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Bordertown
Un film di Gregory Nava.
Con Jennifer Lopez, Antonio Banderas, Kate del Castillo, John Norman, Martin Sheen.
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Thriller,
durata 115 min.
- USA, Gran Bretagna 2007.
uscita venerdì 23 marzo 2007.
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![]() Storie di violenze quotidiane nelle aziende americane in Messico
Giancarlo Zappoli
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La città di Juarez, al confine tra Messico e Stati Uniti, è una delle principali vittime del BAFTA, il trattato che avrebbe dovuto portare lavoro nello stato latinoamericano limitando l'immigrazione negli States. Qui un personale a prevalenza femminile produce televisori, computer… che verranno poi venduti a prezzi contenuti negli Usa e nel mondo. Queste donne, in gran parte giovani, godono di poche garanzie sul piano lavorativo, e di nessuna su quello della dignità della persona. Centinaia di loro sono state infatti rapite, stuprate e uccise senza che le autorità locali andassero oltre le formalità di rito. |
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La disumanità umana
martedì 27 marzo 2007
di Flo
Bordertown è risultato essere un film molto intenso , profondo che in molti tratti scuote il pubblico ,in particolar modo quello femminile .A mio parere è un film che deve essere visto in quanto denuncia la brutalità di cui può macchiarsi l'uomo , nonchè della colpevole incuranza dei governi . Le donne( messicane in questo caso, ma potrebbe essere il ritratto di molte altre zone ) sono indifese e succubi : schiavizzate al lavoro ( guadagnano 5 dollari al giorno che spesso vengono direttamente confiscati continua » |
poca incisività
domenica 25 marzo 2007
di Lucio
In un caso eclatante come questo , a mio avviso , ci voleva la " cattiveria " di Ken Loach . L'umanità sembra non affrancarsi mai dalle ingiustizie . Il lavoro , in ogni parte del mondo , è sempre più difficile trovarlo . E , quando ci si riesce , per mantenerlo , occorre spesso chinare la testa al padrone di turno . Se uno protesta sono guai seri . Scatta il licenziamento senza poterci fare nulla . Questa vergognosa ingiustizia accade in Occidente e in Oriente . Tutti stanno zitti . Nessuno , a continua » |
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Bello ma troppo falso
venerdì 17 agosto 2007
di Vittorio
La storia c'è...il film a mio parere doveva essere più duro e meno "americanizzato""...intendo se si vuole denunciare qualcosa bisogna farlo in modo decisamente più duro!! Questo è un thriller che nonostante l'argomento lascia un segno troppo piccolo... Comunque da vedere!! continua » |
Un film che tocca i sentimenti umani
venerdì 25 settembre 2009
di dian71cinema
UNA STORIA TRATTA DA UNA REALTA' QUELLA DELLO SFRUTTAMENTO FEMMINILE (IN PARTICOLARE) IN UN GOVERNO DOVE SOLO IL PROFITTO HA VALORE E LA CORRUZIONE E' DIETRO L'ANGOLO. BEN COSTRUITO, BEN INTERPRETATO LE DUE PROTAGONISTE SONO DAVVERO BRAVE UNA LOPEZ CHE FORTUNATAMENTE HA COMPRESO CHE IL CINEMA ERA LA SUA STRADA. CERTAMENTE E' UN RACCONTO E LA PROTAGONISTA SI COINVOLGE TALMENTE TANTO (DI SANGUE MESSICANA OCCORRE COMUNQUE PRECISARLO) DA STRAVOLGERE TOTALMENTE L'INTERA SUA VITA. UN FILM CHE SCAVA NEI continua » |
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| Maya Zapata, Jennifer Lopez | |
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Quanti figli hai? Non ho nessun figlio, non sono sposata. Niente figli? Perché? Perché lavoro. Mia madre anche lavora, e lei ha dei figli. Il mio lavoro è di genere diverso, si chiama carriera. Che cos'è? Una carriera è un tipo di lavoro che vuoi più di ogni altra cosa e per il quale rinunci a tutto. E quando ce l'hai, ti rendi conto che non vale tanto, che non hai più una vita... No entiendo. Lo so Eva, siamo in due... |
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| Martin Sheen | |
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I giorni delle inchieste giornalistiche sono finiti, le notizie non ci sono più, sono defunte con la macchina da scrivere con cui lavoriamo è l'azienda America a dirigere la musica ora |
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DVD | BordertownUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 22 agosto 2007
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Opere di denuncia? Solo a colpi di star
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Una giornalista tutta grinta e carriera arriva in un'infame cittadina di provincia alla frontiera fra Usa e Messico. Deve indagare sulla misteriosa catena di omicidi che da anni insanguina la città. Un serial killer che si accanisce contro le giovani immigrate, come insistono le autorità locali? O qualcosa di molto più subdolo e spaventoso, un'organizzazione criminale legata allo sfruttamento della manodopera a basso costo che si danna nelle maquiladoras, micidiali fabbriche nate come funghi in quella zona di confine senza regole? Dietro a Bordertown c'è la storia vera e tuttora irrisolta di Juarez e delle più di 400 messicane trucidate in modi con particolare crudeltà dal '93 ad oggi. » |
Violentate e assassinate: le donne di Juarez
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Dal El Norte, ' 84, Gregory Nava si occupa dei messicani e dei soprusi che subiscono ogni giorno al confine con gli Usa. Qui trattasi di un giallo, purtroppo vero, sulle donne (400 ufficialmente, in realtà 5000) brutalmente violentate e assassinate a Juarez, dove una sopravvissuta mette in moto la macchina di una giustizia che non marcia perché i colpevoli sono potenti, ricchi, sopra di ogni sospetto. Coppia di eroi giornalisti (ma altri tengono forte il quarto potere...), Jennifer Lopez che viene da Chicago per indagare e il democratico Banderas, direttore di un quotidiano locale che farà una brutta fine. » |
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Lopez-Banderas tra misteri e sex appeal
di Alberto Castellano Il Mattino
Presentato in concorso all'ultimo festival di Berlino, Bordertown sfoggia l'inedita coppia Jennifer Lopez-Antonio Banderas, un'esplosiva miscela di glamour, sex appeal e fascino latino. Gregory Nava, che aveva tenuto a battesimo la diva portoricana dirigendola nel suo film d'esordio Mi Familia, ha attinto alla storia vera di una serie di omicidi di giovani donne di Juarez in Messico, impiegate nelle fabbriche dove vengono assemblati prodotti elettronici destinati al mercato americano. A smascherare la vasta rete di corruzione, menzogne, intrighi e coperture che c'è dietro questi misteriosi delitti, ci pensa Lauren, un'ambiziosa e battagliera giornalista americana che trova un prezioso alleato in Alfonso Diaz, direttore di un piccolo quotidiano locale. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Farà la sua apparizione a luglio in pochi e selezionati cinema americani (quando fu presentato in concorso alla Berlinale non aveva ancora una distribuzione). Noi e l'Europa intera lo possiamo vedere con largo anticipo: siamo o no spettatori impegnati e sensibili alle istanze di Amnesty International? (L'organizzazione viene ringraziata nei titoli di coda per aver fornito ampio materiale sulle 400 ragazze uccise, violentate, malamente seppellite al confine tra Messico e Stati Uniti, dal 1993 a oggi). » |
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