| Titolo originale | Polvo |
| Anno | 2012 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Germania, Spagna, Cile |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Julio Hernandez Cordon |
| Attori | Agustin Ortíz Pérez, Eduardo Spiegeler, Alejandra Estrada, Fernando Martínez (II) María Telón (II). |
| MYmonetro | 2,34 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 26 marzo 2013
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CONSIGLIATO NÌ
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Una coppia di trentenni, Ignacio e Alejandra, è incaricata di girare e produrre un documentario riguardante le donne del Guatemala che cercano i resti mortali dei loro coniugi scomparsi durante i massacri avvenuti all'epoca della guerra civile, nel 1982. Durante la permanenza nei villaggi rurali i due entrano in contatto con varie comunità di indios. In particolare si interessano alla vicenda di Juan, un indigeno di 30 anni, figlio di un desaparecido, il quale cova un desiderio di vendetta. Mano a mano che riceve notizie contraddittorie relative al proprio padre e che assiste al recupero di ossa di altre persone scomparse, la rabbia di Juan aumenta. Finchè inizia ad attuare una serie di azioni violente con lo scopo di danneggiare e intimorire un cinquantenne, abitante nel suo stesso villaggio, che ritiene essere colui che ha denunciato il genitore, poi scomparso. Un giorno incita i compaesani a distruggere l'autobus di proprieta' del sospetto delatore.
Cordon ha realizzato un film crudo, con uno stile documentaristico abbastanza efficace. Ha puntato molto anche sulla recitazione improvvisata degli attori, tra cui vi sono molti non professionisti. Tuttavia la narrazione appare viziata da evidenti forzature drammatiche costruite con lo scopo di coinvolgere emotivamente lo spettatore. La costruzione dei personaggi, sia l'indigeno outsider, sia i documentaristi accondiscendenti e politicamente corretti, appare troppo manichea e, a tratti, artificiosa.