| Titolo internazionale | The Monitor |
| Anno | 2011 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Norvegia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Pal Sletaune, Psl Sletaune |
| Attori | Noomi Rapace, Kristoffer Joner, Vetle Qvenild Werring, Stig R. Amdam, Maria Bock Torkil Johannes Swensen Høeg, Bjørn Moan, Henrik Rafaelsen, Torkil Høeg, Tom Hugo Nielsen, Mona Engh, Eva Zeidler, Kaia Varjord, Camilla Augusta Hallan, Haakon Gjerløw, Frank Jørstad, Birgitte Nordby, Ursel Klepser, Nicole Spieler, Anette Bergman, Angelika Göhler, Alexander Burkhard, Henning Ranncher, Uwe Bacher, Anderz Eide, Leif Sørensen, Bendik Østbye Johannessen, Ole Bernt Lysne, Michael Foit, Andrine Sæther. |
| Uscita | venerdì 31 agosto 2012 |
| Distribuzione | Nomad Film |
| MYmonetro | 2,54 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 16 dicembre 2013
Un thriller agghiacciante, con la protagonista svedese per eccellenza: Noomi Rapace. Il film è stato premiato a Roma Film Festival, In Italia al Box Office Babycall ha incassato 9,4 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Anna vive al buio, nel silenzio di un appartamento, ai piani alti di un palazzone di periferia. Adora suo figlio Anders di otto anni, lo protegge al punto da preferire l'insonnia per poterlo sorvegliare durante la notte - anche attraverso un babycall acquistato di recente. Il suo comportamento ossessivo non è solo la logica conseguenza dell'amore smisurato di una madre per il figlio; dietro alla sua esagerata preoccupazione si nasconde la paura di essere vittima, ancora una volta, dell'ex compagno violento. A poco a poco però le sue abitudini cominciano a diventare sempre più ossessive, comincia a sentire delle interferenze inquietanti al suo babycall, sospetta dei vicini di casa e la realtà si confonde con l'immaginazione. Solo l'incontro con Helge, timido commesso in un negozio di elettrodomestici, potrebbe rappresentare l'occasione del riscatto.
Dopo aver interpretato la cyber punk Lisbeth nella trilogia di Larsson, l'attrice Noomi Rapace porta con sé un'aura di inquietudine. Il suo personaggio, smanioso di controllare tutto, non sorride mai, vive nell'ombra e si dedica costantemente a salvaguardare un apparente equilibrio mentale, ormai reso troppo precario da un passato di violenze e soprusi. Pål Sletaune sembra aver scelto la Rapace che, per questo ruolo ha vinto il premio come miglior attrice al Festival Internazionale del Film di Roma 2011, proprio perché la sua filmografia è connotata da numerosi ruoli che la vedono come eroina costretta a sopravvivere al buio per poter rimuovere gli inganni del passato (accadeva anche in Beyond di Pernilla August). La presenza della Rapace rende così il film credibile e convincente, anche se la vicenda, mano a mano che il film prende corpo, perde la forza narrativa delle prime sequenze iniziali.
Sono svariati i temi che ruotano attorno alla figura vulnerabile della protagonista: la violenza infantile, l'ansia del controllo, la mancanza di fiducia verso il prossimo, intesa come patologia sociale. Mentre Anna cerca di vivere un'esistenza 'normale', tutto ciò che la circonda sembra far parte di un piano per dirle di stare attenta, di agire con cautela per trattenere gli slanci vitali. La sceneggiatura riesce a mantenere un buon ritmo, grazie anche ad un'equilibrata alternanza di chiaro e scuro che supporta i momenti di tensione (con il nero delle immagini notturne, illuminate da fugaci sprizzi di luce) e fa salire la tensione al punto da disorientare anche lo spettatore più attento.
Babycall intrattiene e tocca, senza però andare molto in profondità, alcune tematiche difficili da rendere sul grande schermo; riesce così ad essere allo stesso tempo, un buon thriller e una rappresentazione del grigiore sociale di molte periferie metropolitane.
Anna, e' apparentemente una madre premurosa, forse fin troppo, che adora suo figlio in modo sviscerato. Tanto che questo amore diventa quasi ossessivo. Anna, perde quasi totalmente il sonno per controllare suo figlio, Anders di 8 anni. E non solo: preferisce che il bambino dorma insieme a lei nella camera matrimoniale piuttosto che nella sua cameretta, vorrebbe impedire al figlio di andare a scuola [...] Vai alla recensione »
Un thriller norvegese che non sa decidere se virare verso l’horror o rimanere impastoiato nelle complicazioni psicologiche della mente, soprattutto femminile. La protagonista Anna (Rapace, della saga cinematografica svedese Millennium) è una madre in fuga dalle violenze dell’ex marito che trascina con sé un bambino di otto anni, marcandolo stretto per paura che possa cadere di nuovo nelle grinfie del [...] Vai alla recensione »