| Anno | 2002 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Italia |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | Nicola Condemi, Vincenzo Cusumano, Flavia Foresti, Juan Gambino, Francesco Menghini, Aliocha Merker, Gianni Russo (II), Guido Votano, Daniele Mazzocca, Cristiano Bortone |
| Attori | Paolo Rossi, Dario Fo, Dario Vergassola, Marco Pannella, Articolo 31 Vauro, David Riondino, 99 Posse, Tiromancino, Pitura Freska, Sud Sound System, Radici nel Cemento, Francesco Di Gesù, Luca Barghini, Domenico Bernardini, Settimio Bernardini, Scott Blake, Giandomenico Caiazza, Claudio Cappuccino, Franco Casalone, Daniele Farina, Gian Luigi Gessa, Giampaolo Grassi, Salvatore Grasso, Reggae National Tickets, Nunzio Santalucia, Paolo Sassanelli, Cristiano Silenzi, Roberto Spagnoli, Roberto Verna, Alessandra Viazzi. |
| MYmonetro | 3,25 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 gennaio 2026
Un documentario inchiesta sulla cannabis che va oltre le prese di posizione ideologiche.
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CONSIGLIATO SÌ
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Siamo nel 2002 e il dibattito sulla cannabis è decisamente acceso. Il documentario si avvale di numerosissime testimonianze che provengono sia dalla militanza in favore della liberalizzazione, sia dal mondo scientifico che da quello dell'arte. Con una convergenza nel desiderio di affrontare in maniera non solo emotiva la questione.
Mazzocca e Bortone affrontano un tema che rimane attuale anche a distanza di più di vent'anni dalla realizzazione del documentario.
Ci sono documentari che, con il trascorrere degli anni, mutano la loro funzione. Potevano essere opere di denuncia all'epoca della loro uscita nelle sale ed ora finire derubricati in testimonianze di un passato di problematiche che sono state risolte o non hanno più rilievo. Non è quanto accade con questo tuttora interessante documentario di Mazzocca e Bortone. Perché, come si diceva un tempo 'correva l'anno 2002' quando i due registi realizzavano questo documentario inchiesta ma la situazione odierna non è meno complicata di allora. Anzi. L'articolo 18 del Decreto Sicurezza del 2025 ha tentato di vietare la cannabis light. Diciamo 'tentato' perché a novembre il Consiglio di Stato ha sospeso il giudizio e ha chiesto alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea di pronunciarsi sulla legittimità del divieto. Si potrebbe dire: niente di nuovo sotto il sole dagli anni in cui Dario Fo, Paolo Rossi, Vauro e, ovviamente, Marco Pannella si battevano per una depenalizzazione ragionata del prodotto. Qui però si va oltre la militanza perché si risale alle origini della coltivazione della canapa per mostrare anche un museo ad essa dedicato che rievoca il lavoro nei campi. La risata stupita di un anziano operaio quando si sente dire che la coltivazione della canapa è vietata riassume la sostanza del discorso.
Perché la marijuana è solo uno dei prodotti derivati dalla canapa, dalla quale si possono ricavare tessuto, carta, medicinali, rilassanti naturali e, se si fosse voluto sviluppare la ricerca, anche carburante. Le testimonianze si susseguono coinvolgendo un cardiologo, un avvocato e diverse band attive all'epoca nel dibattito sul consumo della cannabis. Si va dai 99 Posse agli Articolo 31, dai Pittura Freska ai Reggae National Tickets e diversi altri. Il quadro che ne emerge invita ad evitare prese di posizione rigidamente di parte per cercare di affrontare l'argomento con una mentalità aperta capace di leggerne le molteplici sfaccettature. Allora come ora e forse con un'esigenza ancora maggiore.
Nel sottotitolo, i numerosi complici di questo imperdibile lavoro di montaggio si allen(i)ano prima di spararsi tutte le canne del mondo: Tutto quello che avreste voluto sapere sulla canapa e non vi hanno mai detto. Ben detto. Perché: lo sapevate che negli States degli anni '30 proiettavano demenziali film di propaganda contro l'uso della marijuana? E che, dopo la fine dei secondo conflitto, le Sette [...] Vai alla recensione »