| Anno | 2003 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Edoardo Winspeare |
| Attori | Claudio D'Agostino, Stefania Casciaro, Carlo Bruni, Anna Ferruzzo, Angelo Gamarro . |
| Uscita | sabato 30 agosto 2003 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 3,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 7 settembre 2015
Tonio ha soltanto dodici anni quando viene investito da un'auto in corsa. Al suo risveglio, in ospedale, scopre di avere il potere di guarire gli ammalati.
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CONSIGLIATO SÌ
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Tonio ha soltanto dodici anni quando viene investito da un'auto in corsa. Cinzia, l'automobilista che lo ha investito, non si ferma a prestargli soccorso ed il bambino si risveglia in ospedale scoprendo di avere, a quanto sembra, il potere di guarire gli ammalati. Questo acuisce il conflitto già in atto fra i suoi genitori e scatena l'interesse del mondo della comunicazione. Edoardo Winspeare, alla sua opera terza, realizza un film molto più compiuto sul piano formale ma, per assurdo ma non tanto, proprio per questo meno emotivamente 'forte' rispetto al suo precedente "Sangue vivo". L'ambiente rimane sempre la Puglia (questa volta non il Salento ma Taranto) e l'attenzione al mondo dei marginali (in questo caso i bambini sempre più 'a lato' nella nostra società) e si sente che Winspeare aderisce laicamente al tema che sta trattando con grande rispetto ma anche con il giusto disincanto. I miracoli nascono dall'amore e in un'epoca di maghi e cartomanti a pagamento sembra sempre più difficile poter contare sulla gratuità di un gesto che vuole essere solo solidale e con il pudore del non chiedere nulla in cambio. Tutto questo è interessante e palpabile nel film ma non scatta mai la partecipazione. Neanche la sempre splendida musica degli Zoè riesce a compiere il miracolo.
Un bambino viene investito da una macchina mentre gira in bicicletta. L’investitrice fugge, l’incontro tra il bambino ed una ragazza a disagio sarà uno dei temi del film. L’asse portante è, invece, il dono che il bambino riceve di guarire i malati; Winspeare riesce a dare un prodotto sicuramente originale, esaltando, tra l’altro, le mille contraddizioni di Taranto, [...] Vai alla recensione »
E dunque, vale la pena credere ai miracoli. Può infatti accadere che un giovane regista racconti una storia ad alto rischio senza precipitare nel patetico. Il dodicenne Toni, dopo un incidente causato dalla randagia Cinzia, diventa uno specie di guaritore. Realtà o leggenda filtrata attraverso la credulità pataccara dei "fatti vostri" televisivi? Edoardo Winspeare, salentino d'origine mitteleuropeo, [...] Vai alla recensione »