Disclosure Day

   
   
   

"Non dovete aver paura di ci? che non conoscete" Valutazione 4 stelle su cinque

di Montefalcone Antonio


Feedback: 11564 | altri commenti e recensioni di Montefalcone Antonio
martedì 16 giugno 2026

Disclosure Day” è stato ideato da Spielberg in un periodo in cui il dibattito sugli UAP e sugli UFO è tornato ad essere preso in seria analisi e approfondita considerazione, dopo recenti articoli di stampa, nuove foto e video, vari report di NASA e Pentagono, dichiarazioni di Ufficiali dell’Intelligence militare, file desecretati, e audizioni al Congresso americano. E dunque, cosa accadrebbe una volta accertata l’esistenza di altre forme di vita intelligente, la nasconderemmo al mondo oppure la renderemmo pubblica? Qual è il rischio della conoscenza e quali le conseguenze della rivelazione?
Dopo “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (1977), “E.T. l’extra-terrestre” (1982) e “La guerra dei mondi” (2005), “Disclosure Day” (2026) è il quarto film di fantascienza sul tema degli alieni, che ha diretto Steven Spielberg. E quest’opera va a chiudere il cerchio aperto proprio con la pellicola del 1977.
Ma, come in tutte le opere già citate, l’alieno è soprattutto una figura proiettiva, quasi pretestuosa, che parla di noi esseri umani e ci induce a guardarci interiormente; e magari a riesaminare la realtà nella quale siamo calati. In questa vi fa parte anche il mistero, da quello cosmico a quello più terrestre, da quello fisico a quello metafisico; il mistero che da una parte crea fascino e dall’altra scatena nell’uomo il bisogno di svelarlo e rivelarlo, di comprenderlo e possibilmente accoglierlo pur nei nostri limiti cognitivi.
In un’epoca, come quella attuale, dove regna a stretto contatto diffusione di informazioni (spesso superficiali e ferme all’apparenza) e disinformazione, l’ultima opera di Spielberg (suo il soggetto, ma la sceneggiatura affidata al fedele David Koepp) è un terreno fertile dove costruire l’impalcatura idealista e umanista del regista, e invitarci a predisporci nella maniera più giusta nei riguardi di presunte verità (nascoste, occultate oppure svelate, condivise o rivelabili in futuro), chiedendoci cioè come reagiremmo di fronte a ciò che non conosciamo, e soprattutto se saremo pronti ad aprirci al mistero, a saperlo accogliere, sentendolo come se fosse nostro, come se venisse da dentro noi stessi, e non soltanto fuori di noi.
In una società attuale dove l’eccesso di immagini e di visioni ha lentamente consumato la possibilità di comprendere a fondo ciò che vediamo, l’ultima pellicola di Spielberg diventa prezioso strumento di riflessione morale finalizzato a riconsiderare l’atto del vedere come atto critico, sensibile e più consapevole.
Uno sguardo umanista e ai limite del fanciullesco (in senso buono, inteso cioè nella sua accezione di semplicità, innocenza e bontà d’animo), ma anche e soprattutto curioso, disponibile e impregnato da un senso di meraviglia e stupore davanti a qualcosa di sconosciuto o altro da noi, come può essere un essere extraterrestre, che si deve recuperare con urgenza. Un’urgenza che è dettata da un mondo attuale sempre più disgregato e alla deriva, nel quale le nazioni sono in conflitto tra loro e odio, violenze, guerre, diffidenze e intolleranze, sono all’ordine del giorno. La pellicola di Spielberg richiama al contatto, al dialogo tra culture diverse, spera e ha fiducia in una futura vera connessione o comunione dell’Uomo con il Creato e tutte le creature (terrestri e non). Fratellanza e pace, seppur valori o concetti idealisti e forse troppo utopici, sono coltivati qui con una incessante speranza, con un’incrollabile e toccante fiducia nei riguardi dell’agire umano, tipiche del fanciullo ingenuo o troppo ottimista e sognatore, rimasto sepolto in noi, a cui l’adulto deve necessariamente e in qualche modo far ritorno.
Questo concetto (che caratterizza tra l’altro tutta la filmografia del regista) passa attraverso la figura positiva dell’alieno e di tutto ciò che ci appare alieno (persino nella stessa natura umana), fino ad approdare alla più conveniente o giusta modalità di approccio che potremmo avere nei loro riguardi; e sintetizzata efficacemente nella capacità di scorgere una forma di rispetto, empatia e di riconoscimento in ciò che sembra irraggiungibile o radicalmente altro dall’umano. Una sorta di adesione e di resistenza dell’animo umano, quasi fuori dal tempo e dallo spazio, nostalgica e fideistica, che commuovono e rendono interessante questo emozionante e riflessivo film e ne fanno perdonare debolezze, difetti ed imperfezioni (narrative più che altro; perché stilisticamente e tecnicamente la pellicola è in sé ineccepibile, e sia nella messinscena coinvolgente, che nel ritmo tensivo, sia nelle ottime regia e interpretazioni degli attori – Emily Blunt su tutti – che nella musica o intero comparto visuale-uditivo, è godibile e affascinante – anche se lontana dalla magia, dalla potenza visiva, emotiva, poetica e immaginifica di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e di “E.T.”).
Ciò che colpisce è la pietas con cui la pellicola guarda alle creature, terrestri e non, alla loro fragilità; ma anche alle loro capacità meravigliose, potenzialmente tali, se solo si volesse oltrepassare quelle barriere che ci limitano e ci dividono. E’ una prospettiva che guarda in senso verticale e all’elevazione della specie umana, che tocca ogni campo fisico e metafisico, ogni ambito reale e non, concreto e astratto, persino quello trascendente (Dio che ha scelto l’Uomo per dominare la Terra, ma non l’immensità del cosmo).
La fantascienza, il potere dell’immaginazione e della fantasia, del cinema stesso, diventano qui specchio e modello ideale della realtà. E del nostro esistere qui e ora. Un ritornare alla nostra identità quindi, a livello intellettuale, emotivo, spirituale; fuggendo dal nostro status di alieni a noi stessi in cui ci siamo condannati.
Tornare a sognare e a credere nella forza dei sogni. Tornare a quell’innocenza perduta.
Tornare a comprendere veramente ciò che ci sfugge; o che non riusciamo più a recuperare, dare forma, ordine e significato. Persino all’ignoto, soprattutto all’ignoto.  
In tal senso, non è poi molto importante la rivelazione della presenza o meno degli alieni, quanto ciò che ne deriva e che vi comporta. La vera rivelazione non è che non siamo soli nel cosmo, ma che l’umanità può superare la propria solitudine spirituale/esistenziale, la propria fragilità psicologica; che l’Uomo può scegliere e riuscire ad adottare un nuovo punto di vista sul mondo, sull’avvenire, sui rapporti interpersonali: le grandezze (e le verità) dell’Uomo risiedono nei suoi dubbi e nelle sue paure, nei suoi traumi e nei suoi desideri, nelle sue lotte per la conoscenza e la comprensione, nei suoi ricordi e nei suoi sogni, negli atteggiamenti empatici e in quelli affettivi, nel sentire dentro sé l’essenza del tutto e dell’anima di tutti, nella connessione col mistero. La verità allora, non è necessariamente qualcosa da possedere, ma qualcosa da imparare nuovamente a vedere.
Disclosure Day” è questo e molto altro. Una sola visione è riduttiva e rischia di farci fermare alla mera apparenza superficiale. La pellicola parla di condivisione, di sensibilità, di sentimenti e soprattutto di empatia, di accettazione del “diverso”, come dovere morale e atto di responsabilità civile.
Non soccombere alla paura dell’altro, alla tentazione di trasformarla in controllo, in potere o peggio, in emarginazione, in esclusione sociale.
Tra inquietudine e curiosità, il mistero, rimane ancora motore e spinta evolutiva per l’Uomo odierno troppo intrappolato in se stesso; e incapace di vedersi/ascoltarsi interiormente e di vedere/ascoltare l’altro fuori di sé. E quest’opera, meravigliosamente Spielberghiana, al netto dei suoi limiti ed eccessi, ci offre ancora una volta la magia della gentilezza, della tenerezza, e dello stupore per rimediare alle nostre manchevolezze.
In conclusione, l’ultima fatica di Spielberg è un’esperienza cinematografica introspettiva e interrogativa, stratificata ed emozionante; da non perdere, e da sentire totalmente e pienamente col (nostro) cuore.

[+] lascia un commento a montefalcone antonio »
Sei d'accordo con la recensione di Montefalcone Antonio?

Sì, sono d'accordo No, non sono d'accordo
95%
No
5%
Scrivi la tua recensione
Leggi i commenti del pubblico
gabriella martedì 16 giugno 2026
la verità
100%
No
0%

è che i film che difendono il " cuore fanciullesco", hanno bisogno di spettatori che abbiano la tua stessa sensibilità. Nella tua recensione mi trovo d''accordo su tutto. Ritrovare quel bambino interiore non è solo un''opzione poetica o un rifugio nostalgico, è una questione di sopravvivenza spirituale. se la paura ha il sopravvento sullo stupore, abbiamo perso la nostra umanità L''insabbiamento delle prove è l''esatta metafora di come il mondo adulto soffochi la verità e lo stupore , che è il vero superpotere che possediamo per dare voce a quel bambino e proteggerlo. Così come Noha comprende e vede finalmente la "luce", si libera della paura e capisce che l''unica cosa da fare , per lui e per il resto del mondo, è fermarsi e ascoltare. [+]

[+] lascia un commento a gabriella »
d'accordo?
montefalcone antonio martedì 16 giugno 2026
grazie mille gabriella.
98%
No
2%

Ti ringrazio molto Gabriella per aver letto e apprezzato questa mia recensione. Sei gentile.
Sono un fan del cinema di Spielberg da sempre, ma hai ragione tu...
Mi trovi inoltre d''accordo anche su questo tuo pensiero: "se la paura ha il sopravvento sullo stupore, abbiamo perso la nostra umanità".
Forse è facile ricordarlo e difficile attuarlo, ma non vi sono tante altre scelte per sperare in un miglioramento spirituale e morale.
Grazie ancora Gabriella, e complimenti anche a te per la tua stimolante recensione. Ciao.

[+] lascia un commento a montefalcone antonio »
d'accordo?

Ultimi commenti e recensioni di Montefalcone Antonio:

Vedi tutti i commenti di Montefalcone Antonio »
Disclosure Day | Indice

Recensioni & Opinionisti Articoli & News Multimedia Shop & Showtime
Immagini
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 |
Scheda | Cast | News | Trailer | Foto | Frasi | Pubblico | Forum | Shop |
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri prossimamente » Altri film al cinema » Altri film in dvd » Altri film in tv »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità