Slipstream - Nella mente oscura di H.

Un film di Anthony Hopkins. Con Anthony Hopkins, Stella Arroyave, Christian Slater, John Turturro, Michael Clarke Duncan.
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Titolo originale Slipstream. Commedia, durata 96 min. - USA 2007. - Delta Pictures uscita venerdì 9 maggio 2008. MYMONETRO Slipstream - Nella mente oscura di H. * * - - - valutazione media: 2,45 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,45/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
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Trailer Slipstream - Nella mente oscura di H.
Il film: Slipstream - Nella mente oscura di H.
Uscita: venerdì 9 maggio 2008
Anno produzione: 2007
Uno sceneggiatore sta lavorando a un film ma i personaggi cominciano ad invadere la sua mente.
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primo piano
Hopkins ci regala un'opera sperimentale sul mondo del cinema
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Uno sceneggiatore sta lavorando a un film ma i personaggi che sta creando cominciano a invadere la sua mente.
Questa è probabilmente la trama più breve pubblicata su mymovies ma chi scrive sente come dovere il non 'descrivere' il film per non privare lo spettatore del 'lavoro' (anche faticoso) che Hopkins si aspetta da lui. A una non più tenera età l'attore/regista gira finalmente il suo film più personale presentato in Concorso al 60° Festival di Locarno. Qualcuno, rileggendo eventualmente dopo la visione queste righe, non concorderà avendo trovato nel film innumerevoli echi di 'altro' cinema. È vero (si può parlare di Stone, di Lynch, dei Coen) ma sta anche in questo la libertà di Hopkins che riesce a realizzare un film che porta in sé tutto il cinema di cui si è nutrito (e di cui è stato in parte protagonista) trasformandolo in un'ossessione creativa di cui il più volte citato L'invasione degli ultracorpi diviene metafora esplicita.
Hopkins ci precipita in una serie di scatole cinesi che scaturiscono dalla mente di un dio minore: lo sceneggiatore. Il quale decide sì della vita e della morte dei personaggi partoriti dalla sua creatività ma, al contempo, è costretto poi ad abbandonarli nelle mani di altri (produttore, regista, attori, tecnici). Anche da questo può essere suscitato il delirio narrativo che conserva sempre però una sua logica che può essere 'rivisitata' con tempi da record nel finale (non perdetevi i titoli di coda). Hopkins continua a essere affascinato dai misteri della mente umana, dai link che si creano nel pensiero e tra questo e la realtà che a volte rischia di sconnettersi. Ci regala un film difficile, un'opera che alcuni considereranno pretenziosa e altri invece apprezzeranno proprio per il coraggio di un uomo di spettacolo che non si rifugia nei canoni tradizionali del cinema narrativo ma si getta a capofitto nella complessità della sperimentazione.

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Il mio ultimo sogno, senza ritorno

domenica 25 maggio 2008 di Gus da Mosca

C'e' quasi Linch a suggerire gli incubi che girano nella mente di Hopkins, piu' allucinati e per niente morbosi, molto piu' confusi e molto meno sospesi. C'e' persino l'ultimo Tarantino vintage e neo-pop a istigare la verbosa scena "non-sense" nel fast-food, iniaziata nel deserto su di una Corvette che cambia colore e terminata da quel "cut" che butta lo spettatore fuori dal film e lo mescola alla caotica troupe, come in un ritorno istantaneo all' "Effetto notte" di Truffault. Infine c'e' Hopkins, continua »

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Mamma mia! sono riuscito a guardarlo tutto!

martedì 28 dicembre 2010 di Sinkro

Uno sceneggiatore viene a discutere e confrontarsi con i personaggi del film che sta scrivendo. Un ingarbugliamento totale che si slega un poco alla fine. In pratica il soggetto è bellino (anche se si era già visto) ma la realizzazione è davvero brutta. All'inizio non si spiega nulla e ci metto tantissimo per non decollare mai. La fatica che si prova nel guardarlo è incommensurabile. Il montaggio: tanto bello vedere cambi di scena repentini, sfumatore e tutti continua »

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INCONTRI | Anthony Hopkins confeziona un film sperimentale, onirico e introspettivo.

La vita è un sogno

mercoledì 7 maggio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Slipstream, la vita è un sogno Sono affascinato dal tempo e dalla percezione degli eventi al di là del tempo. La vita ha una dimensione così illusoria e onirica, che credo che tutto sia un sogno... un sogno dentro un sogno". È Anthony Hopkins a parlare spiegando il motivo che lo ha indotto a scrivere Slipstream, l'opera seconda - se non consideriamo il reading audiovisivo Dylan Thomas: Return Journey - dopo il cechoviano August. Contraddistinto da una trama narrativa non lineare, il nuovo film dell'attore-regista racconta di uno sceneggiatore di Hollywood alle prese con uno script che improvvisamente prende uno strano corso quando i personaggi iniziano a invadere la mente dell'autore.

All the World’s a Soundstage for the Writer-Director-Star

di Stephen Holden The New York Times

“Are we in a movie?” wonders Felix Bonhoeffer, the addled, decrepit screenwriter played by Anthony Hopkins in his experimental satire “Slipstream.” “Everything’s a movie,” snaps Bette Lustig (Fionnula Flanagan), an actress in the troubled film Felix has been desperately rewriting. She and Felix have been languishing along with the unhappy cast and crew on the project’s dilapidated set in the Mojave Desert, built years ago (according to the “Slipstream” production notes) for a Dennis Hopper film. »

di Filippo Mazzarella ViviMilano

Viaggio nella mente dissociata di un attore. Sembra il saggio digitale di un quattordicenne fumato, tra flash termici e insert psichedelici. E invece ha fatto tutto Sir Tony (musiche comprese). Il risultato respinge, ma anche no: è un UFO inclassificabile come ormai se ne vedono pochi. DISCRETO - PER CHI? Da ViviMilano, maggio 2008 »

«Slipstream», viaggio stravagante

di Antonello Catacchio Il Manifesto

Anthony Hopkins è un personaggio spiazzante, dopo avere diretto un paio di film, Dylan Thomas e August (dallo Zio Vania di Chechov), eccolo avventurarsi in un lavoro che sembra riproporre una versione adulta e inquietante di Alice nel paese delle meraviglie. Hopkins ha scritto il film, lo dirige, è anche autore delle musiche, ha affiancato il montatore, praticamente lo ha prodotto (con la moglie Stella Arroyave, sua moglie anche nel film) e naturalmente è interprete nei panni del protagonista. Si chiama Felix Bonhoffer, un nome che rievoca Dietrich Bohnoffer (il sacerdote che si era opposto al nazismo e la cui biografia appare su un leggìo), ma è uno sceneggiatore. »

Un Hopkins "cerebrale"

di Mattia Nicoletti Metro

Anthony Hopkins è un grandissimo attore. E come molti interpreti di successo prima o poi desidera prendere in mano la macchina da presa. E lo fa parlando di cinema, come se esso invadesse la sua mente. Il risultato è un film sperimentale, cerebrale (anche visivamente), complesso e affascinante. A qualcuno "Slipstream" potrebbe sembrare pretenzioso, ma Hopkins è sincero, e lo vuole dichiarare con un atto d'amore verso la Settima Arte. Da Metro, 13 maggio 2008 »

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