Riparo

Un film di Marco Simon Puccioni. Con Maria de Medeiros, Antonia Liskova, Mounir Ouadi, Vitaliano Trevisan, Gisella Burinato.
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Drammatico, durata 100 min. - Italia 2007. - Movimento Film uscita venerdì 18 gennaio 2008. MYMONETRO Riparo * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,75/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
Trailer Riparo
Il film: Riparo
Uscita: venerdì 18 gennaio 2008
Anno produzione: 2007
   
   
   
L'intrusione di un giovane clandestino nella vita di due donne italiane.
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primo piano
Un film dal cuore femminile che, pur non volendo essere politico, costringe lo spettatore a riflettere sulla politicità del privato e sul conflitto fra passione amorosa e coercizione sociale
Marzia Gandolfi     * * * - -

Anna e Mara si amano contro le costrizioni sociali, ora latenti, ora manifeste, che investono la coppia mettendone in tensione ruoli, abitudini, codici comportamentali e caratteriali. Il loro già precario equilibrio viene definitivamente destabilizzato da Anis, un giovane immigrato magrebino, attratto dalle promesse dell'occidente. Nascosto nel bagagliaio dell'auto delle due donne, di ritorno da una vacanza in Tunisia, Anis supera la frontiera. Sarà l'inizio di una convivenza lunga e difficile che dovrà fare i conti con la disapprovazione della madre di Anna, col biasimo silente del padre di Mara e con le regole inflessibili della società.
Cinque anni dopo Quello che cerchi, un film certificato da Nanni Moretti e uscito in sale "protette", capaci di garantire all'autore un pubblico selezionato e sensibile, Marco Simon Puccioni torna ad affrontare le forme irrisolte dell'amore. Se il film precedente rifletteva sull'"amore" fra due uomini, Riparo declina il sentimento al femminile. Appurata questa novità, la riflessione non si fa più semplice, né il percorso più lineare. Lo sguardo femminile, quello della sceneggiatrice (Monica Rametta) e delle due attrici protagoniste (Antonia Liskova e Maria De Medeiros), prende possesso del cuore della visione, aprendo squarci interrogativi sulla effettiva consistenza della figura maschile (padri, fratelli, amanti, stranieri), sugli stereotipi e le strutture comportamentali profonde, su una condizione umana (l'omosessualità) ancora ampiamente e spesso violentemente osteggiata.
Riparo non vuole essere un film politico, almeno in prima istanza e nel senso più tradizionale e ristretto del termine, ma sequenza dopo sequenza costringe lo spettatore a riflettere sulla politicità del privato e sul conflitto fra passione amorosa e coercizione sociale, sviluppando il tema dell'amore proibito con misura e non come esagitato melodramma. Il punto di vista esterno sulla complessità culturale e sociale dell'occidente è invece maschile e "altro". Anis, educato secondo la pedagogia islamica e chiuso dentro un involucro ipermacho, è critico e diffidente verso quella parentela sussidiaria e sostituiva, che ha escluso l'uomo, inteso come partner matrimoniale. "Rientrata" dalla vacanza (un tempo e uno spazio idilliaci e "protetti") nella realtà del nord-est italiano, la relazione sentimentale di Anna e Mara viene compromessa e infine distrutta da una "violenza" indotta dal divieto sociale. Si osservi la sequenza del pranzo a Villa Manin, dove Anna viene rimproverata di non formare e intendere la famiglia come luogo di riproduzione sociale.
Puccioni sceglie felicemente due attrici, diversamente belle e diversamente brave, capaci di recitare pienamente e simultaneamente col viso, con la voce e con il corpo. Il punto di svolta drammatico della vicenda è risolto in modo semplicissimo con i primissimi piani delle protagoniste che si alternano, obbligando lo spettatore a condividere quelle poche battute di dialogo, che stabiliscono la linea d'ombra oltre la quale nessun ritorno è permesso.

Incassi Riparo
Primo Weekend Italia: € 34.000
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Premi e nomination Riparo

premi
nomination
Nastri d'Argento
1
0
David di Donatello
0
1
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Nonostante gli sforzi di puccioni

lunedì 4 febbraio 2008 di fotofa

La pellicola sembra essere una sagra del luogo comune dove una famiglia alternativa è composta da due donne di differente estrazione sociale dove la partner "povera" lotta per la sopravvivenza, vive soggiogata dalle scelte della compagna benestante che, a sua volta, deve necessariamente avere desiderio di maternità altrimenti inespressa (sia verso la compagna che verso il ragazzo), dove un immigrato del Marocco si arrangia come può (nessuno nel 2007/8 va a cercare parenti alla cieca) e dorme con continua »

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Patetico

venerdì 28 marzo 2008 di oznerol

L'ho trovato noioso e scadente, innanzitutto nella scelta dei dialoghi ORRENDI! Poi nella assoluta inveridicità dei personaggi, che cambiano non carattere, non umore, ma personalità in maniera assolutamente non credibile. Non c'è maturazione ma nemmeno una vera regressione: solo un gran miscuglio di emozioni che gli attori (bravi) sanno esprimere, ma senza una vita reale. Dal novero degli attori escludo assolutamente l'attore VITALIANO TREVISAN... orribile, ma che personaggio è?!?! Rimane la sensazione continua »

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Ridefinire il mondo

lunedì 28 aprile 2008 di stryx

Quello di RIPARO è un tentativo estremo di capire cosa si nasconde dietro le pieghe della realtà. In che costruzione ideologica stiamo vivendo? Perchè ci siamo ritrovati separati da muri, steccati, confini. Cosa ci è successo? Non abbiamo più cuore, siamo delle macchine "economiche" che eliminano le parti in eccesso, e producono senso rispetto a questo castello di bugie che ci circonda. Abbiamo tentato di allundare la mano , di autare gli altri, di immaginare un sistema più equo, che ristabilisca continua »

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Recitato bene, vero

venerdì 12 febbraio 2010 di minamovies

Innazitutto, grazie a tutti quei registi che escono dalla romanità che monopolizza il nostro cinema, e decidono di ambientare le loro storie in altre città. Qui siamo nella provincia friulana. C'è una azienda calzaturiera messa in crisi dalla fase economica, una coppia omosessuale messa in crisi da un terzo incomodo/scomodo (un immigrato che si nasconde nell'auto di due ragazze di ritorno dalle vacanze). E' un film sul disagio e l'esclusione, visti attraverso continua »

Mara - Antonia Liskova
È inutile che ti sforzi di rimettere tutto in ordine, tanto qui nulla tornerà più come prima.
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APPROFONDIMENTI | L'opera seconda di Marco Simon Puccioni affronta tematiche sociali attraverso lo sguardo dei tre protagonisti.

Ménage a trois in friuli

venerdì 11 gennaio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Riparo: ménage a trois in Friuli È stata l'unica opera italiana in concorso nella sezione Panorama della 57^ Berlinale e ha partecipato a più di cinquanta festival internazionali vincendo diversi riconoscimenti. Riparo è già uscito in Spagna, è stato acquistato dal Nord America e in Francia verrà distribuito in venticinque copie. In Italia ancora non è sicuro in quante copie uscirà ("tra le quindici e, speriamo, venti", ha dichiarato il produttore Mario Mazzarotto) e questi sono dati che aprono una serie di domande, prima fra tutte perché nel nostro paese non si riesce a creare un circuito cinematografico alternativo a quello dei soliti noti.

Il cinema impegnato di Puccioni

di Anna Maria Pasetti Il Riformista

È inutile nascondersi dalla vita, che prima o poi ti viene a scovare. Diverso è cercare un riparo, magari momentaneo, nella speranza che il vento ti soffi verso un'esistenza migliore. Questo il pensiero che deve aver attraversato l'adolescente marocchino Anis quando ha deciso di rifugiarsi nel bagagliaio di un'auto italiana, imbarcata su un traghetto di ritorno dalle vacanze estive trascorse nel Paese magrebino. Proprietaria della vettura è Anna (Maria De Medeiros), benestante figlia di imprenditori del nord-est; sua compagna è Mara (Antonia Liskova), proletaria e operaia niella fabbrica di famiglia di Anna. »

Un "Riparo" per tre Il coraggio di Puccioni

di Boris Sollazzo Liberazione

Il triangolo no, non l'avevamo considerato. Il cinema italiano raramente racconta menage a trois, troppo audaci per la morale bacchettona. Probabilmente Cinecittà e Vaticano non sono abbastanza lontani. Difetta anche di coraggio, non ama, ormai, uscire dal proprio salotto, e ha perso così il polso della realtà. Poi arrivano registi come Marco Simon Puccioni: uno di quelli che di colpi di fortuna non ne ha mai avuti e che la sua carriera se l'è costruita piano piano. Che magari preferisce scomparire dalle sale per qualche anno per portare avanti progetti in cui crede. »

di Roberto Nepoti La Repubblica

Se intendiamo il termine nel senso etimologico di "escluso da una comunità", ciascuno è l'extracomunitario di qualcun altro. Lo è Anis, un adolescente maghrebino che s'insinua nell'auto di Anna e Mara, coppia di ritorno da una vacanza romantica in Tunisia. Lo sono anche le due donne, respinte l'una dalla madre, l'altra dal padre a causa delle loro inclinazioni sessuali. Ma c'è un'altra esclusione, contro cui il film di Puccioni ha il coraggio di puntare il dito: ed è quella dei poveri da parte dei ricchi, di chi può permettersi di decidere a fronte di coloro ai quali tale lusso è negato. »

Il doppio pregiudizio che colpisce donne e immigrati

di Irene Bignardi La Repubblica

Ancora un film (e interessante) sugli «altri», sui clandestini, gli immigrati, quelli che cercano «Lamerica», quelli che cercano lavoro o riparo nei nostri Paesi. E si chiama infatti Riparo il film di Marco Simon Puccioni che arriva adesso in dvd (01 Distribution, «rental» per ora, poi in acquisto), dopo un lungo itinerario e premi vari in festival importanti e la solita affannata e breve presenza nelle sale. Da collocare nello scaffale ideale che, appunto, contiene tra gli altri Lamerica di Gianni Amelio, Vesna va veloce di Carlo Mazzaeurati, Quando sei nato non puoi più nasconderti di Marco Tullio Giordana, Saimir e il recente Il resto della notte di Francesco Munzi, L'appartamento di Francesca Pirani, L'altro di Moshen Melliti. »

Riparo | Indice

Recensioni & Opinionisti Premi
Multimedia Shop & Showtime
Nastri d'Argento (1)
David di Donatello (1)


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