| Titolo originale | Lake Tahoe |
| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Messico, Giappone, USA |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Fernando Eimbcke |
| Attori | Diego Cataño, Héctor Herrera, Daniela Valentine, Juan Carlos Lara II, Yemil Sefami Olda López, Mariana Elizondo, Joshua Habid, Raquel Araujo, Enrique Albor, Juan Carlos Lara. |
| Uscita | venerdì 28 agosto 2009 |
| Distribuzione | Archibald Enterprise Film |
| MYmonetro | 2,91 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 1 settembre 2009
Juan ha sedici anni ed è appena andato a sbattere contro un palo con l'auto di famiglia. Deve risolvere la situazione in un momento già assai difficile della sua vita. In Italia al Box Office Sul lago Tahoe ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 34,5 mila euro e 10 mila euro nel primo weekend.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Juan ha sedici anni ed è appena andato a sbattere contro un palo con l'auto di famiglia. A casa la mamma si è chiusa in bagno e il fratellino non sa che fare. Mentre il ragazzo peregrina da un'autofficina all'altra cercando chi possa aiutarlo a far ripartire l'auto conosciamo esponenti di un' umanità talvolta rassegnata talaltra con sogni impossibili. Veniamo contemporaneamente messia a conoscenza del motivo della sofferenza del ragazzo: è morto suo padre.
Il messicano Fernando Eimbcke ha portato in Concorso alla 58^ Berlinale un piccolo ma intenso film. Spinto da una domanda personale (come mai quando da ragazzo aveva perso il padre pochi giorni dopo si era procurato un incidente in auto?) il quasi quarantenne regista ci offre il ritratto di un adolescente privo totalemente di appigli che lo aiutino a venire fuori non tanto dalla panne dell'auto quanto da quella che la vita gli ha posto dinanzi. I personaggi che incontra (il meccanico con cane da difesa, la ragazzina madre che sogna di diventare la front woman di un gruppo punk, il ragazzo appassionato di arti marziali) sono dramatis personae di una via crucis interiore al termine della quale cercare una ricomposizione con l'esistenza e col quotidiano. In sé il film non propone novità dal punto di vista del linguaggio cinematografico utilizzato. Vi si legge però la sincerità di uno sguardo che cerca delle risposte difficili da trovare e il desiderio di accostarsi a un mondo in formazione (quello degli adolescenti) lasciato sempre più solo da adulti centrati solo su se stessi.
A partire dalle versioni del titolo (Sul lago Tahoe/Lake Tahoe/Te acuerdas de Lake Tahoe?) siamo davanti a un film che ci disloca in modo imprevedibile nello spazio. Dove siamo? Dov'è il lago? Che popolo è mai questo? Una sequenza di cartoline in scena fissa, quasi delle diapositive, dividono lo spazio del film. Perché di uno spazio si tratta, non di un divenire temporale: non c'è tempo, dentro le [...] Vai alla recensione »
Messicano del Distretto Federale, classe 1970, il regista Fernando Eimbcke torna a posare il suo sguardo sui giovani dopo essersi fatto un nome con l'opera prima, Temporada de patos, ritratto in bianco e nero di due adolescenti. Qualcuno ha paragonato il suo cinema a quello di Jim Jarmusch, paragone che Eimbcke non disdegna. "Mi sono innamorato della semplicità e della complessità dei suoi film" ha ammesso.
Rallentare, riflettere, ascoltare, aspettare. Potrebbe essere il motto di quei film, in aumento, che chiedono pazienza ma ripagano lo spettatore con emozioni e onestà non comuni. Si veda Sul lago Tahoe, del 38enne messicano Fernando Eimbcke, scoperto alla Berlinale 2008. Inquadrature fisse, tipi bizzarri, un paesino portuale sospeso nell'immobilità della bassa stagione, una storia che pare girare in [...] Vai alla recensione »