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Mein Führer - La veramente vera verità su Adolf Hitler
Un film di Dani Levy.
Con Helge Schneider, Ulrich Mühe, Sylvester Groth, Adriana Altaras, Stefan Kurt, Ulrich Noethen
Titolo originale Mein Führer - Die wirklich wahrste Wahrheit uber Adolf Hitler.
Commedia,
durata 89 min.
- Germania 2007.
- Videa - CDE
uscita venerdì 23 novembre 2007.
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![]() Una commedia ebraica dal tema delicato, in bilico tra satira e spirito critico
Matteo Signa
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L'ultima volta che il Führer è stato rappresentato sul grande schermo ha preso le sembianze gelide ma fortemente espressive di Bruno Ganz nel discusso La caduta di Oliver Hirschbiegel. Nel nuovo lavoro di Dani Levy, la figura del noto dittatore tedesco viene osservata attraverso gli occhi malinconici e profondi di un insegnante di recitazione ebreo interpretato da Ulrich Mühe la cui scomparsa prematura fa acquistare alla pellicola un peso decisamente diverso. Siamo nella Germania nazista del 1944. Hitler, ormai stanco e depresso, evita qualsiasi incontro pubblico. Ha bisogno di riacquistare credibilità e prestigio presso l'opinione pubblica afflitta da una guerra ormai persa. Decide, così, di farsi aiutare da un attore ebreo, Adolf Grünbaum, per rinvigorire le sue doti oratorie. |
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| Hitler | |
| La soluzione finale, senta, non la prenda come una questione personale… | |
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DVD | Mein Führer - La veramente vera verità su Adolf HitlerUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 23 aprile 2008
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INTERVISTE | Si può raccontare il nazismo ridendo? Io ci provo!Adolf hitler secondo me
mercoledì 21 novembre 2007 - Claudia Resta
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C'è poco da ridere su «Mein Führer»
di Alberto Crespi L'Unità
Premessa: secondo noi, ridere su Hitler, si può. L'hanno fatto un ebreo (Ernst Lubitsch con Vogliamo vivere) e un gentile (Charlie Chaplin con Il grande dittatore) in passato. L'hanno rifatto un ebreo (Radu Mihaileanu con Train de vie) e un gentile (Roberto Benigni con La vita è bella) in tempi recenti. Moni Ovadia, dal canto suo, non perde occasioni per spiegarci che l'umorismo è un'arma formidabile contro ogni dittatura. Per cui, dal nostro punto di vista, non c'è alcuna controindicazione a Mein Führer, la commedia satirica dello svizzero Dani Levy in cui s'immagina che un Hitler in piena crisi psicologica (e ci credo, i russi sono alle porte di Berlino. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Un'idea buona si spiega in due minuti: questo i produttori si aspettano dagli sceneggiatori negli speed date organizzati da tutti i festival dotati di mercato. Lo svizzero-berlinese Dani Levy, che di "Mein Führer" è anche regista, avrebbe senz'altro superato il primo ostacolo. Lasciato il nome e il numero di cellulare, sarebbe stato prontamente richiamato, per produrre il trattamento e la sceneggiatura. Anche a prescindere dal suo spassoso film di debutto uscito due anni fa, che fece scrivere sui giornali tedeschi "Torna in Germania la commedia yiddish". » |
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di Mauro Gervasini Film TV
Non stupisce che Mein Führer (sottotitolo boratiano: La veramente vera verità su Adolf Hitler) alla sua uscita in Germania abbia sollevato qualche discussione, giacché dai tempi di Chaplin e Lubitsch buttare nazismo e Shoah sul ridere è rischioso. Nel nostro caso, il Führer si scopre depresso e insicuro, per questo chiede aiuto a un insegnante di recitazione, per di più ebreo, interpretato dal compianto Ulrich Muhe di Le vite degli altri. Il risultato dell'anomalo incontro è una modesta pochade dalle ampie ambizioni e dal respiro corto, anche a causa di un errore "ideologico" di partenza. » |
Mein Führer: riuscirà la risata di Levy a seppellire il nazismo?
di Boris Sollazzo Liberazione
Charlie Chaplin e Peter Sellers, chi può essere così incosciente da mettersi contro di loro? Presto detto, è un brizzolato svizzero di nascita e tedesco d'origine e d'adozione, è Dani Levy. Una delle colonne più salde e meno conosciute del nuovo cinema tedesco, un iconoclasta che non teme tabù e tanto meno paragoni. In Zucker. Come diventare ebreo in 7 giorni raccontò - meglio del celebrato amico Wolfgang Becker, regista di Goodbye Lenin! - la Germania Est e il Muro di Berlino attraverso la lente dell'ebraismo. » |
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