Giorni perduti

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Un film di Billy Wilder. Con Howard Da Silva, Ray Milland, Jane Wyman, Frank Faylen, Doris Dowling.
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Titolo originale The Lost Weekend. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 101 min. - USA 1945. MYMONETRO Giorni perduti * * * * - valutazione media: 4,37 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,37/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * 1/2
 critican.d.
 pubblico * * * * -
Howard Da Silva
Howard Da Silva 4 Maggio 1909 Interpreta Nat, il barman
Ray Milland
Ray Milland 3 Gennaio 1907 Interpreta Don Birnam
Jane Wyman
Jane Wyman 5 Gennaio 1917 Interpreta Helen St. James
Frank Faylen
Frank Faylen 8 Dicembre 1905 Interpreta 'Bim' Nolan, la nurse
Doris Dowling
Doris Dowling 15 Maggio 1923 Interpreta Gloria
Phillip Terry
Phillip Terry 7 Marzo 1909 Interpreta Wick Birnam
Danny Berman è un alcolizzato quasi senza speranza. Sarebbe uno scrittore, ma naturalmente non ha la lucidità per fare qualcosa di buono.
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Locandina Giorni perduti

Danny Berman è un alcolizzato quasi senza speranza. Sarebbe uno scrittore, ma naturalmente non ha la lucidità per fare qualcosa di buono. Sopravvive grazie al fratello che lo ospita e lo cura, e all'amore di una ragazza quasi masochista che gli perdona tutto e lo sostiene in tutti i modi. Nel suo quotidiano Danny ha un solo scopo: procurarsi liquori, con ogni mezzo. Ha messo a punto delle strategie geniali: come farsi dare dieci dollari dalla governante, come nascondere le bottiglie, come ottenere credito al bar, come sfruttare la simpatia di una donna. Naturalmente la situazione peggiora, la spirale è irreversibile. Lo si capisce quando Danny va a riscattare una pistola che aveva precedentemente impegnato. Ma, ancora una volta, l'amore della sua ragazza lo salva. Danny si riscatterà tornando a scrivere. La sua sofferenza personale sarà praticamente il soggetto del film. In prospettiva l'argomento potrebbe essere quasi una metafora della droga. Il problema alcool, per quanto presente, può essere considerato nei film obsoleto, ma allora Giorni perduti sconvolse non solo gli alcolizzati. L'efficacia impressionante del linguaggio di Wilder costrinse tutti a considerare il problema. Fra le sequenze fondamentali, mai più ripetibili, il delirio di Milland che vede scarafaggi e pipistrelli uscire da un buco nella parete. Wilder non si preoccupò di fare mediazioni a favore del pubblico, cercò di raccontare la realtà in modo crudo, quasi violento, in una chiave realistica quasi europea, con una sola eccezione: il finale davvero troppo "lieto". Wilder lavorò alla sceneggiatura col suo scrittore preferito, Charles Brackett, sulla base del romanzo di Charles Jackson. Oscar come miglior film. Wilder ottenne la statuetta come regista e sceneggiatore. E anche Milland ebbe il premio come attore protagonista.

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Premi e nomination Giorni perduti MYmovies
Giorni perduti recensione dal dizionario Farinotti
Premi e nomination Giorni perduti

premi
nomination
Premio Oscar
4
7
Festival di Cannes
2
0
* * * * -

Il weekend perduto

venerdì 7 ottobre 2011 di Paolo Bisi

Trentenne scrittore ormai senza alcuna speranza, si rifugia nell'alcool, che diventa presto la sua unica ragione di vita. Arriva addirittura a scacciare il fratello che lo mantiene e la fidanzata Helen. Il primo lo abbandona, mentre la seconda non perde mai la speranza di salvarlo. Girato prevalentemente in studio, fatta eccezione per qualche immagine di una New York mai così povera e triste, è uno dei migliori film controcorrente mai uscito da Hollywood. Billy Wilder dimostra continua »

* * * * *

Gli abissi della bottiglia

martedì 24 maggio 2011 di riccardo-87

Billy wilder descrive la tragedia di Don Birman, uno scrittore senza idee (Ray Milland, meritatamente premiato con l’oscar), preda dell’alcol e in balia del romanzo che non riesce a scrivere (“la bottiglia”). Il film narra l’autodistruzione inevitabile a cui va in incontro chi percorre la strada del bicchiere, da cui non si esce con un semplice atto di volontà, come troppo spesso viene sostenuto, ma solo tramite gli affetti: sarà infatti solo l’amore continua »

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Affresco di un autodistruzione

giovedì 28 ottobre 2010 di il cinefilo

TRAMA:Uno scrittore fallito sprofonda nell'alcolismo con tutti i danni che ne conseguono...COMMENTO:Il maestro della commedia Billy Wilder ha dimostrato una bravura mostruosa anche per quanto riguarda il cinema drammatico(con altre opere,oltre a questa,come L'ASSO NELLA MANICA e VIALE DEL TRAMONTO)affrontando,a volte,anche tematiche"controcorrente"per l'epoca in cui sono usciti nelle sale cinematografiche. GIORNI PERDUTI affronta il tema dell'alcolismo(il regista continua »

* * * - -

L'alcol e i suoi effetti

giovedì 19 agosto 2010 di Luca Scialò

Don Birman è uno scrittore in crisi che non riesce a sfondare malgrado da giovanissimo sia stato una promessa. Affoga la sua crisi creativa nell'alcol, in modo esagerato e senza scampo, nonostante i tentativi di dissuaderlo del fratello e della compagna. Un weekend, mentre questi ultimi due partono per una breve vacanza, lui decide di trascorrerlo a casa e sfidare questo suo vizio che sembra irrinunciabile... Trasposizione cinematografica di un romanzo di Charles Jackson, il film mette continua »

Don Birman
"Quando ero di là a fare la valigia la mia mente non era con la valigia, né con la gita domenicale, e neppure con le camicie che mettevo dentro. La mia mente era appesa fuori dalla finestra, pendeva a ciondoloni, mezzo metro più in giù. Là, in quell'immensa foresta di cemento armato, chissà quanti ce ne sono come me, povera gente indemoniata bruciata dalla sete. E gli uomini si divertono alla loro comincità mentre barcollando vanno alla cieca verso altre brezze, verso altre baldorie"
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DVD | Giorni perduti

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 3 gennaio 2012

Cover Dvd Giorni perduti A partire da martedì 3 gennaio 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Giorni perduti di Billy Wilder con Howard Da Silva, Ray Milland, Jane Wyman, Frank Faylen. Distribuito da Universal Pictures. Su internet Giorni perduti (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,90 €
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di Ennio Flaiano

Una caratteristica del cinema americano è di rifiutare la tragedia o di neutralizzarla col lieto fine, che è un dispositivo applicabile a qualsiasi st9ria. Il lieto fine prima di essere un’esigenza commerciale è forse la risultante di un ottimismo nazionale che nega il passivo di ogni esperienza. Il lieto fine è un“servizio”, l’inno che conclude ogni cerimonia: nei film americani non sapremmo ormai farne a meno. Dove colpisce, perché spesso assume carattere comico, è nei film che gli americani fanno all’estero, specie in Europa. »

di Mario Gromo La Stampa

Il film è tratto da un romanzo di Charles Jackson, Lost Weekend, che è quasi un soliloquio, in terza persona, di un alcoolizzato. Un intellettuale, uno scrittore fallito, mantenuto per pietà dal fratello, e vanamente amato da Elena, una dolce fanciulla. Di pagina in pagina, di capitolo in capitolo, è l'ossessione di un altro sorso d'alcool, un'ossessione sempre più incalzante, frenetica, allucinata; fino all'abiezione, al delirio, senza speranza. Trarre da questo romanzo un film poteva apparire un'impresa quasi disperata. »

di Pietro Bianchi

Ogni popolo ha, dal romanticismo in avanti, un suo modo per sfuggire all'angoscia di vivere, al male del mondo. Schematicamente si può dire che questa possibilità di evasione è rappresentata, per i latini, dall'amore, per gli anglosassoni dal bere, per i tedeschi dalla guerra. Thibaudet ha detto, con la solita acutezza, che se Robinson Crusoe fosse stato scritto da un francese, Venerdí sarebbe stato una donna. Sono osservazioni generiche, utili tuttavia come introduzione a uno dei film più singolari di questi anni: un film di ispirazione aristocratica e di fattura rivoluzionaria, che ha alla base un tema comune a tutto il Nordamerica, la passione anglosassone del bere, il gusto dell'alcool, dell'evasione" attraverso l'ebbrezza offerta da liquori forti. »

di Georges Sadoul

Un alcoolizzato incurabile (Ray Milland) si vede abbandonato dal fratello (Philip Terry) e dall'amica (Jane Wyman). Ma rinuncia al vizio in un finale non troppo convincente. Wilder vide il suo film coronato da un grande successo, ma non è il suo lavoro migliore, a eccezione dell'amara descrizione d'una New York cupa e fredda, e d'alcune sequenze di particolare drammaticità con il bravo Ray Milland, di solito attore di secondo piano. Da Dizionario dei film, Firenze, Sansoni, 1968 »

Giorni perduti | Indice

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