| Titolo originale | Bonnie and Clyde |
| Anno | 1967 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 65 minuti |
| Regia di | Arthur Penn |
| Attori | Warren Beatty, Faye Dunaway, Gene Hackman, Michael J. Pollard, Estelle Parsons Gene Wilder, Denver Pyle, Dub Taylor, Evans Evans. |
| Tag | Da vedere 1967 |
| MYmonetro | 4,18 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 7 febbraio 2023
Il film narra le gesta di due giovani banditi, Bonnie e Clyde, veramente esistiti nell'America della grande depressione. Il film ha ottenuto 10 candidature e vinto 2 Premi Oscar, ha vinto 2 David di Donatello,
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Midlothian, Texas, 1931. Bonnie Parker è una cameriera, Clyde Barrow rapina banche. È amore a prima vista ed è l'inizio di una "carriera" criminale che li rende il terrore della polizia e i beniamini della povera gente del Sud degli States.
Nell'ambito della storiografia sul cinema e non solo, si è soliti far coincidere Gangster Story di Arthur Penn con l'inizio della New Hollywood, quel movimento di autori che affonda le proprie radici nei Sessanta per poi dominare i Settanta, fino a rendere un nuovo canone l'innovazione, tematica e stilistica, del linguaggio cinematografico.
Il lieto fine e il découpage classico cedono il passo a una rivoluzione dei costumi, della sessualità, dei generi cinematografici. Gangster Story lo mette in chiaro sin dalle prime inquadrature. Faye Dunaway, una Bonnie Parker prigioniera di una provincia che le sta troppo stretta, è un concentrato di sensualità e inquietudine. La macchina da presa la insegue con movimenti a mano, ne inquadra il corpo privo di veli, ne esalta la carica erotica. Quando Bonnie conosce Clyde Barrow le scintille di sensualità si caricano di arditi doppi sensi, in un contrasto voluto con le difficoltà che caratterizzeranno il ménage della coppia. Warren Beatty e Faye Dunaway, immortalati nello splendore della loro gioventù, sono da subito icone dall'elevato tasso di glamour: "Cattivi maestri" a cui è impossibile resistere. Bonnie e Clyde sono eroi perdenti e irresistibili, mescolano attitudine e ideali da Robin Hood, un amore per le pistole e le mitragliatrici tutto americano a un appeal da coppia perfetta. Che tale non è, come ogni coppia "perfetta" che si rispetti. Ma è soprattutto il loro rapporto con i media a cementare il mito di Bonnie e Clyde e a interessare Penn. La sequenza delle foto in compagnia del ranger Denver Pyle in manette o il rapporto morboso con i titoli dei giornali, sui quali i due sono ansiosi di comparire, fanno comprendere l'attualità della lezione di Penn e dello script impeccabile di Robert Benton e David Newman.
Bonnie e Clyde non sono ladri infallibili, meno che mai strateghi del crimine: sono soprattutto due ragazzi disposti a tutto pur di abbandonare il destino ineluttabile di chi vive ai margini di ciò che conta, di chi è costretto a osservare le torte in vetrina senza poterle mai assaggiare. La sete di notorietà e il miraggio di una vita da star li porta a violare ogni tabù, compreso quello di non uccidere. Molte le sequenze consegnate alla storia del cinema, in primis l'epilogo, di una violenza e una negatività senza precedenti, a lungo prefigurato dai primi piani, di crescente sofferenza, su Bonnie/Dunaway. Penn ci aiuta a simpatizzare con la gang dei Barrow, ci rende complici, ci invita a entrare in sintonia con i loro obblighi e le loro scelte irreversibili. Un andamento che finisce per amplificare l'effetto apocalittico dell'epilogo, negazione di ogni lieto fine, monito imperituro sulla differenza tra libertà e licenza e sui confini inviolabili del sogno americano. La violenza grafica, dai colori squillanti, e la negatività del film di Penn - le morti sono sempre lente e dolorose, con dettagli ai limiti del truculento - sono parte integrante della riflessione pessimistica dell'autore sui mali incurabili dell'America. Sullo sfondo, intanto, campeggiano i manifesti elettorali di Franklin Delano Roosevelt e dell'uscita dalla Grande Depressione.
Il film racconta le imprese e le gesta criminali di due giovanissimi statunitensi: Bonnie Parker e Clyde Barrow (entrambi erano nati nel Texas: Rowena lei, Telico lui). Un'ascesa irrefrenabile e senza via di scampo, che li condusse da due poveri disadattati, quasi emarginati (come li aveva etichettati la società in cui vissero - si era negli anni della Grande Depressione americana) a due [...] Vai alla recensione »
THE story of "Bonnie and Clyde" has been told so many times that it has acquired the patina of legend. It's the kind of historical fable that circulates to explain how the world once was and how it came to be the way it is now: a morality tale in which the wild energies of youth defeat the stale certainties of age, and freedom triumphs over repression.