| Anno | 2010 |
| Genere | Azione |
| Produzione | Tailandia |
| Regia di | Panna Rittikrai |
| Attori | Speedy Arnold, Sorapong Chatree, Kerttisak Udomnak, Krittiya Lardphanna Kratae Supakson Ruengsomboon, Pimchanok Leuwisetpaiboon, Chatchapol Kulsiriwuthichai, Sarawoot Kumsorn, Sumret Muengput, Puchong Sartnok, Poonyapat Soonkunchanon, Gitabak Agohjit, Tanavit Wongsuwan, Wirat Kemkrad, Winai Wiangyangkung, Deka Partum, Kazu Patrick Tang, Suthep Sisai, Suradet Dongthaisong, Panna Rittikrai. |
| MYmonetro | 2,18 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 19 aprile 2011
Alcuni amici di un fight club devono mettere in gioco le proprie vite quando uno di loro viene rapito.
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CONSIGLIATO NÌ
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Cercare un minimo di senso o dedicare più del dovuto alla sceneggiatura o anche semplicemente alla trama di un film come Bangkok Knockout è sbagliato almeno quanto è ingeneroso giudicarlo per le voragini nella continuity narrativa. Quel che preme a Panna Rittikrai e che interessa al suo pubblico è uno spettacolo all'altezza della fama dello scopritore di Tony Jaa e Jeeja Yanin, pioniere dello stile ibrido di arti marziali tra gong fu e muay thai: stuntmen che rischiano costantemente l'osso del collo, tasso di adrenalina garantito e duelli a una velocità che sia in linea con lo standard imposto (dallo stesso Panna) con Ong Bak 2. Il resto - personaggi, intreccio, espedienti narrativi - è contorno, intermezzo tra uno scontro e l'altro, meramente pretestuoso e finalizzato a preparare i momenti action, proprio come avviene nel porno e in ogni genere exploitation che si rispetti. Fatta l'opportuna premessa e considerato un budget evidentemente all'osso, la sciatteria di Bangkok Knockout va comunque al di là di quanto si possa supporre; spesso sembra di essere alle prese con un making of del film stesso, per come sono curate le scenografie o per come la recitazione si ferma al "buona la prima".
Anche le scene di lotta palesano qualche punto debole: se l'uso di wirework pare ridotto al minimo, scarseggiano mosse realmente innovative, tanto che Panna ricorre a escamotage bizzarri per elevare il tasso di interesse, tra cui il più inatteso consiste in un villain che riprende fattezze e movenze di Jason Voorhees, con tanto di musica che richiama Venerdì 13. In fondo è solo nei pochi minuti in cui è il regista stesso a "scendere in campo" e ad affrontare il team di eroi che si assiste ad arti marziali di eccellente fattura, senza che sia necessario aggiungere elementi eterogenei. Ma è davvero troppo poco per chiudere un occhio sui difetti di cui è costellato Bangkok Knockout.