Send Help

Un film di Sam Raimi. Con Rachel McAdams, Dylan O'Brien, Dennis Haysbert, Chris Pang.
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Horror, durata 113 min. - USA 2026. - Walt Disney uscita giovedė 29 gennaio 2026. - VM 14 - MYMONETRO Send Help * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

"Non scambiare la mia gentilezza per debolezza", disse lei...!

di Imperior Max


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lunedė 2 febbraio 2026

(Le stelle sarebbero 4,5/5 stelle)
SEND HELP.

Cosa succederebbe se si togliesse praticamente ogni filtro al femminismo moderno? Verrebbe fuori l?ultimo film di Sam Raimi con tutta la sua poetica scenica e concettuale che non vedevamo da Drag Me to Hell, praticamente scomparsa con Doctor Strange nel Multiverso della follia. Ma andiamo con ordine.

In una compagnia dedita a strategie e pianificazioni aziendali la nostra tanto promettente e talentuosa quanto particolare e trasandata Linda Liddle si vedr? scivolare di mano la possibilit? di una promozione a vicepresidente, nonostante la promessa del suo capo che ? venuto a mancare. Tale decisione ? presa dal figlio narcisista e incompetente Bradley Preston, succeduto come neopresidente, che non vede alcuna capacit? in Linda in quanto appunto apparentemente fuori posto in mezzo ad altri colleghi di bell?aspetto e opportunisti fino a fare carte false. Essendo per? lei di carattere e stufa di continue indifferenze e prese in giro alle sue spalle e rinfacciandogli la cosa, Bradley si convince a darle una possibilit? con un viaggio di lavoro a Bangkok per un?acquisizione aziendale con altri colleghi.

Durante il volo l?aereo ha una grossa avaria per un bruttissimo maltempo e si schianta in mare vicino ad un?isola tropicale sperduta. Linda e Bradley rimangono gli unici sopravvissuti e nel sostenersi sia a vicenda che individualmente si vedranno in corso d?opera le loro parti sempre pi? invertite rivelando la loro vera natura tra dissapori, trascorsi rivelati e sassolini nelle scarpe tirati fuori.

Ritorna appunto Sam Raimi in splendida forma e non soltanto con la sua tecnica che anche nei suoi film meno riusciti o pi? su commissione ? sempre di alto livello. Dai suoi tipici movimenti di macchina in soggettiva distorta e sbilenca, la voglia dark e gotica di alcune scene e al ?kitsch? nella violenza cartoonesca e nello spauracchio, qui si va? ancora pi? oltre. Una grandiosit? nel rendere ampi spazi paesaggistici dell?isola tropicale bella tangibile all?improvviso sempre pi? ristretti tanto da dare una sensazione pi? da survival movie circondati da una giungla, una spiaggia, una grotta o una scogliera pronte a ingoiare lo spettatore. Con la profondit? di campo dei primi piani e dei riquadri atti ad evidenziare particolari neanche scontati sia a fuoco che addirittura fuori fuoco. Una fotografia pi? elaborata nel rendere chiari i colori della natura, ma pronta ad esaltare quelli pi? d?impatto quali i rossi del sangue pi? viscerale, gli azzurri del mare pi? profondo e del nero della notte pi? oscura. Danny Elfman ritorna alla colonna sonora accompagnando le scene nelle situazioni pi? tese, spaventose, thriller e con il giusto accenno di gotico nelle parti pi? grottesche.

Un montaggio senza praticamente tempi morti e ben tagliato nei raccordi e donando un ritmo alla tensione, all?azione e ai dialoghi. Inutile dire che non mancano la violenza, gli spruzzi di sangue e la voglia trash, ma mai kitsch grazie alla messinscena grottesca e dal giusto spessore di grande ironia divertente ormai diventata marchio di fabbrica di Raimi dal primo Evil Dead. Giusto un tocco di cgi in alcune scene di caccia al cinghiale e visioni oniriche, ma per il resto ? tutta un?artigianalit? coi fiocchi. Pi? che splendida Rachel McAdams con una Linda credibile sia quando ? sopra le righe che nei momenti pi? folli e posati e non sembra neanche portarli quei 47 anni di et?, Dylan O'Brien ha la giusta e perfetta faccia da culo con Bradley Preston e sorprendentemente coinvolgente in due o tre punti abbastanza tesi.

La storia potrebbe ricordare per ambientazioni e trama Cast Away o addirittura Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, ma laddove nel primo si sopravviveva preservando brandelli di umanit? e lucidit? e nel secondo era nell?insieme la perfetta metafora storico-politica di lotta tra capitalismo e comunismo, in Send Help si sceglie un po? la via di mezzo con toni pi? grotteschi da noir comedy con tinte thriller horror per poi sviare verso una perversit? sempre pi? lacerante. Una Linda apparentemente insicura, un po? impacciata ed estrosa, ma comunque in gamba, intelligente e laboriosa e sempre sottovalutata dai colleghi, soprattutto da uomini spocchiosi, doppiogiochisti, stronzi, maschilisti e coglioni. E una volta sull?isola i ruoli si ribalteranno mostrando Linda molto pi? decisa, risolutiva, ingegnosa e combattiva nell?accamparsi, costruire utensili di legno, cocco, canne di bamb?, esplorare l?isola, andare a caccia e a pesca mentre Bradley semplicemente un disadattato, viziato, ferito e molto meno capace di lei a fare tutto. Sicuramente ci sono dispute, battibecchi, raggiri e grossi divari di potere e valori tra di loro che mettono Linda in una posizione di grandissimo vantaggio rispetto a Bradley per poi dover convivere, dividere i compiti, collaborare e compensare pregi e difetti con insegnamenti e dialoghi per dare spessore e background ai due personaggi. Non mancher? una bella scena di alta tensione con Linda che praticher? un gran bel monito manipolatorio a Bradley difficile da dimenticare.

Ad un certo punto per? gli sceneggiatori si accorgono di un bivio molto importante: sceglieranno di tenere i personaggi s? con dei trascorsi comprensibili, ma che cresceranno a tal punto da farli evolvere oppure di decostruirli nella maniera pi? bastarda, viscida, truculenta, degenerata e intricata possibile?! Beh, conoscendo Raimi si opter? nell?inserirci anche un colpo di scena che risponder? a un bel po? di dubbi e che metter? in luci diverse e squadrettate sia Linda che Bradley, fino ad un finale non proprio del tutto consolatorio.

Ed ? forse nel finale che si intravede una situazione forse un po? buttata l? e affrettata, ma quella beffarda rottura della quarta parete nell?ultima inquadratura non lascer? la cosa troppo scontata e senza riflessioni.

Ah, un quadro appeso nello sfondo forse vi far? morire dal ridere, sperando che sia anche scaramantico?!

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