| Anno | 2020 |
| Genere | Horror |
| Produzione | Australia |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Natalie Erika James |
| Attori | Emily Mortimer, Bella Heathcote, Robyn Nevin, Charly Thorn . |
| Tag | Da vedere 2020 |
| MYmonetro | 2,74 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 22 febbraio 2021
Quando Edna scompare, sua figlia e la nipote si recano nella loro sperduta casa di famiglia per cercarla. Poco dopo il ritorno della donna, iniziano a percepire una presenza sinistra che perseguita la casa. Il film è stato premiato a National Board, ha ottenuto 2 candidature a Critics Choice Super, Al Box Office Usa Relic ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 1 milioni di dollari e 192 mila dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo aver smesso di ricevere notizie dall'anziana Edna, la figlia Kay e la nipote Sam accorrono alla sua abitazione, nella provincia australiana, e verificano che la donna è scomparsa. Quando Edna riemerge, misteriosamente e improvvisamente, porta i chiari segni della demenza senile, alludendo a misteriose presenze ostili che si nascondono nella casa.
Dopo che Ari Aster ha colpito profondamente l'immaginario contemporaneo con lo choc di Hereditary, è impossibile non pensare a quel modello in fatto di rapporti familiari legati a esperienze orrorifiche.
Tuttavia Natalie Erika James sceglie un approccio differente, lavorando soprattutto di sottrazione. La permanenza nella dimora di Edna, sempre più invasa da chiazze di muffa, transita gradualmente, per Kay e Sam, dalla conflittualità interiore - disagio, sensi di colpa - al terrore puro dell'epilogo, venti minuti di crescendo che culminano in un commovente finale.
Armadi infiniti nascondono labirinti degni di un tesseract; le finestre sul mondo esterno forse sono solo specchi per il nostro dolore esistenziale; e infine la muffa dilagante, metafora tangibile della corrosione apportata dall'invecchiamento cerebrale. L'armamentario simbolico messo in campo da James al suo debutto, prodotto dai fratelli Russo e da Jake Gyllenhaal, impressiona per la capacità di generare suspense ricorrendo al minimo indispensabile di effetti speciali.
Il contagio diviene una forma invisibile di adeguamento all'assurdità della senescenza, che porta a provare affetto per una persona ogni giorno più vicina a un estraneo. Un processo doloroso, invisibile e irreversibile, che James rende tangibile, facendo crollare anche il simulacro del corpo, che ancora associa la mente di Kay e Sam alla donna che un tempo Edna fu. il travaglio della pandemia ha condizionato la diffusione di Relic, ma l'impressione è che Natalie Erika James abbia appena cominciato un promettente percorso di cineasta.
Ecco finalmente un horror. Scritto e diretto da una giovane regista australiana, Natalie Erika James, Relic, tuttavia, non può essere semplicemente classificata come una delle tante pellicole di genere e pur attingendo ai topoi dell’horror, la vecchia villa dall’aspetto sinistro con le scale in legno scricchiolanti, le mura che emettono rumori inquietanti e le ombre che si [...] Vai alla recensione »
L'insidia del corpo che invecchia e il dissolvimento della ragione, ma anche la soluzione di un rapporto familiare matrilineare, in cui la figura maschile risulta espunta e persino la casa assume un valore uterino... È indubbiamente un horror femminile, Relic, sorprendente opera prima dell'australiana Natalie Erika James, che lavora tanto sul versante introspettivo e intimo quanto su quel senso di [...] Vai alla recensione »