| Titolo originale | Sennen no yuraku |
| Titolo internazionale | The Millennial Rapture |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico |
| Regia di | Kôji Wakamatsu |
| Attori | Tomori Abe, Mayu Harada, Anna Ishibashi, Tanroh Ishida, Arata Iura Go Jibiki, Hitomi Katayama, Kengo Kora, Ryûshi Mizukami, Akie Namiki, Nao Okabe, Shirô Sano, Sometani Shôta, Sôsuke Takaoka, Shinobu Terajima, Sarara Tsukifune, Tarô Yamamoto. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,67 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 settembre 2012
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CONSIGLIATO NÌ
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Attraverso tre episodi di lunghezza variabile, Oryu morente racconta le vicende dei Nagamoto, accomunati dal libertinismo e da un triste destino.
Ancora più scarno, ancora più "povero", il cinema recente di Wakamatsu Koji cerca incessantemente nel digitale e in budget ridotti all'osso il materiale per assemblare nuove opere e proseguire la sua instancabile ricerca nelle radici profonde della cultura nipponica. Dopo l'indagine storico-politica di United Red Army e di Caterpillar, con The Millennial Rapture Wakamatsu sposta il focus sulla sfera familiare e sessuale, ritrovando un gusto per la libidine e per il cedimento ai sensi che pareva ormai aver relegato all'epoca aurea delle produzioni epoca '60-'70.
Le meccaniche di seduzione e lascivia illustrate tornano quindi su temi antichi, benché rivisitate da un punto di vista adeguato a una nuova epoca e chiuse dall'inevitabile apologo morale sulla condotta dei Nagatomo e sull'inesorabile contrappasso ad essa seguito. Concept fragile, che andrebbe surrogato con ben altro linguaggio filmico; ed è qui che Wakamatsu compie una scelta di rottura, probabilmente voluta ma di fatto incomprensibile, insistendo su immagini anonime fino alla sciatteria. Anche il ricorso all'iterazione delle diverse vicende, ripercorse in una sorta di loop fiabesco, conduce a una difficilmente giustificabile prolissità narrativa.
Sarà il futuro a rivelare se si tratta di una pausa di riflessione, che prelude a un nuovo Cycling Chronicles, o invece una (pausa di?) flessione.
Solita storia di dinastie e destini inevitabili, ma gli amanti delle filosofie e delle culture orientali lo apprezzeranno ugualmente. Attraverso i ricordi della levatrice che per generazioni ha assistito alla nascita, la crescita e la morte prematura dei membri maschi di una dinastia "maledetta", il film mostra i diversi modi di affrontare il proprio destino: chi lo segue e chi lo fugge, chi lo asseconda [...] Vai alla recensione »