| Titolo originale | Die Fälscher |
| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Austria, Germania |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Stefan Ruzowitzky |
| Attori | Karl Markovics, August Diehl, Devid Striesow, Martin Brambach, August Zirner Veit Stübner, Marie Bäumer, Dolores Chaplin, Werner Daehn, Sebastian Urzendowsky, Andreas Schmidt, Tilo Prückner, Lenn Kudrjawizki, Norman Stoffregen, Bernd Raucamp, Gode Benedix, Oliver Kanter, Dirk Prinz. |
| Uscita | venerdì 1 febbraio 2008 |
| Tag | Da vedere 2007 |
| Distribuzione | Lady Film |
| MYmonetro | 3,12 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 21 gennaio 2015
Sorowitsch, il più abile falsificatore ebreo della Germania verrà condotto in un campo 'speciale' dove dovrà continuare la sua attività a beneficio del Reich. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, In Italia al Box Office Il falsario - Operazione Bernhard ha incassato 242 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Berlino 1936. Sorowitsch è il re dei falsificatori ed è ebreo. La sua vita cambia quando viene portato a Mauthausen e da lì trasferito, per la sua competenza, in un campo privilegiato insieme ad altri tecnici della falsificazione. Dovranno produrre valuta pregiata falsa per sostenere le casse ormai vuote del Reich. Sorowitsch inizialmente non si pone problemi: ha trovato il modo di sopravvivere e di esercitare la propria 'arte'. Progressivamente uno dei suoi privilegiati compagni di prigionia lo pone dinanzi al dilemma: continuare a falsificare denaro favorendo il nazismo o boicottare l'operazione mettendo a repentaglio le proprie vite?
"Era un ebreo ma è morto da uomo" dice a un certo punto del film un nazista. In questa frase si racchiude parte del senso del film. Dinanzi ai nazisti che non li ritengono esseri umani gli ebrei possono scegliere tra la dignità e il servilismo. Il rapporto tra Sorowitsch e il comandante del campo Herzog offre spazio per la riflessione sul regime in caduta libera. Herzog, che è stato comunista, ora indossa una divisa nazista ma non ha più alcuna ideologia. Il suo obiettivo è analogo a quello delle sue vittime: salvarsi.
Grazie a questo film, ottimamente recitato dal protagonista Karl Markovics, è anche possibile sviluppare un'ulteriore riflessione sul cinema austriaco. Ogni anno la Berlinale offre film di produzione germanica che tornano ad affrontare il nodo del nazismo. Non è forse ora che il cinema tedesco e quello austriaco tornino a guardare avanti liberandosi di quello che sta ormai diventando un senso di colpa che le nuove generazioni non possono addossarsi per l'eternità. È come se il mondo del cinema sentisse di non aver ancora battuto sul proprio petto un mea culpa abbastanza convincente. Invece lo ha già fatto con film anche di ottimo valore cinematografico ed etico. Ora si corre il rischio della saturazione che può ottenere un esito uguale e opposto a quello della rimozione.
Voto 6 e mezzo/7 per questo film. Forse dovrei rivederlo, per capirlo fino in fondo. E' la storia del più grande falsario di tutti i tempi, ingaggiato dai nazisti per contraffare sterline e dollari. In cambio riceverà un vitto più abbondante nel lager di Sachsenhausen, un letto singolo, vestiti meno logorati,scarpe su misura, lenzuola pulite e un trattamento più umano.
Sachsenhausen è un nome di quella speciale topografia che circoscrive l'orrore nazista. È il nome di un campo di concentramento tra i più importanti, costruito a metà degli anni Trenta nei pressi di Oranienburg, a una trentina di chilometri da Berlino. Vi furono rinchiusi tra il 1936 e il 1945 oltre 200.000 prigionieri, la metà dei quali non ne è più uscita.