| Titolo originale | Ong Bak 2 |
| Anno | 2008 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Tailandia |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Tony Jaa, Panna Rittikrai |
| Attori | Tony Jaa, Primorata Dejudom, Sorapong Chatree, Sarunyu Wongkrachang, Santisuk Promsiri Patthama Panthong, Nirut Sirichanya, Dan Chupong, Natdanai Kongthong, Petchtai Wongkamlao. |
| Uscita | venerdì 8 gennaio 2010 |
| Distribuzione | One Movie |
| MYmonetro | 2,60 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 2 luglio 2018
Il giovane Tien, con un doloroso passato familiare alle spalle, diviene un guerriero e, sotto la protezione della "Scogliera dell'Ala di Garuda", si allena per la sua vendetta finale. In Italia al Box Office Ong Bak 2 - La nascita del dragone ha incassato 7,7 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Alla fine del XV secolo, durante l'era Ayutthaya, un colpo di stato militare miete diverse vittime: tra queste il comandante Lord Sihadecho (Santisuk Promsiri) e la moglie, mentre il figlio, il giovane Tien (Natdanai Kongthong), riesce a scappare. Un duro destino attenderà Tien, presto catturato da mercanti di schiavi, perché la strada della vendetta passa attraverso lotte sanguinose.
Forte del successo di Ong Bak e sicuro di ripeterlo,Tony Jaa ha preso in mano le redini della situazione e ha deciso di fare tutto da sé. Via Prachiya Pinkaew, regista del primo film, è Tony stesso ad andare dietro la macchina da presa e l'effetto si avverte in maniera evidente. Raramente prima di Ong Bak 2 è capitato di assistere a una sproporzione simile tra scene d'azione pura e quello che comunemente siamo soliti associare al cinema, ovvero dialoghi, trama e altre quisquilie del genere. L'effetto è devastante, come se Tony Jaa, non si sa quanto consapevolmente, intendesse riscrivere le regole della narrazione a tutto vantaggio delle scene di lotta; scene che, prevedibilmente ma forse anche oltre il pronostico, sono quanto di meglio si possa immaginare per coreografia ed eterogeneità non solo di avversari - uomini-corvo, spadaccini o semplici maestri di muay thai - e di armi utilizzate, ma soprattutto per il mix di scuole di arti marziali che Tony Jaa ormai incarna. Dal succitato muay thai al kung-fu cinese come ce l'ha insegnato Lau Kar-leung con mosse come la "scimmia ubriaca" (che Jaa riprende in una delle sequenze migliori), con aggiunta di tocchi personali derivati dal kickboxing o dalle danze tradizionali khon della natìa Thailandia.
Una rivoluzione che poco o nulla c'entra con il titolo, visto che i legami con il predecessore semplicemente non esistono. Nessun nesso storico (primo capitolo ambientato ai giorni nostri, sequel ambientato in era Ayutthaya) e nessun legame che vada al di là di un vago utilizzo di tematiche buddiste per guarnire, e in parte giustificare, l'esplosione di violenza. Ma se nel primo capitolo l'uso insistito dei replay, l'eccessiva spettacolarizzazione e le parti umoristiche affidate al Kitano thailandese Petchtai Wongkamlao - qui presente in un cameo - indebolivano e appesantivano la componente action, qui l'energia cinetica sprigionata è incontaminata e scene come la lotta con il coccodrillo del giovane Tien si ricorderanno a lungo.
Fatta quindi la doverosa premessa che Ong Bak 2 è decisamente fuori dal comune e a volte trasmette l'impressione che il cinema, perlomeno come lo conosciamo, non abiti più qui, chi cerca lo stato dell'arte in fatto di arti marziali e Thai action non rimarrà deluso.
Dopo ONG BAK, THE PROTECTOR e qualche altro film inedito in occidente come BODYGUARD, Tony Jaa torna con una buona pellicola di grande azione che segna il suo esordio da regista. Malgrado il titolo, il film non ha nessun collegamento con quello del 2004, se non lo stesso attore come protagonista, e lo stile risulta molto diverso: vengono tolti i replay e anche l' aspetto umoristico con [...] Vai alla recensione »
Nella Thailandia del XV secolo il piccolo principe Tien, scampato per miracolo alla morte, dopo l'assassinio dei genitori (lord Sihadecho e consorte) da parte di aspiranti al regno, viene sfruttato dai mercanti di schiavi e utilizzato come mendicante, ladro e nei combattimenti con i coccodrilli, sollazzo dei ricchi. Chernang, capo dei banditi della Scogliera dell'Ala di Garuda, colpito dal talento [...] Vai alla recensione »