Il ricatto

Film 2013 | Thriller, 90 min.

Titolo originaleGrand Piano
Anno2013
GenereThriller,
ProduzioneSpagna
Durata90 minuti
Regia diEugenio Mira
AttoriElijah Wood, John Cusack, Kerry Bishé, Tamsin Egerton, Allen Leech Don McManus, Dee Wallace, Alex Winter, Don Kress, Mino Mackic, Christopher Kahler, Benjamin Nathan-Serio, Jim Arnold, Rachel Arieff, Julius Cotter, Joe Lewis (III), Jose Mellinas, Joshua Zamrycki, Beth Trollan, Brian Lehane, Chris Bobrowski, Andrew Moczarnik, Jeff Sealy, Eric Golden, Jack Taylor, Beth Rollan, Amy Gwilliam, Harris Gordon, Richard Newby, Brendan Murphy (II), Chak Nali, Eric Goode, Theo David Goertzen, Peter Bacchus, Geert Krosenbrink, John Hugill, Núria Valls, Emily Zamrycki, Óscar Rodríguez (IV), Josep Caralt, Marvin Wycoff, Juan Carlos Dannenberg, Alba Mestre, Eric Gacacho, Eugenio Mira Esteve, Paula Ana Banciu, Lynn Barton, Joana Blanch, Elena Borderías, Xavier Bura, Lluis Cabal, Nabi Cabestany, Miguel Casals, Vladinir Chilaru, Robert Citron, Roderick Clantay, Fernando Cleves, Romeliu Dan, Jaime Del Blanco, Joan Esplugas, Teresa Espuny, Susana Fernandez (II), Juame Francesch, Francesc Gali, Eliiecer Garcia, Joaquim Giménez, Harold Hincapie, Yayoi Kagoshima, Magoalena, Kostrzewska, Gerrit Krosenbrink, Oleg Lachugin, Rossen Lambrinov, Juan Marquez, Antonio Marti, Olga Mensenin, Jose Monteagudo, Jordi Nabona, Vasil Nikolov, Marcel Noll (II), Eladio Reinon, Francisco Rodriguez (IV), Juan Rodriguez (IV), Paul Southamer.
Uscitagiovedì 20 marzo 2014
DistribuzioneM2 Pictures
MYmonetro 2,59 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Eugenio Mira. Un film con Elijah Wood, John Cusack, Kerry Bishé, Tamsin Egerton, Allen Leech. Cast completo Titolo originale: Grand Piano. Genere Thriller, - Spagna, 2013, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 20 marzo 2014 distribuito da M2 Pictures. - MYmonetro 2,59 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 25 maggio 2020

Una sfida all'ultima nota, con un pianista costretto a suonare il miglior concerto della propria carriera, per salvare se stesso e la sua famiglia. In Italia al Box Office Il ricatto ha incassato 242 mila euro .

Il ricatto è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato nì!
2,59/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,27
CONSIGLIATO NÌ
Un thriller senza pretese che allarga a film lo spunto di una celebre scena hitchcockiana.
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 2 dicembre 2013
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 2 dicembre 2013

Tom Selznick torna sulle scene dopo 5 anni di assenza. La più grande promessa della musica classica è stato a lungo lontano dai palchi a causa di una clamorosa figuraccia durante l'esecuzione di un brano particolarmente difficile, La cinquette, composta dal suo mentore e maestro, ora deceduto. Per il ritorno di Selznick è stato organizzato un concerto-evento durante il quale il pianista scopre di essere sotto tiro da parte di un cecchino che ha una lunga serie di buone motivazioni per costringerlo tramite la paura della morte ad eseguire alla perfezione un fuori-programma: La cinquette, proprio il brano che non era riuscito mai ad eseguire alla perfezione e dal cui fallimento sembrava non potersi riprendere più.
Non c'è mistero nè volontà di nascondersi dietro un dito nel divertito calco che Eugenio Mira compie di molti stilemi della suspense hitchcockiana. Non solo il continuo riferimento alla Paura in palcoscenico ma anche l'uso estremo (e non troppo riuscito come effetto speciale) dei trasparenti all'interno di piani sequenza, i riflessi nel vetro che rivelano un dettaglio determinante o gli stratagemmi del protagonista per rigirare le situazioni a proprio vantaggio, tutto grida Hitchcock e lo fa senza vergogna.
Come se volesse allargare a dismisura la dinamica della nota scena alla Royal Albert Hall di L'uomo che sapeva troppo, Mira lavora ad oltranza sulla dinamica di un uomo che ha un'arma puntata contro di sè all'interno di un teatro in cui nessuno è a conoscenza del fatto, per operare un'unica grande allegoria: stare su di un palco ed esibirsi avendo un'arma puntata contro come estrema concretizzazione della paura degli occhi puntati addosso.
Il protagonista Tom Selznick ha il principale problema della paura di esibirsi (almeno prima di venire a sapere che il suo nuovo principale problema è un fucile puntato addosso) che in Grand Piano passa da fobia a rischio, cioè lo sconfinamento materiale di un concetto teorico, il fatto che al primo errore verrà letteralmente ucciso da uno sparo come del resto si sentirebbe morire se sbagliasse sotto gli sguardi di tutto il pubblico.
Già compositore per diversi film Eugenio Mira coniuga le sue due passioni in un film che mette la partitura al servizio della trama, lavorando di passaggio in passaggio per inventare nuovi spunti che non rendano ripetitiva la situazione del povero Selznick, pianista pieno di talento costretto all'eccellenza alla stessa maniera e (sembra intuire) con la medesima violenza dall'opinione pubblica e da un cecchino. Forse per questo motivo il finale a (relativa) alta quota suona più corretto teoricamente, come tipica conclusione di una parabola hitchcockiana, che nella sua attuazione, grossolana e salvata solo da un indubbio divertimento nell'esagerare.
Perchè Grand Piano è un film conscio della propria poca serietà che senza eccessive pretese mira ad intrattenere dal basso, divertendosi assieme allo spettatore. Nella storia che chiude il protagonista in una situazione apparentemente senza possibile uscita ma che in realtà conduce a molteplici cambi di ritmo, fronte ed eventi, esiste un'onesta ricerca del piacere dello stupore che inevitabilmente conduce ad un finale forse dalle proporzioni esagerate ma divertente se non lo si approccia con aspettative fuori luogo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 18 aprile 2018
samanta

In molti hanno visto nel film riferimentti a Hitchcock (Paura nel Palcoscenico) , ma io vedo nella trama soprattutto la genialità delle sceneggiatore Damien Chazelle (che di seguito sarà regista e sceneggiature di Whiplash e La La Land) che si serve di riferimenti ad Hitchcock, ma soprattutto ad un film del 1948 una commedia gialla "Infedelmente tua" con Rex Harrison e [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ignobile giallo spagnolo, privo di senso come di tensione, che accatasta cadaveri e incongruenze. Il giovane pianista Toni, tormentato dagli attacchi di panico, toma a suonare in pubblico dopo cinque anni. Apre lo spartito e legge: «Sbaglia una sola nota e morirai». Purtroppo Elijah Wood sopravvive: per la recitazione avrebbe meritato la fucilata fatale. Da Il Giornale, 20 marzo 2014

NEWS
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giovedì 24 ottobre 2013
 

Sarà Grand Piano, diretto da Eugenio Mira, con Elijah Wood e John Cusack a chiudere il 31° Torino Film Festival. Verrà proiettato in anteprima italiana il 30 novembre al Multisala Reposi alle ore 21:30 alla presenza del regista.

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