Red Krokodil

Film 2012 | Drammatico V.M. 14 82 min.

Anno2012
GenereDrammatico
ProduzioneItalia, USA
Durata82 minuti
Regia diDomiziano Cristopharo
AttoriBrock Madson, Valerio Cassa, Simone Destrero, Viktor Karam .
Uscitagiovedì 23 gennaio 2014
DistribuzioneDistribuzione Indipendente
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 1,92 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Domiziano Cristopharo. Un film con Brock Madson, Valerio Cassa, Simone Destrero, Viktor Karam. Genere Drammatico - Italia, USA, 2012, durata 82 minuti. Uscita cinema giovedì 23 gennaio 2014 distribuito da Distribuzione Indipendente. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 1,92 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un focus sulla drammatica realtà delle droghe pesanti e sintetiche, a partire da una delle peggiori sostanze stupefacenti in "commercio".

Consigliato no!
1,92/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,83
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un buon approccio alla distruzione fisica della droga appensantito da velleità intellettuali esagerate.
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 20 gennaio 2014
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 20 gennaio 2014

Russia, in un appartamento di una qualsiasi città devastata un uomo, dipendente dalla droga krokodil, rimesta tra allucinazioni e martoriazione della propria carne. Senza mai uscire dalla casa ma viaggiando all'interno di se stesso, vede scontrarsi il desiderio di libertà con i demoni della droga e la scarnificazione effettiva che produce lentamente sul suo corpo.
Chiuso, claustrofobico, ripiegato all'interno non solo dell'appartamento dove si svolge tutto il film ma anche del personaggio, Red Krokodil indaga la dipendenza dalla droga per indagare il dipendente dalla droga, quella parte dell'uomo che subisce prima sulla carne e poi nella testa la distruzione. Lontanissimo da qualsiasi denuncia sociale il film di Domiziano Cristopharo è interessato alla droga non tanto per il problema che pone quanto per la maniera in cui interviene nella testa umana, piegando la carne e distruggendola. Come una sostanza esterna si insinui nell'organismo a tutti i livelli, influendo nella chimica del cervello al pari di quella dell'epidermide.
Per questo il protagonista, nonchè unico personaggio del film, vive la rovina mentale sul proprio corpo, e anche quando pare rinsavire le mille ferite, la carne che se ne va, il sangue che emerge e lo squallore dello smembrarsi ci ricordano che non c'è salvezza. È questa probabilmente la maniera migliore, sicuramente la più efficace e interessante di affrontare il tema: narrare la distruzione mostrandola quanto più esplicitamente possibile, specie nel caso del krokodil (droga così chiamata per i segni che imprime sulla carne, ferite simili a squame). Peccato allora che in Red Krokodil le velleità siano troppe e affondino molto presto (e molto a lungo) il film.
È la voce narrante e pontificante, sono le allegorie delle visioni del protagonista, l'impossibile rimando storico accennato dai pochi media rappresentati, il ricorrere continuo ad un immaginario non solo poco originale ma anche molto abusato e usurato con l'ambizione di poterlo sfruttare per arrivare a chissà quali vette interpretative, che zavorrano il film di Cristopharo. La volontà encomiabile di non volersi fermare quasi davanti a nulla, di scavare nell'orrore visivo e nella maniera in cui un uomo dilania se stesso prima materialmente e poi mentalmente (il regista del resto viene dall'horror), purtroppo può poco di fronte all'eccesso di desiderio intellettuale esibito. Sforzandosi di elevare la materia bassissima con un commento audio e video elevato Red Krokodil ottiene purtroppo l'effetto contrario, abbassa ancora di più la sua messa in scena, osservando il proprio personaggio con un paternalistico sguardo benevolo da repressivo educatore ottocentesco: fustigarlo per far bene a lui e agli spettatori.
In questa maniera non c'è mai un momento in cui l'orrore che vediamo suoni reale, non c'è mai l'impressione che l'autore sia il primo a temere quel che rappresenta, il primo a partecipare alla tragedia assieme (si spera) al pubblico.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Pedro Armocida
Il Giornale

Quasi un alieno. È off da tutto. Dall'industria cinematografica con le sue luci e colori standardizzati, dall'idea predominante di messa in scena lineare, dall'imbellettamento del lavoro attoriale. Ma è un modo di essere off che non chiude le strade, anzi apre alla massima libertà creativa. Certo il lavoro di una figura peculiare come quella del regista Domiziano Cristopharo può disturbare.

Claudio Bartolini
Film TV

Chi conosce il cinema di Cristopharo sa che dalla sua macchina da presa non escono mai costruzioni banali. Volutamente estraneo ai fracassi horror tanto cari al nostro cinema off meno dotato, il suo è un approccio autoriale ai corpi, un discorso che si fa immagine passando al setaccio della poetica. Red Krokodil approda sui nostri schermi con oltre un anno di ritardo, sintomo di quanto il Belpaese [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Un uomo (il modello Brock Madson) dipendente dal Krokodil, una droga sintetica relativamente nuova dagli effetti devastanti, si ritrova solo, in balia della "scimmia" in una città russa che riecheggia l'apocalittica Chernobyl. Tra disfacimento fisico, allegorie deliranti e simbolismi cristologici, una strafatta Via Crucis, che con pletorica voce over ed esibito antirealismo frulla allucinazione e verità, [...] Vai alla recensione »

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