La zona

Film 2007 | Drammatico, 97 min.

Regia di Rodrigo Plà. Un film Da vedere 2007 con Daniel Giménez Cacho, Maribel Verdú, Carlos Bardem, Daniel Tovar, Alan Chávez. Cast completo Genere Drammatico, - Spagna, Messico, 2007, durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 4 aprile 2008 distribuito da Sacher. - MYmonetro 3,34 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 29 novembre 2017

Alejandro vive nella Zona, un quartiere ricco nel centro di Città del Messico. Nel giorno del suo compleanno tre ragazzi delle borgate si introducono per una rapina in una delle case della Zona. In Italia al Box Office La zona ha incassato 201 mila euro .

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Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,53
PUBBLICO 3,49
CONSIGLIATO SÌ
La coscienza di un adolescente contro i "muri" dei padri. Un dramma sulle regole morali e le nozioni di coesistenza.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 2 aprile 2008
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 2 aprile 2008

Un muro alto e impraticabile separa la Zona, un quartiere residenziale e abbiente di Città del Messico, da un mondo di baracche e di miseria. Un temporale e il crollo di un cartellone pubblicitario provocano una breccia in quel muro, dove si infilano tre adolescenti delle favelas in cerca di denaro e di fortuna. Ma il destino decide altrimenti e tragicamente. Due di loro muoiono abbattuti dai colpi della sorveglianza, soltanto Miguel trova rifugio nella cantina di una villa e nel (buon) cuore di Alejandro, un coetaneo più felice e fortunato. Mentre Miguel e Alejandro imparano a conoscersi, i residenti intraprendono una folle caccia all'uomo. Nella prima sequenza della Zona un adolescente percorre una strada residenziale a bordo di un Suv. La vernice brillante dell'auto riflette ville e giardini curati: un dentro perfetto e asettico che riproduce se stesso, mentre il suo fuori, caotico e disperato, "ruba" l'amore sopra un pullman rugginoso.
Nell'opera d'esordio di Rodrigo Plà e nell'universo chiuso della Zona c'è il vuoto spaventoso di una lucida determinazione, che spinge residenti sfacciatamente ricchi a confinarsi e a confinare l'umanità derelitta. È un viaggio di sola andata nelle coscienze, paranoiche e mai riscattate, di un gruppo di uomini, donne e ragazzini, nessuno escluso, che si sono dati un sistema di regole fisse che non ammettono né concepiscono eccezioni.
La zona non è una storia di adolescenti ma è il racconto di una crescita, con orrendi segreti da scoprire e contrasti da sciogliere: il sopra e il sotto (la casa e la cantina; il ricco e il povero), il dentro e il fuori (le favelas e il quartiere residenziale), la luce e il buio e i grandi e i piccoli (cattivi padre e cattivi poliziotti contro figli che si lasciano toccare da ciò che è diverso, scoprendolo uguale).
Rodrigo Plà gira un film corale in cui la regressione dell'uomo allo stadio crudo del primordiale rende i rapporti tra vittima e carnefice nitidi e perfetti: non sono più la legge e la giustizia a regolamentare la convivenza all'interno di quella società (auto)esiliata. I residenti nella Zona si offrono al puro istinto, si è prigionieri o carcerieri, non possono esserci vie di mezzo, al punto che la valutazione etica dei personaggi viene messa in relazione con il comportamento tenuto nei confronti del prigioniero/vittima. Tutto appare più semplice e il vero totem contro l'ipocrisia e l'ottusità degli adulti diventa un adolescente. Il senso della storia e della giustizia è dalla sua parte. È Alejandro a spezzare la catena della disuguaglianza e dell'isolamento. Nel suo gigantesco gesto si rivela la sostanza tragica del racconto: la trasgressione di Alejandro riguarda la legge del padre, è un atto di disubbidienza rispetto a quello che gli è stato prescritto, è un percorso etico e conoscitivo.
Quella insubordinazione non significa incoscienza, sfrontatezza o irresponsabilità ma comporta il coraggio di rompere gli schemi, di affrancarsi dalle catene del sangue e della violenza, dalla storia e dalla legge di un universo maschile di cui pure è figlio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 17 ottobre 2010
mario_platonov

Un interessante film, quasi un piccolo saggio di geografia urbana: il contatto fisico tra la miseria di un quartiere periferico e le comodità (conservate con molta fatica) di un'area residenziale è reso con potenza attraverso il crollo accidentale di un muro. Il punto forte della pellicola è la capacità del regista di mescolare al meglio tutte le fazioni “in gioco&rdquo [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberta Ronconi
Liberazione

Un piano sequenza con dolly ci presenta il contesto già dai titoli di testa. Bambini in divisa da collegio, prati verdi, aiuole curate, ville signorili, cani da guardia. Seguendo il volo di una farfalla, lo sguardo si alza e si sposta verso sinistra, fino ad incontrare un muro. Alto, ancora più alto, filo spinato, torretta, telecamera di sicurezza, quindi apparizione dell'esterno: un agglomerato urbano, [...] Vai alla recensione »

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