| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Belgio, Paesi Bassi |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Nic Balthazar |
| Attori | Greg Timmermans, Marijke Pinoy, Laura Verlinden, Pol Goossen, Titus De Voogdt Maarten Claeyssens, Jakob Beks, Gilles De Dchryver, Cesar De Sutter, Bavo Smets, Katrien Pierlet, Rebecca Lenaerts, Michel Bauwens, Koen De Sutter, Peter De Graef, An Van Gijsegem, Johan Heldenbergh, Matthieu Sys, Jonas Dumon, Ilya Van Autreve, Gilles De Schryver. |
| Uscita | venerdì 4 dicembre 2009 |
| Distribuzione | One Movie |
| MYmonetro | 2,44 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 2 aprile 2021
Argomenti: Autismo
Picchiato, emarginato, maltrattato e incompreso. La vita non è facile per un ragazzo autistico ma nemmeno la fuga nel mondo dei videogiochi sembra aiutare In Italia al Box Office Ben X ha incassato 3,2 mila euro .
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Ben parla poco, socializza poco e ride poco, in compenso studia molto, pensa tanto ed è molto intelligente. Ben, in sostanza, è autistico. Va al liceo, è maltrattato dai bulli di turno, sogna una vita migliore che rimane confinata nei suoi pensieri perché, appunto, parla poco e del resto ha anche pochi se non nessun amico. Ma Ben è anche Ben X nel mondo virtuale del MMORPG (massive multiplayer online role playing game) a cui gioca, una sorta di World Of Warcraft nel quale è un guerriero con punteggio 80, numero che a molti dice quasi nulla ma che a pochi fa strabuzzare gli occhi dallo stupore e dall'ammirazione. In quel mondo Ben X conosce Scarlite, ragazza con cui stabilisce un legame che potrebbe diventare anche reale visto che lei intuendo dei problemi decide di venirlo a trovare in treno.
Tutto narrato attraverso la voce di Ben, malinconica, triste e rassegnata ad un'esistenza involuta che non sboccerà mai in quello che vorrebbe e che trova uno sfogo solo parziale online, il film ibrida sequenze di gioco con sequenze reali, cerca di dar vita ai pensieri di Ben sovrapponendo alle immagini quotidiane le procedure da videogioco. Se qualcuno fa un torto a Ben, sullo schermo accanto alle immagini compare un mouse e una tabella di strumenti dal quale viene selezionata la spada, come si farebbe in un videogame, se Ben viene picchiato dai bulli le immagini sono montate in alternato con immagini simili ma tratte dal gioco e via dicendo. Questo mostra non solo i processi mentali del protagonista ma anche l'ibridazione con il mondo videoludico che l'eccessiva esposizione ai videogiochi dovrebbe provocare nelle giovani menti. Tutto per arrivare alla conclusione che il mondo virtuale nel quale Ben X è un guerriero potentissimo non è uno sfogo possibile ma una proiezione irreale che ha effetti (negativi) sulla realtà tragica del vero Ben.
Una simile morale passatista poteva anche non recare troppi danni qualora il film fosse stato tutto come nella prima parte quando riesce a comunicare un vero senso di emarginazione e desiderio di riscatto inesorabilmente tarpato da un sistema che (genitori compresi) non sa o non può aiutare. Ma è nella seconda terribile parte che il film prende la peggiore delle pieghe immaginabili.
L'arrivo in città dell'unica ragazza che potrebbe interessarsi a Ben, e che rappresenta una speranza di salvezza che è tale solo per la mente disperata del protagonista (perchè lo spettatore sa bene che un simile evento potrà portare solo ulteriore dolore), viene gestita nella peggiore delle maniere possibili, culminando nel più triste dei luoghi comuni che pretende anche di tirare le fila della dialettica realtà/finzione delle immagini. Da che sembrava una pellicola vicina al suo protagonista Ben X diventa un film moralista che con un colpo di scena da serie televisiva italiana generalista pretende di far riflettere non tanto sulla disperazione giovanile ma (orrore!) sul tema del bullismo scolastico. Come introdurre una tragedia shakespeariana e ritrovarsi con un drammetto Harmony.
Il dolore di vedere un film dall'inizio così interessante perdersi lentamente e diventare sempre più banale e paternale ad ogni minuto che passa è di gran lunga superiore a qualsiasi atto di bullismo.
Magistrale ritratto della vita interiore del personaggio, attraverso il quale emergere la sofferenza di un ragazzo autistico molto intelligente che vive all'interno di un mondo con il quale non riesce ad interagire, cosciente del fatto di non riuscire ad essere "normale" come "gli altri". L'intera storia sembra essere l'espressione della frase pronunciata dal protagonista "io ho l'autismo, o l'autismo [...] Vai alla recensione »
There's not a moment of warmth or ease in “Ben X,” Nic Balthazar's punishingly cacophonous debut (adapted from his own novel) about an autistic Flemish teenager and the bullies who torment him. To Ben (the newcomer Greg Timmermans), school is a nightmare of peer cruelty and home — in the form of an insistently solicitous mother (Marijke Pinoy) and an absent, hangdog father (Pol Goossen) — a vortex [...] Vai alla recensione »