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Ultimo aggiornamento giovedì 11 novembre 2021
La storia vera della difficile carriera di un artista. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 5 candidature e vinto 3 Satellite Awards, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards,
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CONSIGLIATO SÌ
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New York, 1990. Nella testa di Jonathan Larson le lancette dell'orologio avanzano inesorabilmente. È come una bomba a orologeria e non c'è verso di fermarla. Dalla mattina alla sera Jonathan si domanda quale traccia può lasciare nel mondo e soprattutto quanto tempo gli resta per creare il suo capolavoro, una commedia musicale futurista che mette a punto da otto anni servendo ai tavoli di un diner. Jonathan è un modello di lotta artistica, che compone canzoni in permanenza e sogna di espugnare Broadway. Indietro restano sovente il sonno, l'affitto e gli affetti. La sua fidanzata vorrebbe lasciare New York, il suo migliore amico ha abbandonato l'idea di essere attore per la pubblicità e la sicurezza economica. Ma Jonathan è un prodigio che attende di essere scoperto e finanziato. Impossibile reprimere il suo dono, bisogna insistere, bisogna meritarsi una sala prove e presentare la propria creazione a una rosa scelta di produttori newyorkesi. Alla vigilia del suo trentesimo compleanno e sullo sfondo di un'epidemia di AIDS, che falcia i suoi amici, la musica si solleva come balsamo. Una stella è nata e diventerà mondialmente celebre con RENT.
Tick, Tick...Boom! è il primo film di Lin-Manuel Miranda ma soprattutto è un dramma musicale e biografico da non mancare. Perché è un omaggio a Jonathan Larson e una lettera d'amore a Broadway.
È impossibile non emozionarsi davanti alla storia del celebre compositore americano, un prodigio che ha rivoluzionato il mondo della commedia musicale con "Rent" e non ne ha mai conosciuto la gloria (12 anni di repliche), folgorato da un aneurisma alla vigilia della prima rappresentazione.
Tuttavia Tick, Tick...Boom! non racconta la storia della sua creazione ma il processo creativo e quello che costa realizzare la propria visione del mondo. Il film, esuberante e generoso, fa un passo indietro fino agli anni Novanta e fino all'appartamento bohémien di Jonathan Larson, ubicato tra SoHo e il Greenwich Village, tra sogno e realtà. Una realtà dura, quella dell'AIDS che in "Rent", ispirato alla "Bohème" pucciniana, rimpiazza la tubercolosi.
Un totale mostra l'universo del protagonista, New York, città-isola e unico luogo pensabile per creare. Non sono le linee dei grattacieli di Manhattan a guidarci ma la musica di Larson, disegnando una mappa esistenziale circoscritta al suo appartamento, alla sala prove, al ristorante dove lavora e la piscina dove alleggerisce lo spirito. Si spingerà soltanto una volta fuori dai suoi confini, vagando a Central Park come in un musical di Vincente Minnelli. Sogna di cambiare il mondo, Jonathan, o almeno di lasciare un segno, servendo a una tavola calda di giorno e scrivendo su un ingombrante Macintosh di notte. Ma non è a «Rent » che sta lavorando, la sua ossessione si chiama "Superbia", un musical distopico ispirato (forse) a Orwell ("1984") e ossessionato dagli oggetti del vecchio mondo.
È affascinante e stordente vedere le sue idee germinare, prendere forma, sottolineate dal talento irrefrenabile di un Andrew Garfield completamente investito. La sua silhouette slegata è la costante impetuosa e limpida di un dinamismo narrativo che alterna passato e presente, e sovente più luoghi senza essere mai caotico. Attore febbrile, Garfield esprime pienamente la tensione e la pulsione di uno spirito creativo in piena, interpreta le canzoni di Jonathan Larson e incarna il suo gesto artistico. Le prodezze vocali fanno il paio con l'elasticità fisica di un clown, disegnando il ritratto perfetto di un giovane artista che serviva il brunch della domenica con una mano e con l'altra scriveva canzoni come respirare.
Tick, Tick...Boom! è avvitato intorno a un one-man show del 1990, monologo rock in cui Larson si raccontava in pubblico e raccontava la storia di un musical mai prodotto ("Superbia"), sublimando il suo disappunto e anticipando, nei ritmi, nelle armonie e nei temi trattati (l'indigenza, il montare della pandemia, la stigmatizzazione degli omosessuali...) la sua opera più celebre.
All'incrocio tra i "Boho Days" di Jonathan Larson e la pièce di Broadway creata nel 2001 da David Auburn e ripartita in tre personaggi, il film di Lin-Manuel Miranda rende conto, col sogno realizzato di essere prodotti a Broadway, del suo rovescio: ambizione e ingegno inciampano sulle bollette da pagare, sull'affitto da versare e su un blocco da superare, quel rallentamento creativo risultato qualche volta di mancanza di talento, qualche altra di serenità. Quel ticchettio nervoso che attraversa la traccia sonora del film traduce l'angoscia di un drammaturgo che corre contro il tempo e si giudica già troppo vecchio. Un suono inesorabile e infausto che fa tragicamente eco alle domande intime di Larson e alla sua vicenda biografica, rammentandoci che ogni vita ha una data di scadenza non procrastinabile.
Ci sono volute le abilità e la sensibilità di Lin-Manuel Miranda, che nella replica del 2014 della pièce omonima ("Tick, Tick...Boom!") interpreta proprio Jonathan Larson, per cucire un musical 'backstage' che prepara il futuro di un artista profondamente appassionato e implicato: drammaturgo, compositore, attore, cantante. Il risultato seduce e dichiara apertamente il suo amore per il musical, la sua convinzione che vita e spettacolo si scambino i ruoli sull'eterno palcoscenico del mondo. Per i cultori del genere, al cinema e a Broadway, le sorprese non mancheranno. I muri cadono e i camei abbondano, come le risate e le lacrime. La musica fa il resto e rilancia.
Il film è la storia vera del primo musical ideato da Jonathan Larson: Superbia. Caratteristica di questo musical è che vi venivano trattate tematiche sociali politicamente scorrette come l'Aids. Le musiche accompagnano tutti gli avvenimenti dando loro un certo ritmo. Ciò può essere un pregio ma anche un difetto, perché, nella prima parte, appesantisce la sceneggiatura [...] Vai alla recensione »
Per il suo primo lungometraggio da regista, il grande artefice di Hamilton, LinManuel Miranda, punta i riflettori sul compositore che ha ispirato il suo risveglio creativo: Jonathan Larson. Un artista sfortunato, morto a 35 anni per un aneurisma dell'aorta, alla vigilia dell'anteprima del suo grande exploit, il musical Rent. Oltre a Rent, Larson ci ha lasciato il metamusical Tick, tick.