dell'innovazione degli effetti speciali) 2001: Odissea nello spazio. Volteggi e acrobazie, disastri e tensione senza staccare quasi mai i piani sequenza così cari al regista. Maestro della coordinazione e dei colpi di scena, coreografo perfetto e artefice di un mondo sospeso tra lo spazio come lo conosciamo già e il nostro pianeta, così vicino e così impenetrabile. Ma non basta il risvolto religioso a fare da filo conduttore alla storia (la Madonna col bambino ortodossa, l'angelo Clooney, il Buddha cinese) e nemmeno la bravura e la pazienza degli attori, che hanno dovuto sopportare ore e ore di preparazione, di prove, all'interno delle tute spaziali in un ambiente green screen 3 x 3 x 3 metri. Bullock e Clooney incarnano due astronauti, Stone e Kowalski, radicalmente opposti: una è alla sua prima missione e detesta lo spazio, l'altro è alla sua ultima ed costantemente abbagliato dall'atmosfera (figurativo) che lo circonda. Vittime della stessa tragedia, s'incontrano e vivono in simbiosi quello che il destino ha preservato per loro.
Inutile sottolineare che il "manifesto" dell'intero film è dedicato alla sua realizzazione tecnica, con la fotografia magistrale di Lubezki, che ha dovuto sopportare i repentini cambi d'inquadratura a 360° in piani sequenza interminabili, ma già si era fatto il callo sul set de I figli degli uomini nel 2006, sempre con la regia di Cuaròn. Con quest'opera visivamente impeccabile, si aprono le porte di un futuro concettualmente più vicino alla filosofia umana, più aperta e profonda verso uno spettatore che è stanco di non riuscire più a mettersi a confronto con ciò che ha di fronte.
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shiningeyes
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domenica 6 ottobre 2013
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una nuova dimensione per lo sci-fi!
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Alfonso Cuaròn dirige uno dei più bei sci-fi di sempre, grazie ad una regia originale che fluttua realmente nello Spazio e con una scenografia che sembra varcare il confine dell'illusione cinematografica. “Gravity” oltre essere il primo e proprio film incentrato sullo spazio aperto è una girandola di sensazioni che vanno dall'ansioso al rilassato, con lo sguardo su una terra così vicina ma così difficile da raggiungere.
La storia parla della ricercatrice Ryan, che a causa di una tempesta di detriti provenienti da una navetta spaziale russa, che demoliscono quella americana, si ritrova da sola nello spazio aperto, dopo aver anche perso l'unico contatto umano con il collega più anziano Matt Kovalsky.
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Alfonso Cuaròn dirige uno dei più bei sci-fi di sempre, grazie ad una regia originale che fluttua realmente nello Spazio e con una scenografia che sembra varcare il confine dell'illusione cinematografica. “Gravity” oltre essere il primo e proprio film incentrato sullo spazio aperto è una girandola di sensazioni che vanno dall'ansioso al rilassato, con lo sguardo su una terra così vicina ma così difficile da raggiungere.
La storia parla della ricercatrice Ryan, che a causa di una tempesta di detriti provenienti da una navetta spaziale russa, che demoliscono quella americana, si ritrova da sola nello spazio aperto, dopo aver anche perso l'unico contatto umano con il collega più anziano Matt Kovalsky. Ryan dovrà tentare in tutti i modi di rientrare nella terra, tra le difficoltà dei cali di ossigeno e i numerosi pericoli che cela il silenzioso spazio.
La dimensione 3D è decisamente l'ideale per la visione di questa pellicola, così coinvolgente nella cornice stellare, ma così tremendamente frustrante nel farci sentire le emozioni di paura dell'astronauta persa nel vuoto, che si sente abbandonata senza il contatto rassicurante della madre terra. Azzeccate e commoventi le musiche di Steven Price, che si collegano ad un montaggio sonoro decisamente all'altezza del luogo in cui è ambientata la storia. Una parola buona la si può spendere anche su Sandra Bullock, che trova un ruolo in cui si getta d'impegno e scrollandosi i mille pregiudizi che precedevano alla sua visione.
Comunque, bisogna dire che, “Gravity” è un passo importate sul genere sci-fi, portandolo in una parte dove si potrebbero costruire trame più reali e sempre ambientate nelle stelle, rendendole più vicine a noi e così, a trasportarci dentro lo spazio infinito.
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tatiana micaela truffa
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lunedì 7 ottobre 2013
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una faticaccia!!
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Fondamentale: vale assolutamente la pena di andarlo a vedere, purché in 3D. I paesaggi, ma soprattutto le varie scene ai limiti della sopravvivenza, risultano spettacolari e "vive" proprio grazie al 3D.
La Dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione nello spazio (Sandra Bullock) e il veterano Matt Kowalsky (George Clooney) ci coinvolgono - con profonda umanità e una punta di gradevole ironia - in un'avventura dove lo spazio e la Terra vista in lontananza sono importanti principalmente per la bellezza dei paesaggi; ma ciò che pù conta, paradossalmente, è il modo in sè di affrontare la vita e le sue tante avversità.
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Fondamentale: vale assolutamente la pena di andarlo a vedere, purché in 3D. I paesaggi, ma soprattutto le varie scene ai limiti della sopravvivenza, risultano spettacolari e "vive" proprio grazie al 3D.
La Dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione nello spazio (Sandra Bullock) e il veterano Matt Kowalsky (George Clooney) ci coinvolgono - con profonda umanità e una punta di gradevole ironia - in un'avventura dove lo spazio e la Terra vista in lontananza sono importanti principalmente per la bellezza dei paesaggi; ma ciò che pù conta, paradossalmente, è il modo in sè di affrontare la vita e le sue tante avversità.
Detto ciò, se da una parte il film va lodato perché non scade nella scaletta trita e ritrita del classico film americano, con storia d'amore fra i protagonisti e lieto fine scontato, è forse il caso di notare che la mano è carcata eccessivamente sulle disavventure, sembra quasi di avere a che fare con Fantozzi!!
Magistrale la recitazione di Sandra Bullock, deludente - per via del poco spazio riservatogli - quella di George Clooney, del quale si può apprezzare - nella versione italiana - principalmente la bravura del doppiatore. Vivaiddio che non ha parlato lui, ricordandocelo nella pubblicità "Immagina. Puoi"!
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[+] anche in 2d
(di lia_manelli)
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ajeje32
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domenica 20 ottobre 2013
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tutto sommato, un poco sopra le aspettative
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Sarò insensibile o sarà un mio pregiudizio ma non mi hanno mai esaltato i messaggi veicolati dal cinema hollywoodiano. Questo film pretende di essere una metafora assoluta del viaggio, della morte come ritorno al grembo, eccetera... E, per carità, alcune simbologie si possono dire riuscite. Ma quel condire il tutto di frasi epiche, che sono di una banalità disarmante, e musiche assordanti, non mi convince. Gli attori non aggiungono niente alla pellicola: la Bullock è insopportabile dall'inizio alla fine, un ottimo attore come George Clooney è relegato a fare lo stereotipo di un comandante della Nasa dalla battuta facile.
La bellezza, secondo me, è tutta nella computer grafica.
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Sarò insensibile o sarà un mio pregiudizio ma non mi hanno mai esaltato i messaggi veicolati dal cinema hollywoodiano. Questo film pretende di essere una metafora assoluta del viaggio, della morte come ritorno al grembo, eccetera... E, per carità, alcune simbologie si possono dire riuscite. Ma quel condire il tutto di frasi epiche, che sono di una banalità disarmante, e musiche assordanti, non mi convince. Gli attori non aggiungono niente alla pellicola: la Bullock è insopportabile dall'inizio alla fine, un ottimo attore come George Clooney è relegato a fare lo stereotipo di un comandante della Nasa dalla battuta facile.
La bellezza, secondo me, è tutta nella computer grafica. E non lo dico per denigrare il film: gli effetti speciali sono talmente accurati e convincenti da far valere tutti e 9 gli euro spesi per guardarlo in 3D. Messi da parte i maldestri tentativi di fare una filosofia magniloquente, è un film che si gusta con la pancia: il senso di angoscia che le immagini trasmettono è forte e in più di una scena si balza letteralmente dalla sedia per quanto è resa bene l'identifcazione spettatore-astronauta. So bene che il film bestemmia le leggi della fisica e posso dire, da parte mia, una bel chissenefrega. Come ho detto, è un film che va visto con la pancia e in ogni caso non credo che lo spettatore medio abbia accurate conoscenze di come il corpo umano si comporti nello spazio. Nel complesso è un film da vedere, sapendo ovviamente cosa aspettarsi.
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[+] escludendo la bullock, condivido in toto
(di hollyver07)
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liden75
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giovedì 10 ottobre 2013
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da grande volevo fare l'astronauta !
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Il più bel film dell'anno.
Ti lascia incollati alla poltrona per tutta la sua durata.
Vorresti non finisse mai.
Forte la voglia di rimanere seduti a rivederlo ancora, ancora, ancora.
Del genere, Apollo13 resta il top del top, perchè poi ricordiamo che è basato su una STORIA VERA.
Ma questo è un tripudio del 3D... ti senti letteralmente parte del film (almeno nella prima parte).
Clooney viene letteralmente annichilito dalla bravura della Bullock che ti fa vivere - istante per istante - tutto quello che succede.
Andate a vederlo.
Portatevi una benda per fasciarvi il mento... perchè sono molte le scene in cui resterete a bocca aperta, tanto da slogarvi la mascella.
Mostruosamente bello.
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angelo bottiroli - giornalista
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domenica 6 ottobre 2013
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scenografie stupende, grandi attori, trama irreale
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La trama è irrealistica, perché ciò che vediamo non potrà mai accadere nella realtà, ma siamo di fronte ad un film che per cui la fantasia è ammessa e l’irrealtà spesso sono componenti essenziali di ogni film per cui la recensione va fatta senza tenere conto di questo fattore che è forse l’unico punto debole di un film sicuramente molto originale, diverso da quelli che siamo abituati a vedere, dove la calma dello spazio ed i movimenti rallentati in assenza di gravità, fanno a pugni con la vita moderna e stressante a cui siamo abituati, con i film rumorosi, ricchi di esplosioni, spari, caos, rumore o musica spesso elevata.
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La trama è irrealistica, perché ciò che vediamo non potrà mai accadere nella realtà, ma siamo di fronte ad un film che per cui la fantasia è ammessa e l’irrealtà spesso sono componenti essenziali di ogni film per cui la recensione va fatta senza tenere conto di questo fattore che è forse l’unico punto debole di un film sicuramente molto originale, diverso da quelli che siamo abituati a vedere, dove la calma dello spazio ed i movimenti rallentati in assenza di gravità, fanno a pugni con la vita moderna e stressante a cui siamo abituati, con i film rumorosi, ricchi di esplosioni, spari, caos, rumore o musica spesso elevata.
Il film si apre con le riprese della Terra, il nostro pianeta vista dallo spazio ed è sicuramente questa una delle parti più belle film. Una scenografia che ci accompagna per oltre l’ 80% delle riprese che è da mozzafiato per la bellezza intrinseca di un pianeta stupendo.
Scene di grande intensità ribadite anche da alcuni apprezzamenti di Kowalsky –Clooney più volte durante il film.
Certe scene come il crepuscolo da sole valgono il prezzo del biglietto.
Il regista Alfonso Cuaron è bravo: autore di pochi film come uno dei più belli della saga di Harry Potter (il prigioniero di Hazkaban) ma sicuramente di livello, propone stavolta un film basato sullo spazio che in alcune scene può ricordare 2001 odissea nello spazio qui, grazie anche al 3D, con effetti sicuramente superiori e di una profondità che 40 anni fa era impossibile avere.
Anche se la scheda del film ne elenca cinque, gli attori sono praticamente soltanto due: George Clooney e Sandra Bullock, quest’ultima protagonista assoluta per due terzi di film eppure, malgrado tutto, il film non stanca e non è neppure ripetitivo
Insomma, non è facile realizzare un film solo due attori di cui una che occupare due terzi della scena, con pochi dialoghi e movimenti a rallentatore: c’è il rischio di addormentarsi, cosa che invece non succede.
Ecco perché “Gravity” è un bel film.
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[+] forse...
(di davidalcor)
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mattomarinaio
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venerdì 11 ottobre 2013
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coinvolgente e spettacolare
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Ok, diciamocelo: GRAVITY non è privo di difetti, e il personaggio di George Cloney è troppo logorroico e impavido per essere credibile. Inoltre, visto sul pc, scaricato o in streaming, il film potrebbe annoiare al limite del soporifero.
Detto questo, mi trovo ad ammettere che Gravity , visto in un cinema 3D, è puro spettacolo per gli occhi e per le orecchie. Una giostra per tutti i sensi. Il realismo con cui ogni cosa viene rappresentata, è disarmante. Le tute, le basi spaziali, le luci, i riflessi, il pianeta terra, sono così “veri” da togliere la scena ai seppur bravi protagonisti. Impossibile capire dove finisce il reale e dove comincia il digitale. Tutto si fonde a meraviglia regalando un senso di vertigine mai avuto prima.
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Ok, diciamocelo: GRAVITY non è privo di difetti, e il personaggio di George Cloney è troppo logorroico e impavido per essere credibile. Inoltre, visto sul pc, scaricato o in streaming, il film potrebbe annoiare al limite del soporifero.
Detto questo, mi trovo ad ammettere che Gravity , visto in un cinema 3D, è puro spettacolo per gli occhi e per le orecchie. Una giostra per tutti i sensi. Il realismo con cui ogni cosa viene rappresentata, è disarmante. Le tute, le basi spaziali, le luci, i riflessi, il pianeta terra, sono così “veri” da togliere la scena ai seppur bravi protagonisti. Impossibile capire dove finisce il reale e dove comincia il digitale. Tutto si fonde a meraviglia regalando un senso di vertigine mai avuto prima. Quando ormai non ci si aspetta più nulla da un anno cinematografico deludente, ecco che arriva la sorpresa. Gravity ripropone atmosfere angoscianti già provate con “The Abyss” di Cameron o “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick e le perfeziona, grazie ad una tecnologia senza precedenti e una fotografia da premio Oscar, riuscendo a coinvolgere emotivamente anche il pubblico più disattento. Personalmente ho molto apprezzato anche il finale, con quell’allegoria sull’evoluzione che sembra voler dire: “uomo, hai impiegato milioni di anni per uscire dall’acqua e diventare terrestre… per lo spazio c’è ancora tempo”.
Lo consiglio vivamente a tutti, prima che esca dalle sale, perché in DVD non sarà la stessa cosa.
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fedson
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domenica 6 ottobre 2013
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lasciatevi fluttuare dalla nuova fantascienza!
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Ryan Stone e Matt Kowalsky, due astronauti, cercano di riparare una stazione orbitante nello spazio, quando una pioggia di detriti li investe distruggendo la loro stazione. I due saranno lasciati soli nello spazio nel tentativo di sopravvivere, cercando un modo per tornare sulla Terra. Il nuovo, grandioso film di Cuaròn si dimostra un valido avversario già al Festival di Venezia, lasciando tutti di stucco ed ingabbiandoli in un tunnel carico di ansia e angoscia senza via di scampo, pronto a trovare un vicolo cieco una volta intrapresa la sua strada. Il senso di ansietà e allarme che spinge il film nel suo "fluttuante e silenzioso" proseguire, viene affidato alla completa desolazione di uno spazio sconosciuto ed aggressivo, indifferente delle sorti dei turisti che tentano di varcarlo per svelarne la natura; a tratti meraviglioso nel suo essere privato e senza confini, ma anche pericoloso ed imprevedibile nel suo essere.
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Ryan Stone e Matt Kowalsky, due astronauti, cercano di riparare una stazione orbitante nello spazio, quando una pioggia di detriti li investe distruggendo la loro stazione. I due saranno lasciati soli nello spazio nel tentativo di sopravvivere, cercando un modo per tornare sulla Terra. Il nuovo, grandioso film di Cuaròn si dimostra un valido avversario già al Festival di Venezia, lasciando tutti di stucco ed ingabbiandoli in un tunnel carico di ansia e angoscia senza via di scampo, pronto a trovare un vicolo cieco una volta intrapresa la sua strada. Il senso di ansietà e allarme che spinge il film nel suo "fluttuante e silenzioso" proseguire, viene affidato alla completa desolazione di uno spazio sconosciuto ed aggressivo, indifferente delle sorti dei turisti che tentano di varcarlo per svelarne la natura; a tratti meraviglioso nel suo essere privato e senza confini, ma anche pericoloso ed imprevedibile nel suo essere. Lo spazio di Cuaròn è pronto ad aprire le porte verso un tipo di fantascienza (qui uno space drama, per la precisione) innovativo nel suo modo di essere raccontato e che mette da parte alieni ed extra-terrestri per confrontarsi con la sola sopravvivenza di un superstite nel cosmo più cupo e minaccioso. E' anche una fantascienza totalmente avanguardista dal punto di vista degli effetti speciali, incantevoli nel rendere l'universo un posto desolato ed imprevedibile e meravigliosi nel mostrare un lato della Terra la cui visione è permessa solo a pochi (gli astronauti, per l'appunto). Condito da uno dei migliori 3D mai realizzati prima (tiene testa perfino a quelli di Avatar), lo spazio di Cuaròn, qui, è anche il luogo in cui la povera Stone dovrà fare i conti con uno dei suoi più grandi nemici: se stessa. E' lei l'unica a poter tornare sulla Terra; è lei che deve trovare un modo per sopravvivere con la sua scarsa dose di ossigeno; ed è sempre lei che deve lasciarsi alle spalle vecchi fantasmi e paure per trovare la forza e la speranza di continuare a vivere. Gravity di Cuaròn è un'opera fantascientifica unica, collaudata da una regia che, con l'efficientissimo 3D, ci permette di addentrarci, lentamente e silenziosamente, nel luogo più sconosciuto dall'uomo, tramite movimenti di macchina impercettibili e potenzialmente narrativi che sembrano fluttuare nello spazio; arricchiti da una colonna sonora carica ansiosa, tenebrosa e fantastica, il cui uso sale e scende a seconda del senso di allarme che emana la solitaria Ryan Stone (un efficiente Sandra Bullock, in una delle sue più belle e reali interpretazioni). Una regia incontrollabile ed imprevedibile, che riesce abilmente a gestire i suoi elementi cinematografici con equilibrio e ordine (proprio come lo spazio), in un'alchimia dove suoni e rumori vengono all'orecchio dello spettatore disturbandolo per trasmettergli quel senso di angustia e disperazione nascosto anche nel più coraggioso degli astronauti. Lasciatevi fluttuare dal leggero universo di un film che vi aprirà le porte verso una nuova fantascienza!
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