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Il prefetto di ferro
Un film di Pasquale Squitieri.
Con Claudia Cardinale, Francisco Rabal, Giuliano Gemma, Stefano Satta Flores, Enzo Fiermonte.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 110 min.
- Italia 1977.
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Nel 1925 il prefetto Cesare Mori è trasferito da Bologna a Palermo dove, grazie a poteri speciali, combatte il brigantaggio, braccio violento della mafia, con metodi spietati di antiguerriglia, ma non appena alza la mira verso i pezzi grossi viene nominato senatore. Promosso e rimosso. Caso raro di film italiano ad alto costo con eroe positivo, dai connotati (coraggio, energia, efficienza, integrità) tipici del cinema americano d'azione. È, infatti, un western siciliano più che un'indagine storica sulla mafia, vicino a Sergio Leone più che a Francesco Rosi. Le musiche di Morricone rafforzano l'effetto. Pur doppiato (da Giuseppe Rinaldi), Gemma dà il suo diploma d'attore. Dall'omonimo romanzo di Arrigo Petacco (che l'ha sceneggiato con Ugo Pirro), è probabilmente il miglior film di Squitieri, sicuramente il più riuscito. |
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premi nomination |
David di Donatello 1 0 |
DVD | Il prefetto di ferroUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 2 dicembre 2009
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Parlando due anni fa dell'Ambizioso, il film che completava la sua trilogia sulla malavita meridionale iniziata con Camorra e proseguita con I guappi, dicemmo che Pasquale Squitieri era rimasto al di qua delle attese, troppo vicino ai modelli d'un cinema che per far spettacolo usa rozzi strumenti. Non che ora Squitieri sia divenuto di colpo un damerino, ma Il prefetto di ferro, dedicato a Cesare Mori (1872-1942), rappresenta un certo progresso. Al piglio popolaresco si accompagna un più asciutto gusto dell'immagine, alla sincerità e al buon mestiere, che non gli sono mai stati negati, si affianca un maggiore controllo della materia. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
In una storia della repressione in Italia, fra Fiorenzo Bava Beccaris e Mario Scelba, c’è un posto anche per Cesare Mori (1872-1942), il prefetto che si illuse di distruggere la mafia siciliana nella seconda metà degli anni 1920 usando e abusando dei pieni poteri conferitigli dal duce. Frugando in un baule di documenti inediti, da buon segugio abituato a battere le piste segrete della storia, Arrigo Petacco ha illuminato nel suo libro Il prefetto di ferro (Mondadori) la delusione che amareggiò Mori negli ultimi anni della vita: quella di non essere riuscito, pur applicando la maniera forte, a scalfire il potere della mafia alta, mimetizzata sotto la maschera del fascismo. » |
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