| Anno | 1975 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Francesco Rosi |
| Attori | Tino Carraro, Max von Sydow, Fernando Rey, Tina Aumont, Marcel Bozzuffi, Charles Vanel Lino Ventura, Alain Cuny, Carlo Tamberlani, Renato Salvatori, Anna Proclemer, Silverio Blasi, Luigi Pistilli, Paolo Graziosi, Ernesto Colli, Corrado Gaipa, Paolo Bonacelli, Felice Fulchignoni, Claudio Nicastro, Maria Carta, Alfonso Gatto, Giorgio Zampa, Florestano Vancini. |
| Tag | Da vedere 1975 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,61 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 21 ottobre 2010
In un paese immaginario (ma immaginabile) vengono uccisi alcuni alti magistrati. L'ispettore Rogas concentra i suoi sospetti su di un farmacista, ma q... Ha vinto 2 David di Donatello,
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CONSIGLIATO SÌ
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In un paese immaginario (ma immaginabile) vengono uccisi alcuni alti magistrati. L'ispettore Rogas concentra i suoi sospetti su di un farmacista, ma quando la catena di omicidi raggiunge la capitale, le indagini si spostano sulle "frange" dell'estrema sinistra. Rogas, però, riesce ad ottenere le prove d'un disegno eversivo che coinvolge le stesse alte sfere dello Stato. Ne informa il segretario del Partito comunista, ma entrambi saranno uccisi in un agguato. Falsa e sviante la versione della polizia. I compagni del segretario, pur non ignorando la verità, rinunciano tuttavia alla conquista del potere ritenendola prematura. Primo film sulla "strategia della tensione", ricavato da Il contesto di Sciascia.
Il film parte apparentemente come un giallo, all'inizio sembra su questioni di mafia, poi su una vendetta personale, ma alla fine diventa pretesto per denunciare la realtà politica di un'epoca. Può essere che le nuove generazioni possano trovare il film poco interessante nella sua tematica, tanto più che non è una ricostruzione storica.
Lo spunto del romanzo di Leonardo Sciascia, che inizialmente doveva essere “una parodia” ma che poi l’autore aveva terminato di scrivere non divertendosi più, era tipo fatto di cronaca: un tale che, condannato ingiustamente per tentato uxoricidio, decideva, qualche anno dopo, di uccidere ad uno ad uno tutti i giudici che avevano emesso la sentenza. Sviluppando però questo fatto, Sciascia si era accorto [...] Vai alla recensione »