La banda

Un film di Eran Kolirin. Con Sasson Gabai, Ronit Elkabetz, Saleh Bakri, Khalifa Natour, Shlomi Avraham.
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Titolo originale Bikur Ha-Tizmoret. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 90 min. - Israele, Francia 2007. - Mikado uscita venerdì 21 marzo 2008. MYMONETRO La banda * * * - - valutazione media: 3,41 su 69 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,41/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * - -
 pubblico * * * - -
Trailer La banda
Il film: La banda
Uscita: venerdì 21 marzo 2008
Anno produzione: 2007
   
   
   
I componenti della banda musicale della polizia egiziana, invitati in Israele, si ritrovano per sbaglio in una remota cittadina nel mezzo del deserto. Costretti a rimanerci per una notte, si "spoglieranno" delle loro uniformi.
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primo piano
Una brillante commedia, densa di valore, che fotografa e racconta Israele con umorismo, sentimento e nostalgia
Tirza Bonifazi Tognazzi     * * * 1/2 -

La banda musicale della polizia di Alessandria d'Egitto viene invitata a suonare all'inaugurazione del centro culturale arabo di una cittadina israeliana. All'aeroporto di Tel Aviv non c'è nessuno ad attendere il gruppo di musicisti, così il pragmatico direttore d'orchestra e colonnello Tewfiq decide di raggiungere il luogo con un autobus locale. Arrivato nella remota e desertica cittadina (una sorta di Las Vegas spoglia di luci scintillanti, giochi e schiamazzi) capisce che, per un difetto di pronuncia, ha sbagliato destinazione. Non si trova nella moderna Petah Tikva, bensì nell'arida Bet Hatikva. Poiché non c'è modo di andarsene da lì (c'è una sola corriera che passa una volta al giorno) gli otto egiziani sono costretti ad accettare l'ospitalità di Dina, la bella proprietaria dell'unico ristorante del posto.
Al suo esordio in lungo l'israeliano Eran Kolirin realizza una piccola opera cinematografica, densa di valore, trovando il modo per fotografare e raccontare il suo paese con umorismo, sentimento e nostalgia, utilizzando un linguaggio (e lanciando un messaggio) universale. La banda è una brillante commedia dal retrogusto amaro che parla innanzitutto dell'essere umano. Le inamidate uniformi azzurre della banda celano i disagi esistenziali dei componenti. L'unica voce fuori dal coro è quella di Haled, dongiovanni nell'anima che seduce le fanciulle sussurrando i versi romantici di Chet Baker.
La musica fa da collante tra lo sgangherato gruppo in terra straniera e i loro ospiti. È una canzone jazz israeliana che Dina sceglie per trasmettere a Tewfiq - il suo personale Omar Sharif - il desiderio di dirgli "tante cose". È la danza delle mani del colonnello, che muove sinuosamente nell'aria per mostrare alla locandiera come si dirige un'orchestra, a creare un momento d'intesa tra l'uomo e la donna. E, infine, intorno alla tavola apparecchiata a festa, nel silenzio imbarazzante e un tantino ostile, basta intonare un'approssimativa "Summertime" per comunicare e azzerare la distanza di due paesi avversi.
Al di là delle divergenze culturali e delle barriere linguistiche c'è la musica, ma c'è anche l'amore. Quello agognato da una giovane che vede la sua vita come un (melodrammatico) film arabo, quello perduto a causa del proprio rigore, quello cercato tra le braccia di uno sconosciuto. Il finale de La banda è preannunciato da una frase di Itzik. È "come un concerto che finisce di colpo, né triste, né allegro". Un concerto, aggiungiamo noi, da godere fino all'ultima nota.

Premi e nomination La banda MYmovies
La banda recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi La banda
Primo Weekend Italia: € 118.000
Incasso Totale* Italia: € 632.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 18 gennaio 2009
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Un film diverso e originale, finalmente!

martedì 15 aprile 2008 di Mahleriano

... e soprattutto lontano miliardi di anni luce dalle pistolettate che strappano tanti oscar! Dove la "lentezza" e i lunghi silenzi sono voluti e non effetti di una cattiva regia. Silenzi che si intonano perfettamente con le immagini statiche e senza tempo del deserto e della città immersa nel suo torpore immobile. Silenzi che parlano di difficoltà di comunicazione e nello stesso tempo di vita. Introversa per qualcuno. Più aperta per qualcun altro. Ma alla fine dove la scintilla della comunicazione continua »

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Il dialogo è sempre possibile

giovedì 22 maggio 2008 di Giovanna Corchia

In un mondo assurdo, nell'inconciliabilità dei linguaggi, nell'impossibilità di trovare somiglianze, vicinanze, il film "La banda" è un raro esempio di ponti possibili, di dialogo aperto, di linguaggi non verbali che dicono molto di più di parole abusate, spesso private del loro significato. In ogni gesto si legge che capirsi è possibile.Tre episodi tra tutti:la conclusione di un pezzo musicale incompiuto,nell'atmosfera della camera di un bambino, nella serenità del suo sonno, nelle parole dell'ospite continua »

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Una storia - forse - poco importante

mercoledì 20 agosto 2008 di Roberto Java

Dotato di una fotografia superlativa, "La Banda" del premiato Eran Kolirin riesce nel tentativo di comporre uno spartito armonico fatto di immagini poetiche e colori vivi. Sullo sfondo di una semplice storia, forse "poco importante" come annuncia il trailer, quella di una fanfara egiziana smarrita a sud di Israele, si svolgono con sorprendente linearità i meditati silenzi del comandante Tawfik, l'irrequietezza del giovane Haled, l'imbarazzo dei componenti anziani. Notevole interpretazione di Ronit continua »

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Elegia della calma

martedì 9 giugno 2009 di chiarialessandro

Il film si dipana con la lentezza delle acque dei grandi fiumi che raggiungono immancabilmente la meta della foce, riuscendo a far arrivare i suoi protagonisti all’obiettivo prefissato: il concerto. Tra l’arrivo nel posto sbagliato ed il trasferimento in quello giusto si situa il film, che mostra emblematicamente una convivenza con qualche difficoltà tra israeliani ed egiziani; non esiste però nessuna convivenza impossibile quando ci sono la voglia ed il desiderio di renderla almeno accettabile continua »

Kaled
Io sono colui che ama e che è amato… IO SONO AMATO E SONO L'AMORE…
Sono innamorato pazzo di me…
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Quando «La Banda» passò suonando arabesque d'amore

di Roberto Silvestri Il Manifesto

A quasi un anno di distanza dal festival di Cannes, dove ha conquistato il premio per la migliore opera prima, esce La banda del giovane regista israeliano Eran Korilin. Film commuovente, giocato su un tipo di comicità simile alle astrazioni fredde e surrealmente realistiche di Aki Kaurismaki, conferma la vitalità controcorrente delle nuove generazioni di cinema in Israele desiderose di uscire dalla «gabbia» del conflitto per plasmare un immaginario duttile e liberato. In cui il «politico» prende forma nell'umorismo, nello spostamento sottile dello sguardo, nella ricerca importante di sinergie tra le culture soffocate oggi dall'intrasingenza. »

Commedia fine e un po’ surreale sulla difficile convivenza tra israeliani ed egiziani

di Massimiliano Zampini Ventiquattrominuti

Israeliani ed egiziani, così lontani, così vicini. Il complesso rapporto tra i due popoli, che ora vivono in pace, dopo aver combattuto per trent’anni, è descritto con tono da commedia nel film La banda del regista israeliano Eran Kolirin. Storia di un gruppo di musicisti della polizia di Alessandria che, invitati a suonare in Israele, si ritrovano soli all’aeroporto, dove doveva esserci qualcuno ad attenderli. Arrivano quindi, per caso, in una cittadina dispersa nel nulla, dove suscitano qualche stupore, ma trovano accoglienza. »

Potenza dell'umano . «La banda», il bel film dell'israeliano Kolirin, racconta l'irrilevanza di culture e religioni fra gli individui e l'universalità dell'amore

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Fuori posto: così, già nelle prime immagini, appaiono i musicisti dell'umano, molto umano . La banda (Bikur Ha-Tizmoret, Israele, Francia e Usa, 2008, 87'). Appena scesi dall'aereo,lontani dalla loro Alessandria, la macchina da presa li mostra tutti e otto in riga su un marciapiede, impacciati nelle uniformi di gala azzurre e oro da poliziotto. Sapremo poi che sono in Israele per un concerto, e che dovrebbero raggiungere una città di cui neppure sanno pronunciare il nome. Ma già ora li vediamo come una sorta di disturbo in un paesaggio estraneo. »

di Mariarosa Mancuso Il Foglio

Ci risiamo. Sullo stesso quotidiano che fa divieto di ricavare da "Juno" la palese morale della favola – capita di restare incinta a sedici anni, e non è detto che una ragazza ne avrà la vita rovinata – si inneggia alla lezione (proprio così: "lezione") di due film che celebrano il dialogo tra arabi e israeliani. Uno è "La banda" di Eran Kolirin (l'altro non lo abbiamo visto, sospendiamo il giudizio): perfetta opera prima di un regista israeliano che si è fatto le ossa lavorando per la televisione. »

La banda | Indice

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