| Anno | 2009 |
| Genere | Sentimentale, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Riccardo Donna |
| Attori | Emanuele Bosi, Maria P. Petruolo, Mariella Valentini, Daniela Giordano, Federico Galante Claudio Cotugno, Valentino Campitelli, Giulia Amato, Veronica Corsi, Matteo Urzia, Giancarlo Previati. |
| Uscita | mercoledì 11 febbraio 2009 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 1,82 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 30 marzo 2021
Argomenti: Teen movie italiani
1972. Durante una manifestazione studentesca, Andrea, universitario, conosce Giulia, liceale. I due si piacciono e sulle note delle canzoni di Baglioni s'innamorano vivendo la loro prima vera storia importante. In Italia al Box Office Questo piccolo grande amore ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 3,7 milioni di euro e 2,2 milioni di euro nel primo weekend.
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A due passi dal cuore e da Piazza del Popolo si incontrano e si innamorano Andrea e Giulia. Andrea è uno studente di architettura cresciuto in periferia, Giulia una liceale borghese viziata nel centro di Roma. Diversi per estrazione e frequentazioni, i giovani amanti imparano ad amarsi "giù al faro" e lontani dalle contestazioni degli anni Settanta. Ebbri di "baci a labbra salate", vivono spensierati la loro età e il loro sentimento fino a quando la vita non presenta loro il conto e una cartolina rosa. Partito per la leva, Andrea si strugge in caserma in attesa della licenza e del suo piccolo grande amore. Costretti alla cattività, Giulia e Andrea provano a resistere alla lontananza e alla separazione, ritrovandosi e perdendosi "dentro il rosso di un tramonto".
Riccardo Donna, in licenza dalla televisione, scende in piazza (del Popolo) e dirige un com'eravamo (innamorati). La contestazione anni Settanta con cui si avvia il film è armata di capelli lunghi, pantaloni a zampa e maglie strette e "fine". Gli sguardi e i volti sono giovani per sempre. Il tempo è passato (im)perfetto. Questo piccolo grande amore non è un film morale, non è generazionale e nemmeno nostalgico, è piuttosto un'operetta naïf, un racconto breve e lieve che si esprime istintivamente e ingenuamente come i suoi giovani protagonisti. Senza sobbalzi, rovelli o abissi, il piccolo grande amore di Donna ci consegna un segmento autobiografico leggero e musicale di Claudio Baglioni. Mutuato dall'album omonimo del cantautore romano, Questo piccolo grande amore risemantizza le parole delle canzoni nei nuovi contesti visivi e nelle situazioni narrative che il film reinventa, trovando la freschezza della dislocazione. Se però in Across the Universe la musica dei Beatles assumeva nuovi significati e trovava nuovi scenari di riferimento, la traduzione di Donna e Cotroneo non trasforma la lingua di partenza, mantendosi fedele al "soggetto" sviluppato e compiuto da Baglioni e ai luoghi (Porta Portese) e ai non luoghi (Stazione Termini) celebrati nell'album del Settantadue.
Questo piccolo grande amore è uno scioglimento sentimentale e suggestivo affidato allo sguardo mite e incantato del protagonista, prossimo al Gianni Morandi in divisa e in ginocchio da te, dei musicarelli di Ettore Maria Fizzarotti. Giulia e Andrea un po' si lasciano attraversare dall'ineluttabilità storica e un po' si dibattono a colpi di chitarra, di disegni, di versioni tradotte dal greco e di esperienza da tradurre in vita. Il regista torinese non osa. Forse non è necessario e si limita a narrare eloquentemente, concedendosi morbidi passaggi di poesia e uno sguardo angelicato sui corpi, esplorando soglie felicemente oniriche o di evasione. La voce "narrante" è quella di Baglioni che (cantando) incrementa la narrazione, approfondisce i pensieri, la passione e le confidenze degli amanti. Amanti con la maglietta scollata e la faccia pulita che si prendono tutto il gusto "dei primi guai" e della stagione che stanno camminando.
C’è una sostanziale differenza tra libro e film: “Questo piccolo grande amore“ (Q.P.G.A.) nella struttura del libro mette in risalto la difficoltà del vivere (un amore) e l’amore (quello con la “A” maiuscola) come via d’uscita ai problemi esistenziali; mentre il film sembra seguire pedissequamente le tracce (13) dell’album omonimo del 1972 e perde così l’occasione di rivelarci l’amore come toccasana [...] Vai alla recensione »
Baglioni nel buio degli anni di piombo. Questo piccolo grande amore di Riccardo Donna è l'ennesima pellicola sentimental-adolescenziale con titolo di canzone. Stavolta si pesca dall'omonimo album di Claudio Baglioni del 1972 per raccontare la storia di Andrea e Giulia che in quello stesso anno si innamorano infelicemente. Ce la faranno a superare la classe sociale (periferia Andrea, centro Giulia), [...] Vai alla recensione »