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folignoli
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mercoledì 14 dicembre 2011
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costato solo 120mila euro:si fa per dire solo
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PIETRO è un film indipendente costato solo 120.000€ . Si fa per dire SOLO 120.000. Ma per diamine..... di questi tempi vi sembrano pochi?? Ok i film costano miliardi. ma poi con gli incassi e la pubblicità guadagnano il doppio. PIETRO quanti incassi ha fatto? Non capisco perchè ai film patetici si danno sempre parecchi stellette. Io l'ho visto in dvd e devo dire che è un film BRUTTO. Non sto qui a fare una recensione sofisticata.... dico solo che è un film BRUTTO, noioso, retorico, banale. Le denuncie sociali non possono garantire un giudizio positivo. Un film deve essere un film e quindi intrattenimento. Le denuncie lasciamole fare ai giornalisti che hanno mezzi più adatti per farle.
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PIETRO è un film indipendente costato solo 120.000€ . Si fa per dire SOLO 120.000. Ma per diamine..... di questi tempi vi sembrano pochi?? Ok i film costano miliardi. ma poi con gli incassi e la pubblicità guadagnano il doppio. PIETRO quanti incassi ha fatto? Non capisco perchè ai film patetici si danno sempre parecchi stellette. Io l'ho visto in dvd e devo dire che è un film BRUTTO. Non sto qui a fare una recensione sofisticata.... dico solo che è un film BRUTTO, noioso, retorico, banale. Le denuncie sociali non possono garantire un giudizio positivo. Un film deve essere un film e quindi intrattenimento. Le denuncie lasciamole fare ai giornalisti che hanno mezzi più adatti per farle. Chi fa film deve fare dei prodotti cmmercializzabili, prima di tutto. Gli autori snob, gli artisti, se fossero per me, morirebbero tutti di fame. Che andassero a lavorare. Che si svegliassero alle 5 per andare in fabbrica.
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lars_42
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martedì 8 novembre 2011
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ambizioso ma confuso
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Questo film si propone fin dall'inizio come un prodotto di nicchia, ma non riesce a spiccare il volo né come denuncia sociale, né come storia personale di un individuo vittima delle crudeltà della società.
Il maggior punto di forza del film è senz'altro rappresentato dall'attore protagonista, che riesce a dare credibilità al personaggio che interpreta.
Un altro aspetto positivo è dato dall'uso della musica e degli effetti sonori, volutamente
confusionari e disturbanti, al punto da convincere lo spettatore di trovarsi dentro la testa del povero Pietro.
Tuttavia, il resto del film è piuttosto trascurabile.
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Questo film si propone fin dall'inizio come un prodotto di nicchia, ma non riesce a spiccare il volo né come denuncia sociale, né come storia personale di un individuo vittima delle crudeltà della società.
Il maggior punto di forza del film è senz'altro rappresentato dall'attore protagonista, che riesce a dare credibilità al personaggio che interpreta.
Un altro aspetto positivo è dato dall'uso della musica e degli effetti sonori, volutamente
confusionari e disturbanti, al punto da convincere lo spettatore di trovarsi dentro la testa del povero Pietro.
Tuttavia, il resto del film è piuttosto trascurabile. La fotografia non riesce a dare il giusto risalto al disagio della grande città, teatro della storia, ma si limita ad indugiare in alcuni specifici luoghi (soprattutto i mezzi pubblici).
I dialoghi sono confusi e sbiascicati, tanto da pregiudicarne spesso la comprensione. La trama, infine, sembra voler cercare disperatamente una morale, senza riuscire a trovarla, e concludendosi in un modo tanto tragico quanto superfluo.
Tutto sommato, è un film che si lascia guardare, ma sicuramente non rientra tra i miei preferiti.
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giovannispada
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giovedì 2 settembre 2010
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pietro, il riccio
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Secondo il Buddismo, il dolore è inseparabile dall'esistenza, ma era il VI secolo a.c. e i persiani dominavano l'India. Ora nel 21 secolo d.c. un regista torinese gira questo lungometraggio. Un lavoro eccessivo dove nessuno sfugge al proprio destino di dolore. Parallelamente una giovane autrice di cortometraggi, Mona Achache, dirige IL RICCIO, un ricerca del senso della vita e della dignità davanti alla morte. Grandi temi, giovani registi, due scuole agli antipodi !! Preferisco la portinaia Renèe !!
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alin0
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domenica 22 agosto 2010
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un grande film
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Come dice Zappoli, il regista non potrebbe essere più duro e coraggioso di così nel descrivere la drammatica vicenda di Pietro. La vita del protagonista è stretta tra le sue difficoltà personali, con un lieve handicap e un ambiente sociale miserabile, gretto e claustrofobico, nel quale non può sfuggire alle sfottiture ed alla invadenza del fratello e degli amici di lui, ad un datore di lavoro crudele, ad una vita grigia, ripetitiva e solitaria. La sua insofferenza e difficoltà di sottomissione ad una vita del genere esplode alla fine con un senso di cupa inevitabilità che riscatta il personaggio nel modo peggiore, senza nessuna via di uscita possibile.
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Come dice Zappoli, il regista non potrebbe essere più duro e coraggioso di così nel descrivere la drammatica vicenda di Pietro. La vita del protagonista è stretta tra le sue difficoltà personali, con un lieve handicap e un ambiente sociale miserabile, gretto e claustrofobico, nel quale non può sfuggire alle sfottiture ed alla invadenza del fratello e degli amici di lui, ad un datore di lavoro crudele, ad una vita grigia, ripetitiva e solitaria. La sua insofferenza e difficoltà di sottomissione ad una vita del genere esplode alla fine con un senso di cupa inevitabilità che riscatta il personaggio nel modo peggiore, senza nessuna via di uscita possibile. La drammatica vicenda scorre raccontata per immagini e quadri bene definiti, introdotti da frasi che paiono inizialmente senza senso, con una a tratti davvero sublime e moderna capacità di descrivere per immagini, montaggio delle sequenze (davvero Granaglione ha fatto tutto da solo?!) e commento sonoro-rumoristico struggente (la scena di Pietro addormentato nell'autobus). Oltre a tutto questo, la prova attoriale di 'Pietro' Casella è semplicemente choccante e scorrevole, capace di mettere lo spettatore a disagio nelle scene con il fratello e con gli amici e di commuovere con la stessa disarmante semplicità (i brevi incontri con la ragazza). Mi dispiace a Locarno il film non sia stato forse completamente apprezzato. E' semplicemente un ottimo film.
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il conformista
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venerdì 20 agosto 2010
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adesso posso sparami...
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Un'ora abbondante di vessazioni continue. Film totalmente pessimista e senza pietà. Musica martellante. Finale prevedibile. Personaggi sgradevoli. Basta così?
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waalter
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martedì 17 agosto 2010
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e' di pietra!
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Qualsiasi artista ha il dovere di conoscere il mezzo che usa.Quindi il regista deve sapere che lo spettatore si siede davanti a delle IMMAGINI che gli scorrono davanti. Sono queste che ti fanno entrare emotivamente nella narrazione, non il contenuto. Qui cio' non l'ho ne' visto ne' sentito quasi mai,tranne nel monologo finale di Pietro. Mi dispiace,anche se il protagonista ce la mette tutta,si vede che e' mal diretto. "
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