| Titolo originale | Nikini Vassa |
| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Sri Lanka |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Aruna Jayawardana |
| Attori | Chandani Senevirathne, Jagath Manuwarna, Bimal Jayakodi, Thumindu Dodantanna Daya Alwis, Dimuthu Chinthaka, Thumindu Dodantenne, Vajira Kodituwakku, Sarath Kothalawala, Lakshman Mendis, Natheli Nanayakkara, G.R. Perera, Chandani Senevirathna, Kumara Thirimadura, Sulochana Weerasinghe. |
| MYmonetro | 3,00 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
|
Ultimo aggiornamento martedì 11 ottobre 2011
Il regista Aruna Jayawardana narra una storia drammatica sulla diversità, nel contesto devastato dello Sri Lanka.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Alla morte del padre becchino, Somalata decide di proseguire la professione del genitore. Una scelta non approvata dalla madre che, come il padre, sperava che la figlia si sposasse e abbandonasse il mestiere di famiglia, fonte di discriminazione. Somalata, che nondimeno continua a spulciare le offerte di matrimonio sul giornale, sfida le convenzioni e lotta per il suo commercio contro gli aggressivi concorrenti. Per vincere lo scherno e il disprezzo della gente sogna di erigere un forno crematorio utile a tutta la comunità.
Da alcuni anni il cinema ci porta buone nuove dall'isola di Sri Lanka, paese per decenni lacerato dal sanguinoso conflitto etnico e religioso tra cingalesi buddhisti e tamil induisti. Vimukthi Jayasundara, Caméra d'Or a Cannes 2004 con The Forsaken Land e in concorso a Venezia 2009 con Between Two Worlds, è stato l'alfiere di questa rinascita cinematografica dell'antica Serendip, cui vanno certo pure aggiunti il Satyajit Maytipe di Scent of the Lotus Pond (2005) e il Sanjeewa Pushpakumara del recente Flying Fish (2011). Con il suo esordio nel lungometraggio August Drizzle, Aruna Jayawardana s'inserisce a pieno titolo in questo crescente vivaio di talenti.
Come già Jayasundara, Maytipe e Pushpakumara, Jayawardana sceglie una via impervia e coraggiosa, quella di raccontare una donna volitiva, anticonvenzionale e, forse proprio perché sempre così vicina alla morte, piena di desiderio e sensualità inespressi e repressi. La solitudine, l'orgoglio e la caparbietà di Somalata ("Non hai paura di tornare a casa da sola? Potresti imbatterti nell'elefante solitario", "Meglio, così incontrerò un altro solitario") sono al centro di August Drizzle e s'inscrivono nella marmorea bellezza (fuori dai canoni) del volto della sua splendida interprete Chandani Senevirathne. Ma August Drizzle non vale solo per la lancia che spezza a favore del femminile: è un film di atmosfere e umori cangianti, turgido di sensualità (altro carattere comune dei nuovi film cingalesi - che li differenzia nettamente dalle altrimenti assai pudiche cinematografie del subcontinente indiano), elegante nella composizione del quadro e controllato nel movimento della camera, in costante bilico tra la luce e un'oscurità che minaccia di avvolgere e far scomparire per sempre la sua protagonista.
Spiace solo che la povertà di mezzi non abbia permesso la presa diretta. Il sonoro post-sincronizzato e un commento musicale non all'altezza guastano difatti la piena immersione nelle suadenti atmosfere di un esordio che promette bene per il futuro di Jayawardana.