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Il grande capo
Un film di Lars von Trier.
Con Jens Albinus, Peter Gantzler, Fridrik Thor Fridriksson, Benedikt Erlingsson, Iben Hiejle, Henrik Prip, Mia Lyhne, Casper Christensen, Jean-Marc Barr.
continua»
Titolo originale Direktøren for det hele.
Commedia,
durata 99 min.
- Danimarca, Svezia 2006.
- Lucky Red
uscita venerdì 5 gennaio 2007.
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![]() Il genio di Lars von Trier torna a firmare una pellicola a metà strada tra grottesco e dramma
Giancarlo Zappoli
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Essere cattivi va bene, ma solo a metà!
martedì 9 gennaio 2007
di claudio
Tipica commedia da interni, molto teatrale, "il grande capo" non delude la sommaria presentazione che la voce narrante del regista, ad inizio rappresentazione, dà del film (forse per un senso di fedeltà al "dogma" di verità) al pubblico in attesa. E' una godevolissima commedia, con una trama ben congegnata, attori-macchiette bravi (bravissimo va al protagonista Jens Albinus), buono il ritmo e il colpo di coda finale è splendido. Il film, oltre ad essere un'allegoria della condizione miserrima in continua » |
Politically correct?
sabato 13 gennaio 2007
di Redmond Barry
Tutto quello che ormai non è più lecito aspettarsi da Von Trier diventa realtà,metacinema che letteralmente se ne impippa di rispettare prassi di racconto,personaggi scorretti,dialoghi che non le mandano a dire ai compatrioti danesi (dalla bocca dell'iracondo "presidente islandese"!),fino ad un epilogo dove,a a seguito dell'attesa alla Godot del "firmo o non firmo" il personaggio non l'attore finto GRANDE CAPO dell'altrettanto immaginario Grande Capo (Il grande C! eh eh) riprende il sopravvento continua » |
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Piccoli capi e grandi subalterni
giovedì 31 maggio 2007
di piernelweb
Abbandonato il mondo sofferente di Dogville e Manderlay, Lars von Trier si concede ai piaceri della commedia in questo film low-budget interamente realizzato in patria con attori Danesi. La grottesca sceneggiatura ben si amalgama con la stramberia dei personaggi tra i quali spicca, ovviamente, il protagonista principale Kristoffer. Von Trier attraverso la caratterizzazione del personaggio (attore fallito, ma lui non lo sa) ironizza piacevolmente (e se ne sentiva davvero il bisogno) con le fissazioni continua » |
Ecco chi è il vero grande c
mercoledì 11 aprile 2007
di Darjus
Von Trier, si sa, ama maramaldeggiare. E così costruisce una commedia divertita e divertente, in cui l’interazione con lo spettatore (in passato preso in giro, incantato, provocato o torturato sadicamente) si fa sfacciata, con il voice-off del regista che introduce, interrompe e chiude. Ma, soprattutto, suggerisce: il regista danese, infatti, si raccomanda di non riflettere sul film perché tanto si tratta solo di una commedia. L’ironia, però, è quanto mai palese. Consapevole della forza tagliente continua » |
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| Casper Christensen | |
| La legge non ammette l'ignoranza ma non prevede la stupidità. | |
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DVD | Il grande capoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 20 giugno 2007
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di Luca Castelli Il Mucchio
Prendete Woody Allen, tiratelo via da New York (anzi, ormai da Londra) e catapultatelo nella fredda e grigia Danimarca. II risultato è Il grande capo. Nei credits il nome del regista è un altro, Lars "c'era una volta il Dogma" Von Trier. Ma questo film sembra davvero uscito dalla penna più ispirata, più surreale e più divertente dell'adorabile e nevrastenico clarinettista newyorchese. Tutta la storia parte da un equivoco. II presidente di un'azienda di software danese si inventa l'esistenza di un "grande capo", utilissimo da essere gettato in pasto ai dipendenti come il responsabile delle decisioni meno popolari. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Per il terzo capitolo della trilogia americana (dopo Dogville e Manderlay, si intitolerà Wasington, senza l'acca) bisogna aspettare. Lars von Trier ha compiuto 50 anni, ha cambiato produttrice, forse ha messo in cantina i suoi nanetti da giardino (quasi tutti in pose oscene, riferiscono i visitatori) e una decina d'anni dopo il Dogma ha scelto il nuovo motto: "Back to basics". Il ritorno all'essenziale impone di girare meno film, di stare alla larga dai festival "grandi ed esotici" (solo uno che teme l'aereo sopra ogni cosa può definire "esotico" un posto come Cannes), per ritrovare l'entusiasmo degli inizi, e sperimentare qualche nuovo giocattolo. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Dietro una finestra, lontano e in campo lungo, Lars von Trier ci guarda attraverso la sua macchina da presa. E intanto gioca con le parole. «Voi vedete il mio riflesso», dice pressappoco, «ma questo funi non vuol farvi riflettere». Anzi, insiste, non ha altro significato che quel che si vede, immediatamente. E noi siamo disposti a credergli. Li prendiamo sul serio, lui e la sua immagine al di là del vetro. Insomma, fin dall’inizio ci disponiamo a non perderci in riflessioni, mentre passano le immagini di Il grande capo (Direktørenfor det hele, Danimarca e Svezia, 2006, 99’). » |
di Mauro Gervasini Film TV
Qualcuno lo considera un pazzo. Oualcun altro è si curo che ci prenda in giro. Per molti è un abile manipolatore di effettacci cinematografici, per altri un genio. Probabilmente Lars von Trier è un po' di tutte queste cose, e certamente un intelligente venditore di se stesso, dei suoi progetti, delle sue idee. Ma credo sia anche un talento inquieto, molto consapevole (e tristemente) delle attuali mutazioni del cinema, e perciò alla ricerca costante di formule, strade, trucchi che non lo facciano invecchiare. » |
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