Lolita

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Un film di Stanley Kubrick. Con James Mason, Shelley Winters, Sue Lyon, Gary Cockrell, Jerry Stovin.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 152 min. - Gran Bretagna, USA 1962. MYMONETRO Lolita * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 67 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
francismetal venerdì 3 novembre 2017
tenero e triste Valutazione 4 stelle su cinque
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Un film stupendo su un uomo adulto che si lascia abbagliare dalla bellezza, dalla tenerezza e dall'innocenza che viene via per sempre di una ragazzina molto giovane. L'attrice ha 15 anni ma Lolita del romanzo ne aveva 12. Nonostante la giovane età l'attrice è stupenda, avrebbe fatto perdere la testa a chiunque, ma Lolita è una ragazzina a malapena adolescente o preadolescente, per cui il protagonista è solo un pervertito o è anche immaturo? Sicuramente non si può parlare di amore ma di forte attrazione e di ossessione. Non solo, il professore tiene la ragazzina in prigione, non vuole che abbia amicizie e relazioni fra coetanei.
Nel film è lasciato intendere che i due avessero avuto rapporti carnali, ma non è mostrato alcun contatto fisico tra di loro. [+]

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greatsteven mercoledì 23 agosto 2017
intellettuale sedotto va incontro alla disfatta. Valutazione 4 stelle su cinque
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 LOLITA (UK, 1962) diretto da STANLEY KUBRICK. Interpretato da JAMES MASON, SUE LYON, SHELLEY WINTERS, PETER SELLERS, MARIANNE STONE, DIANA DECKER
Humbert, uomo di mezz’età, professore di letteratura francese e traduttore di opere della stessa lingua, si trasferisce dopo la morte della moglie a Ramsdale, nel New Hampshire, pensionante nella lussuosa villa di Charlotte Haze, anch’ella vedova, borghese benestante inserita perfettamente nel contesto sociale del ceto medio cui appartiene e che ha una figlia quattordicenne, Dolores, ma da tutti soprannominata col lezioso e sdolcinato Lolita. La passione per Lolita che scocca nel cuore dell’uomo è immediata e insopprimibile, e allora l’insegnante escogita un piano: sposare Charlotte per poter rimanere in eterno vicino alla ragazza. [+]

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aurelio76 martedì 23 agosto 2016
non è un film per bambini Valutazione 5 stelle su cinque
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In questo film Kubrick rappresenta uno dei suoi temi di fondo: il desiderio non realizzabile del tutto, che prelude alla frustrazione e alla caduta. Quando Humbert vede quello che vorrebbe essere o meglio quello che dovrebbe essere per realizzare le sue aspirazioni, lo trova per lui impossibile. Sarebbe come chiedere a un fermo antifascista di godere la vita come volevano fare i nazisti, sorta di bruti raffinati, che cercavano il vino buono in Francia (che si era già messa d'accordo con Hitler per il dopoguerra e che nei decenni successivi ha avuto la faccia di festeggiare l'antifascismo ignorando il fondamentale contributo per la sconfitta dei tedeschi dato dai sovietici e in generale dagli slavi, che sono stato continuati a trattare come dannati della terra, loro che avevano avuto però per le SS pane per i loro denti). [+]

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igor74 lunedì 22 agosto 2016
audace capolavoro Valutazione 5 stelle su cinque
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Approdato in Inghilterra Kubrick dirige un soggetto ritenuto inaccettabile per Hollywood, ma le difficoltà di adattamento del libro andavano ben oltre. Anche se la sceneggiatura è accreditata a Nabokov stesso, è stata ampiamente riscritta da Kubrick e James B. Harris. Il tentativo di ricreare l'America in Inghilterra è stato importante per Kubrick, ha fortemente segnato tutti i suoi film successivi. L'elemento più originale del film è Clare Quilty, un ruolo più ampio del romanzo. Kubrick è affascinato da Sellers, ciò che permette all'attore di mandare all'aria quella che altrimenti sarebbe stata solo una commedia di costume (anche se in parte lo rimane, e assai divertente), con un grottesco che fa spesso virare il film in senso surrealista. [+]

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paolino77 martedì 16 agosto 2016
la bimba atomica Valutazione 5 stelle su cinque
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Questo film segna il passaggio consapevole della critica intellettuale verso un Kubrick libertario conservatore rispetto al progressista con cui era stato confuso dopo i suoi primi film. In una società impazzita e ipocrita gli individui sono in preda ai vizi e alle perversioni, e il protagonista intellettuale moralista ci casca come una pera matura, fagocitato dalla mostruosa vitalità dell'America, che per mezzo della sua "ambasciatrice" Dolores Haze (detta "Lolita") e della sua degna madre Charlotte, gli spazza via la sua razionalità per farlo diventare unom psicopatico assassino verso la parte di sè che non sopporta di riconoscere in una società corrotta rappresentata da Quilty (che allude a guilty, colpevole), un personaggio surreale reso possibile dal fregolismo di Peter Sellers - capace di interpretare uno psichiatra nazista come nel film successivo Adlai Stevenson e Henry Kissinger -, che interpeta le diverse ossessioni del protagonista. [+]

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paolocorsi1967 giovedì 14 luglio 2016
viaggio in una mente scompensata Valutazione 4 stelle su cinque
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La scena di apertura tra Humbert e Quilty è da antologia, con i grandi James Mason e Peter Sellers al loro meglio. Kubrick ha girato il film convinto (giustamente) che il soggetto fosse benissimo adatto per uno spettacolo d'intrattenimento. Non così la pensava il razzista, antisemita, antisindacale (e mi fermo alle accuse dimostrate per non dire molto peggio a cui forse Kubrick verso la fine del film allude) Walt Disney, che impedì a Hayley Mills, sotto contratto con lui, di interpretare Lolita. Il film più d'avanguardia che Kubrick fino ad allora abbia girato rimane fresco anche oggi, caratterizzato da una omogeneità di stile fortemente segnato dall'estetica del cinema noir, col quale Kubrick aveva girato i suoi precedenti lavori in bianco e nero. [+]

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angelino67 martedì 17 maggio 2016
la chiave di volta per kubrick (parte terza) Valutazione 5 stelle su cinque
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Il tema della “ninfetta” non era nuovo nel cinema americano: Ginger Rogers aveva interpretato una dodicenne in Frutto proibito di Billy Wilder, una commedia leggera che dietro il brio spensierato entrava in zone oscure ponendo il rapporto sessuale sotto una metafora inquietante. Nabokov considerava Sue Lyon − fu una delle critiche mosse al film − troppo matura per la parte; in effetti sembrava più grande della sua età, era importante per la censura che non apparisse una bambina. Kubrick, spiegando la scelta della protagonista, ricordò che una tredicenne a guardarla bene bambina non sembra.Quello che Lolita perde in sessualità esplicita (l'erotismo è tutto lasciato ad allusioni, a indizi visuali; non poteva essere diversamente per la censura dell’epoca), rispetto al romanzo, lo guadagna in umorismo mordace, farsesco e in immagini surreali. [+]

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angelino67 martedì 17 maggio 2016
la chiave di volta per kubrick (parte seconda) Valutazione 5 stelle su cinque
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Nel film Kubrick adotta l'estetica del genere noir, col quale si era formato, per raccontare una commedia nera incorniciata in un flashback che crea un clima tragico nel quale si calerà senza difficoltà un umorismo sardonico. L'ironia che avvolge i personaggi in una distorsione caricaturale fa del film una satira della società americana e occidentale. Da tale ironia sono esclusi i personaggi di Mason e Sue Lyon, che in Lolita non è una “ninfetta”, e questo rende ancora più torbido il film aggiungendo mistero all'inquietudine del protagonista. Humbert si muove da goffo, imbarazzato ed emarginato in una società ipocrita di cui non vuole, non sa o non può essere complice. L'ossessione che gli riempie la mente, fino a condurlo alla follia, è quella della anormalità. [+]

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angelino67 martedì 17 maggio 2016
la chiave di volta per kubrick (parte prima) Valutazione 5 stelle su cinque
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Lolita è il primo film nel quale si presentano tutti i temi e le soluzioni stilistiche che Kubrick sviluppa nei film successivi. Ogni conoscitore del regista sa quanto sia stato per lui importante questo film, «una delle chiavi del suo universo interiore». È il suo primo film che può essere definito “di Kubrick”, quello in cui egli «prende coscienza della propria poetica che diventa stile», una svolta che determina tutta la sua opera successiva. La prima versione della sceneggiatura di Nabokov, autore del romanzo da cui è tratto il film, venne rimaneggiata da Kubrick e James B. Harris (coproduttore del film), rendendo la versione cinematografica più aspra ma anche più umoristica e bizzarra del romanzo. [+]

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paolocorsi lunedì 8 febbraio 2016
al di là del bene e del male Valutazione 4 stelle su cinque
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Lolita è simbolo dell'America, di Hollywood (e della sua ben nota tolleranza verso i film "artistici" cui a un certo punto la protagonista si riferisce). Infatti Lolita si innamora veramente solo del più onesto e meno ipocrita dei maiali che incontra, cioé Quilty. Egli ha i soldi e fa i soldi con lo spettacolo popolare e volgare rispetto alle velleitaire ambizioni della cultura rappresentata da Humbert. Con Lolita l'autore giuge a una eccellenza dello stile che affinerà ancora portandolo alle vette sconcertanti dei suoi titoli a colori. Kubrick è stato accusato di mancanza di originalità pur nella sua inventiva e versatilità ma se si guarda questo film in prospettiva con i seguenti fino all'ultimo si vede come la riduzione di opere letterarie e l'invenzione formale appartengono a una identità artistica fortissima nella quale sono numerose le corrispondenze interfilmiche come se, così come affermava lo stesso Fellini al riguardo della sua opera, egli non avesse fatto altro che girare lo stesso film. [+]

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