18° edizione del Milano Film Festival, il programma dei 9 filmcolpe di stato. Milano - 5/15 settembre 2013. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
StelleUscitaRankTitolo
Un "documentario dell'immaginazione", come lo ha definito il regista, che usa una raffinata tecnica investigativa. Espandi ▽
Indonesia: gli assassini raccontano. Nel 1965 i paramilitari del movimento Pancasila danno vita a un colpo di
Stato che sfocia in un genocidio. Oltre un milione di persone finiscono trucidate nella "più grande caccia ai
comunisti di tutti i tempi". I killer di allora oggi sono anziani signori benestanti che, in questo film
impressionante, fanno cinema. Ricreano e mettono in scena i loro atti criminali. Spesso, in una tragica
inversione, impersonano le vittime. Il sorprendente regista Joshua Oppenheimer, al suo esordio, segue il
loro percorso dal compiacimento di protagonisti di una violenta giustizia politica alla riflessione sulle
implicazioni, non solo morali, dell'omicidio di Stato. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Shin Dong-Huyk nacque e crebbe in un campo di rieducazione nordcoreano, da dove riuscì a fuggire all'età di 23 anni. Espandi ▽
Shin Dong-Huyk nacque il 19 novembre 1983 in un campo di rieducazione nordcoreano. Era figlio di due prigionieri politici, entrambi reclusi nel Campo 14. Fu costretto a lavorare fin dall'età di sei anni, soffrendo per la fame e le torture e senza mai vedere cosa ci fosse oltre il filo spinato che delimitava il campo. All'età di 23 anni, con l'aiuto di un vecchio prigioniero, riuscì a fuggire. Per mesi viaggiò lungo la Corea del Nord e la Cina giungendo, infine, in Corea del Sud, dove scoprì un mondo completamente nuovo. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Il giornalista investigativo Jeremy Scahill insegue la verità celata dietro le guerre segrete americane. Documentario, USA, ights, Iraq, Kenya, Somalia, Yemen2013. Durata 90 Minuti.
Dall'Afghanistan allo Yemen, passando per la Somalia, il giornalista investigativo Jeremy Scahill conduce un'inchiesta sulle attività segrete del Joint Special Operations Command. Espandi ▽
Il giornalista investigativo Jeremy Scahill insegue la verità nel cuore delle guerre segrete americane, dall'Afghanistan allo Yemen, passando per la Somalia e oltre. Ciò che inizia come un'indagine su un raid notturno statunitense andato terribilmente storto, in un angolo remoto dell'Afghanistan, si trasforma rapidamente in un'indagine globale su una delle unità militari più segrete e potenti della storia americana. Man mano che Scahill scava in profondità nelle attività del Joint Special Operations Command (JSOC), è costretto a confrontarsi con le verità dolorose sulle conseguenze di una guerra senza fine, che si estende ugualmente attraverso le amministrazioni repubblicane e democratiche. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
L'esperto di politica economica Robert Reich illustra gli effetti dell'ampliamento delle disparità di reddito sulla nostra democrazia. Espandi ▽
In questo documentario tempestivo e divertente, un noto esperto di politica economica, Robert Reich, discute il tema dell'ampliamento delle disparità di reddito e affronta la questione degli effetti che questo divario crescente ha sulla nostra economia e la nostra democrazia. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Mani che contrabbandano pane tra le fessure della "barriera di separazione". Foto di figli e nipoti che crescono al di là, preclusi allo sguardo. Microfoni che registrano voci da recapitare oltre gli sbarramenti. Scale improvvisate che, notte e giorno, valicano il Muro che la retorica vuole invalicabile, unica garanzia contro la violenza del terrorismo. Basta un film a sfatare il poroso mito della sicurezza, tra le certezze fondative dello Stato di Israele? Low-tech e libero, filmato con ogni mezzo possibile, dagli stessi "trasgressori", Infiltrators racconta di una pericolosa lotta quotidiana, quella per la libertà di movimento dei palestinesi della Cisgiordania. Un film che realizza l'ideale di Edward Said, il "contrabbando incontrollato di idee al di là delle linee". Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Mentre leader religiosi americani e ugandesi combattono contro l'immoralità sessuale, i missionari cercano di convincere la popolazione dell'Uganda a seguire la legge biblica. Espandi ▽
Un'esplorazione potente della campagna evangelica che tenta di infondere nella cultura africana i valori importati dalla destra cristiana d'America. Il film segue i leader religiosi americani e ugandesi che combattono contro la presunta immoralità sessuale e i missionari che cercano di convincere gli ugandesi a seguire la legge biblica. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
Residenti di terza generazione a Yarmouk, Ala'a Hassan, Samer, Tasneem e Waed sono giovani con aspirazioni comuni a quelle dei loro coetanei, ma con un fardello in più: la scelta tra una sorte da esuli e la lealtà alla comunità e ai suoi valori. Espandi ▽
Nel campo profughi di Yarmouk, all'interno della città di Damasco in Syria, vivono più di 110.000 rifugiati palestinesi, fin dal 1957. Alcuni di loro non hanno mai visto la loro terra madre, i più giovani non hanno nemmeno dei genitori che abbiano mai visto la loro terra madre. Tra i ragazzi l'aspirazione principale è fuggire, trovare un lavoro altrove e ognuno cerca un proprio modo di lasciare la Syria. Le difficoltà principali sono ottenere un passaporto valido, superare i controlli negli aeroporti e far fronte ai mille piccoli soprusi subiti. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
È possibile il dialogo tra rapitore e rapito? Tra il leader della banda di pirati che sequestra un cargo tedesco al largo delle coste della Somalia e il capitano della nave? La macchina da presa di Andy Wolff fa da specchio, a distanza, tra i due antagonisti. E mentre la vittima azzarda una dolorosa ricostruzione di sé e dei quattro mesi di prigionia, il "suo" pirata ci porta in luoghi inesplorati dalla cronaca e apre per lo spettatore uno scenario che indaga cause, ribalta prospettive e ci costringe ogni volta ad assumere lo sguardo dell'altro. Un'incursione senza precedenti in una guerra che mobilita eserciti e task force. Un'incursione nella strana bellezza del comportamento umano. Recensione ❯
Vota da 1 a 5 stelle
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.
In un'evidente economia di mezzi, ma con un'efficace immediatezza, il regista dà voce agli ultimi che sognano l'Europa. Documentario, Canada, Mali2012. Durata 106 Minuti.
La poesia e il teatro di strada diventano l'unico mezzo per rappresentare la rivolta ed esprimere il rifiuto di un eterno destino da esclusi. Espandi ▽
Un edificio semiabbandonato di Bamako, la capitale del Mali, poco prima dello scoppio della guerra civile. Un luogo di transito, uno dei tanti in Africa. Punto di ritrovo per uomini e donne erranti in cerca, ognuno, di un proprio Eldorado, ma destinati a incontrare solo un'eterna attesa. Il tempo passa, senza che si possa agire, in compagnia dell'altro, non più sconosciuto. Ed è in nome di questa comune condizione che i sacrificati del nuovo ordine economico rifiutano l'invisibilità. La poesia e il teatro di strada diventano allora non solo un modo per abitare quel luogo davanti alla macchina da presa del regista, ma l'unico mezzo per rappresentare la rivolta, esprimere il rifiuto di un eterno destino da esclusi. Recensione ❯
La tua recensione è stata registrata. Convalida adesso la tua preferenza.
Ti abbiamo appena inviato un messaggio al tuo indirizzo di posta elettronica. Accedi alla tua posta e fai click sul link per convalidare il tuo commento.
La tua preferenza è stata registrata. Grazie.