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luana
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domenica 7 agosto 2011
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proprio pochino
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Ozon è un regista che ha ben poco da dire ma grazie o malgrado questo riesce ad essere abbastanza realista anche se sul versante "piattume". La scelta degli attori è sempre perfetta e l'ambientazione pure. Ma il contenuto? Pura "problematica" omosessuale: sempre lì va a parare. Di questo film ricorderò una splendida e dolorosa Isabelle Carre' incinta. Punto.
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astromelia
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sabato 20 novembre 2010
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belli attori
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storia ai margini,ma quantomeno intensa e confaciente ad un film fuori dai soliti clichè,belli attori, peccato che io abbia indovinato il finale anzitempo, la riflessione che mi sovviene quando la protagonista alla fine asserisce di non essere pronta alla maternità,ecco,in realtà non si era resa conto che già accettando la gravidanza aveva concepito la sua realizzazzione di madre...
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renato volpone
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giovedì 9 settembre 2010
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la delicatezza del dolore
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Quanta poesia nelle immagini di Ozon. Un film non facile, che scorre lento, ma scorre e ti trascina in un turbinio di emozioni, di sensazioni, di pace, dove si perdona tutto e la delicatezza dei personaggi lascia lo spiraglio per credere in un mondo migliore, dove un sorriso può guarire mille ferite. Ma quanta sofferenza anche, bellissimo il pianto liberatorio della protagonista nel prato nel momento in cui resta sola, in quell'infinito dolore che sembra non uscire mai dai suoi occhi. Ognuno coi suoi peccati, ognuno con le sue motivazioni, nessuno è migliore, ma tutti hanno la dignità di esistere....anche la bimba che ci accompagna per tutto il film nella pancia della madre.
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laulilla
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domenica 29 agosto 2010
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ruoli e convenzioni
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Due giovani parigini, Mousse e Louis si amano da tempo e da tempo si drogano, senza troppe difficoltà, perché, essendo ricchi, non sono costretti a rubare o a prostituirsi. I loro privilegi sociali, però, non li rendono invulnerabili: dopo l'ennesima assunzione di eroina il fisico di Louis non regge. Si salverà, con difficoltà, Mousse, che all'ospedale apprenderà di essere incinta. Questo antefatto si chiude con i funerali di Louis e con un breve e freddo incontro fra Mousse e la madre di Louis, che le promette aiuto nel caso decidesse, come le sembrerebbe ovvio, di abortire. Il seguito del film si sposta sulle spiagge basche tra la Francia e la Spagna, in un paesetto dove Mousse, che non ha abortito, intende trascorrere in pace la propria gravidanza.
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Due giovani parigini, Mousse e Louis si amano da tempo e da tempo si drogano, senza troppe difficoltà, perché, essendo ricchi, non sono costretti a rubare o a prostituirsi. I loro privilegi sociali, però, non li rendono invulnerabili: dopo l'ennesima assunzione di eroina il fisico di Louis non regge. Si salverà, con difficoltà, Mousse, che all'ospedale apprenderà di essere incinta. Questo antefatto si chiude con i funerali di Louis e con un breve e freddo incontro fra Mousse e la madre di Louis, che le promette aiuto nel caso decidesse, come le sembrerebbe ovvio, di abortire. Il seguito del film si sposta sulle spiagge basche tra la Francia e la Spagna, in un paesetto dove Mousse, che non ha abortito, intende trascorrere in pace la propria gravidanza. Questa seconda parte del film è disseminata di indizi che rivelano che il rapporto di Mousse con la maternità è quanto meno problematico e che è comunque separato dalla saldissima convinzione (che mai l'abbandona), di portare a compimento la gravidanza: sono le motivazioni di questa sua scelta a rendere perplessi: per un aspetto Mousse vorrebbe far rivivere nel suo corpo, almeno per un po', Louis, che non c'è più; per un altro, è curiosa di vedere la nuova creatura, di capire a chi assomiglia, come avrà gli occhi...motivazioni, insomma simili a quelle di altre donne, ma accompagnate da un' inquietudine particolare, che diventa acuta dopo che, durante un casuale incontro sulla spiaggia, una donna, con una certa esaltazione enfatica, le prodiga consigli sul suo futuro ruolo materno. L'ha raggiunta, in questo luogo, il fratello gay di Louis, Paul, che stabilisce con lei un complesso rapporto, inizialmente conflittuale, poi sempre più affettuoso: sono entrambi soli, non accettati dal resto della società, un gay e una drogata, che non ha ancora deciso se smettere. Le confidenze fra i due rivelano ciò che non ci si aspetta: la madre di Louis, ostile alla gravidanza di Mousse, era stata in realtà una donna frustrata nello spasmodico desiderio di un secondo figlio; il gentilissimo Paul desidererebbe davvero l'affetto di un figlio, mentre Mousse anela ancora alla propria libertà e non si sente pronta a fare la madre. Il film, dunque, ci chiede che cosa significa il ruolo di madre in un mondo nel quale la condizione femminile è profondamente cambiata; ci chiede inoltre se altri soggetti che hanno dentro di sé quella profonda tenerezza che convenzionalmente viene ancora ritenuta una prerogativa esclusivamente femminile, non possano essere a loro volta altrettanto degni di svolgere quel ruolo. Mi pare che questa domanda, che si può considerare una provocazione intellettuale e culturale del regista Ozon, sia diventata, però, un film commovente e poetico, recitato benissimo dal giovane Paul, nella vita musicista e non attore, cui si devono le musiche del film, e da Isabelle Carré (incinta per davvero), umanissima Mousse.
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