Alexandra

Un film di Aleksandr Sokurov. Con Galina Vishnevskaya, Vasili Shevtsov, Raisa Gichaeva Titolo originale Aleksandra. Drammatico, durata 92 min. - Russia 2006. - Movimento Film uscita venerdì 30 maggio 2008. MYMONETRO Alexandra * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,80/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * * -
 critica * * * - -
 pubblico * * * 1/2 -
Galina Vishnevskaya
Galina Vishnevskaya (89 anni) 25 Ottobre 1926 Interpreta Alexandra Nikolaevna
Vasili Shevtsov
Vasili Shevtsov   Interpreta Denis
Raisa Gichaeva
Raisa Gichaeva   Interpreta Malika
   
   
   
Una nonna si reca a fare visita al nipote impegnato in Cecenia con l'esercito russo.
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primo piano
Uno sguardo nell'intimo del rapporto tra esseri umani e Storia, ritratto con la sintesi narrativa di un maestro come Sokurov
Giancarlo Zappoli     * * * * -

Cecenia. Ai nostri giorni. Aleksandra Nikolaevna è una nonna che ha chiesto e ottenuto l'autorizzazione per andare a visitare il nipote che presta servizio nell'esercito russo in azione in quella Repubblica dell'ex Unione Sovietica. Passerà alcuni giorni con le truppe scoprendo un nuovo mondo composto da giovani uomini che si trovano in una terra che non li ama e i cui abitanti sono comunque così riservati da non riuscire a comunicare i propri veri sentimenti. Alexandra riuscirà a trovare un modo per entrare in contatto con alcune donne e, al momento di ripartire, sarà una persona molto diversa quella che salirà sul treno che la riporta in Russia.
Alexandre Soukurov è uno dei pochi grandi autori russi che sono riusciti a sopravvivere a quel vero e proprio tsunami di cinema commerciale occidentale che ha travolto l'Est europeo in seguito alla caduta dei regimi socialisti. In questa sua ultima opera in cui, come ha già fatto anche in passato, si allontana dalle figure dei grandi dittatori del XX secolo per tracciare ritratti di vite comuni, Sokurov trova una mirabile sintesi narrativa. Il suo è stato finora considerato un cinema di elite, difficile, lento, per intellettuali cinefili all'ennesima potenza. In Alexandra troviamo invece uno sguardo che sa andare nell'intimo del rapporto tra esseri umani messi a confronto con se stessi ma anche con la Storia del loro Paese e con la loro cultura.
In questa nonna che si chiama con lo stesso nome del regista troviamo un personaggio altero, carico di consapevolezza di sé che progressivamente si stempera in umanità dinanzi a quei volti di ragazzi di leva mandati a fare da cani da guardia lontano da casa. La guerra non viene mostrata per una scelta etica nei film di Sokurov e non per nascondere (come qualcuno potrebbe pensare in questo caso) le uccisioni di civili compiute dai russi in Cecenia. Non è necessario vedere uccisioni o massacri per cogliere la sofferenza che circonda questo mondo. Dall'una e dall'altra parte. La si legge nei volti delle donne al mercato, con una delle quali la protagonista (una splendida Galina Vishnevskaya vera e propria gloria vivente della lirica russa) stringe un'amicizia che spera di prolungarsi nel futuro. Così come la si legge negli sguardi e nei gesti pudichi dei soldati nei confronti di una nonna che vorrebbero per sé. Alla ricerca forse di una figura doppiamente materna che finisce con il rappresentare una Madre Russia troppo lontana. Non solo geograficamente.

Incassi Alexandra
Primo Weekend Italia: € 5.815
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Alexandra e della ragione smarrita

sabato 5 dicembre 2009 di Paola Di Giuseppe

Alexandra è una nonna dal corpo vecchio e stanco,ma “la mia anima può vivere ancora un’altra vita”,dice in uno dei rari dialoghi del film,poche frasi,battute brevi,solo accennate. Con la valigetta su due ruote Alexandra arriva al campo russo di stanza nella Cecenia occupata per vedere il nipote,Denis,lontano da sette anni. Resterà due notti e un giorno,ospitata nella baracca del giovane, poi salirà di nuovo su quello che sembra un treno merci,,nel mattino di caldo soffocante, mentre Denis parte continua »

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Umano e ver, disperatamente vero

venerdì 18 luglio 2008 di il caimano

Alexandra (Galina Vischnevsakya) è una donna anziana, nonna di un soldato al fronte della guerra russo-cecena, che chiede ed ottiene di poter andare a far visita al nipote nel suo campo militare. Qui ci sarà un incontro-scontro di diverse umanità, solitudini e speranze che riescono a non morire, nonostante tutto: Alexandra incontra i soldati, ne condivide la vita per alcuni giorni, esce verso il mercato della vicina cittadina cecena devastata dai bombardamenti, stringe amicizia con una donna del continua »

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Oggettività innocente del terrore bellico

lunedì 5 luglio 2010 di Mr.619

Il regista Aleksander Sokurov traspone la sua ostensione del pensiero e della meccanica di tipo bellico ( posta in un contesto dolcemente patriarcale e pertanto curiale) ricorrendo al dogmatico e pratico tropo di un'indefessa, ma per questo non dimessa, donna, Aleksandra ( putacaso converione al genere femminile del suo stesso nome), la quale, per mezzo e, in un certo senso, messaggio della sua immensa (in)fezione per l'umanità in sè permette, con i suoi occhi, di fornire allo continua »

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Inarrestabile aleksandra

giovedì 12 gennaio 2012 di Toro Sgualcito

Pur se ambientato sul fronte del conflitto russo-ceceno Alexandra è un film "delicato". Non succede nulla di particolare in termini di azione, ma lo sguardo di Sokurov è molto attento alla "carne" della storia e dal fluire di un quotidiano stancamente ripetitivo fa emergere un’intensità umana polverosa, dolente anche se non del tutto disperata. C'è uno sfioramento della guerra, un omissione ingombrante che spinge verso l'unica realtà afferrabile, quella della sciatteria e durezza del mondo militare continua »

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Il lutto s'addice a Sokurov che lascia sola Alexandra

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Aleksandr Sokurov, insomma, a Cannes non c'è: lui dice d'essere in lutto per la morte d'una persona cara che potrebbe essere il musicista Rostropovic, amato da sempre, mancato da poco; ma qualcuno l'ha visto sul lungomare, allora vorrebbe dire che se n'è andato appena ha saputo che al festival avrebbe partecipato il documentario sull'uccisione della spia Litvinenko con tutti i suoi russi e lui non voleva vedere né l'uno né gli altri. Non si può dire che Sokurov abbia forti sentimenti patriottici, ma neppure che sia politicamente ostile al governo russo. »

Un film lirico sulla Cecenia

di Anna Maria Pasetti Il Riformista

I volti del cinema di Alexander Sokurov rimangono impressi nella memoria. Come le opere d'arte. In «Alexandra», presentato in concorso ufficiale sulla Croisette, il cineasta russo ha portato questo assunto ai suoi estremi, eguagliando quanto aveva fatto nella trilogia del potere iniziata con «Moloch», continuata con «Taurus» e terminata col recente «Il Sole». Attorno alla figura di un'ottantenne, dalle sembianze antiche ma non vecchie e dallo sguardo fiero, ha costruito l'estetica di una pellicola che solo sulla carta appare un «film di guerra». »

La normalità della guerra

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Oppressa dalla fatica, dal caldo e dagli anni, una vecchia signora viene accompagnata da due giovani soldati lungo i binari di una stazione ferroviaria. Arrivata fin sotto un treno blindato, altri soldati la aiutano a salire in una carrozza buia e spoglia, lei e il carrellino con le ruote che le serve da valigia. Intorno, tutto è polvere e desolazione. Così comincia il film scritto e diretto dal grande Aleksandr Sokurov: con questo contrasto "materiale" fra la macchina della guerra e il corpo fragile dell'ottantenne Alexandra (la soprano Galina Vishnevskaya, che fu moglie di Mstislav Rostropovich). »

di Sandro Rezoagli Ciak

Dopo tanti capolavori (i film su Lenìn, Hitler, Stalin, l'imperatore Hirohito e quello sull'Arca russa) un mezzo passo falso del grande Aleksandr Sokurov. A Cannes, dove era in concorso, ha spaccato la critica, soprattutto per ragioni politiche. L'accusa più forte, l'avere fatto Un "film di regime" (putiniano) perché i soldati russi in Cecenia sembrano più dei boy-scout in vacanza che i responsabili di almeno 75mila vittime tra i civili. Critica infondata perché a Sokurov non preme tanto fare un discorso sulle responsabilità dei guerrafondai che stanno al Cremlino, a tutti note, quanto sulla guerra come tragedia esistenziale che coinvolge invasori e invasi. »

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