Una carriera tra documentari e finzione.
di Fiorella Taddeo
La passione per Napoli
Vorrebbe girare un altro dei suoi film-concerto a Napoli. Dopo i documentari dedicati a Neil Young e ai Talking Heads, come protagonista vorrebbe il capoluogo campano e come "menestrello" d'eccezione il musicista Enzo Avitabile. Jonathan Demme, regista premio Oscar per Il silenzio degli innocenti, non riesce a nascondere l'entusiasmo per il sound partenopeo e per una città che gli appare come un cuore pulsante di creatività. Il cineasta americano è ospite del Napoli Film Festival, che gli ha dedicato una retrospettiva di film ed una serata speciale con un incontro con il suo pubblico. In particolare Demme ha speso parole di ammirazione nei confronti della kermesse che "permette ai giovani registi, soprattutto napoletani, di presentare le proprie opere.
Così facendo li sprona ad esprimersi e a lavorare e questa è una delle cose che mi sta più a cuore". Mostra, poi, più volte l'intenzione di cercare finanziatori per un progetto all'ombra del Vesuvio. "Non vedevo l'ora di venire qui", dichiara il regista "Ho scoperto la musica di Napoli e i suoi musicisti contemporanei che mi sembrano eccezionali. Non sarebbe male iniziare con loro una collaborazione. Si percepisce una grande creatività nelle strade della città. Visitandola ho notato alcuni dei più bei graffiti che ho visto negli ultimi anni". Passione costante quella di Demme per la musica, che avrebbe dovuto essere al centro del suo prossimo attesissimo documentario dedicato a Bob Marley che però, dopo un anno di lavoro, è stato cassato dai produttori non contenti del risultato ottenuto.
Progetti in cantiere
Tuttavia il regista di Philadelphia ha in cantiere molti progetti che spaziano tra diversi generi. Innanzitutto sta ultimando il film d'animazione Zeitoun, tratto dal libro di Dave Eggers che racconta la vera storia di una famiglia musulmana americana letteralmente spazzata via dall'uragano Katrina. E sempre il cataclisma che ha devastato le coste della Louisiana lo ha portato a realizzare un "home movie" sulle condizioni delle famiglie di New Orleans sopravissute alla catastrofe. Il documentario verrà proiettato il prossimo 21 luglio nella città capitale del jazz. Infine è pronta la sceneggiatura del prossimo film di finzione dal titolo L'uomo più arrabbiato di Brooklyn, versione statunitense di un precedente film israeliano. Unico nome certo per ora per il cast è quello di Jeff Bridges. "Si tratta di una commedia" spiega Demme "Al protagonista si dice che ha gli ultimi 92 minuti della sua vita. La domanda è come deciderà di viverseli. Ci sono molti ruoli affascinanti che devo assegnare, mentre il direttore della fotografia sarà Declan Quinn, lo stesso di Rachel sta per sposarsi".
Continua, dunque, il percorso di Demme tra documentari e finzione. "Adoro lavorare con entrambi i generi espressivi" spiega "L'ingrediente principale che cerco in tutte le mie opere è l'entusiasmo per la storia, l'emozione, bella o brutta che sia, che mi può dare. E da lì parto". Il regista sottolinea come sia sempre più difficile realizzare i propri film negli Stati Uniti. "Oggi le major" dichiara "Non mi permetterebbero mai di fare un film come Qualcosa di travolgente, un'opera che spazia cioè tra vari registri e varie storie. Tuttavia adesso abbiamo a disposizione una tecnologia digitale che ci permette, anche a basso costo, di realizzare questo genere di film in modo indipendente. Ho imparato molto nel corso della mia carriera" continua "Non so come sia riuscito a diventare regista e cerco sempre di perfezionarmi. All'inizio credevo che fare il regista significasse spiegare a tutti sul set cosa fare. Adesso, soprattutto nei riguardi degli attori, faccio un passo indietro. Ho lavorato con attori di grande talento che devono essere lasciati liberi di interpretare a loro modo il personaggio, non impongo più quindi la mia idea di recitazione. E il risultato è migliore".