La grazia

Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello.
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Drammatico, durata 131 min. - Italia 2025. - PiperFilm uscita giovedì 15 gennaio 2026. MYMONETRO La grazia * * * * - valutazione media: 4,22 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Un film apparentemente difficile, ma come un carciofo bello intricato si arriva al cuore che ? una bellezza e non come quella Grande dello stesso regista che ha vinto l?Oscar, ma non era tra i suoi migliori film.

di Imperior Max


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giovedì 29 gennaio 2026

LA GRAZIA.
(4,5/5 stelle)

Ritorna in auge Paolo Sorrentino, uno dei pochi registi italiani degni di tale nome, con questo nuovo film con protagonista Toni Servillo nei panni del Presidente della Repubblica.

Mariano De Santis ? ormai arrivato nel semestre bianco come presidente della repubblica e come tale deve pensare principalmente a due cose: Firmare la legge sull?aborto per promulgarla o per revisionarla e scegliere se concedere o no la grazia a un uomo e a una donna che hanno ucciso i loro rispettivi partner. Nella sfera privata ? attanagliato e consumato da un unico pensiero: amava la sua defunta moglie nonostante l?avesse tradito molti anni prima. Da qui elaborer? il suo status quo perenne e tenter? una volta per tutte di scoprire chi ? stato tra le sue strette conoscenze.

Sorrentino dal lato tecnico non si discute nel suo usare la macchina presa ed ? riconoscibile nei suoi movimenti lenti, nei primi piani precisi, nelle profondit? di campo nei soggetti inquadrati, negli stacchi di montaggio e nelle enfatizzazioni di alcune azioni mai del tutto manieriste o pompose. Anche qui usa il sonoro e la musica post moderna con tocchi belli squillanti e senza invadere le scene. La messinscena ? elegante, pulita, coi tempi e i ritmi per nulla sfasati. Ovviamente un buon cast con il solito Toni Servillo che brilla costantemente nei panni di un presidente molto posato, austero, pacato e perennemente riflessivo. Ottima Anna Ferzetti nel ruolo della figlia Dorotea, un buon Orlando Cinque come il corazziere tuttofare Massimo Labaro, Milvia Marigliano in una frizzantissima ed estrosa Coco Valori e un curioso Rufin Doh Zeyenouin nel ruolo del Pontefice.

La storia ruota principalmente a Mariano De Santis il quale ? il perno di tutte le vicende che capitano su schermo. E al di l? delle varie tematiche affrontate quali il valore della vita e della morte, le posizioni e responsabilit? politiche e i rapporti di amicizia e interesse a volte intricati, i vari personaggi tra un?amica estroversa e dal carattere opposto a Mariano, un Papa nero che per? ? conservatore, un amico che a tratti non sembrerebbe tale e una figlia che lo cura nella salute e nella vita, qui si ritorna ad un concetto tanto pi? semplice e banale quanto curioso e profondo: ?Solo gli idioti non hanno dubbi?. Tutti quanti soprannominano il presidente come Cemento Armato perch? ? fermo, inamovibile, calmo, mite e difficilmente prende decisioni, ma solo perch? ? assalito dai dubbi ed ? convinto che le decisioni si debbano prendere quando rimangono solo certezze. E tali dubbi in principio sono nutriti dalla sua troppa consapevolezza riflessiva, in primis dal tradimento di sua moglie e dal suo ruolo di politico che Sorrentino lo mette in scena come un mestiere per nulla facile.

Per questo firmare una legge e dare la grazia richiedono una dose di coraggio, un coraggio che ? quasi sempre mancato al presidente e non per le conseguenze, ma sempre per la sua costante ricerca di certezze. E solo poco prima del suo mandato, dopo aver parlato con le due persone alle quali concedere la grazia, esaminato la legge sull?aborto insieme alla figlia e scoperto chi fosse stato con sua moglie; comprender? alla fine i dubbi ci saranno sempre per quanto siano pi? numerose le certezze. E inoltre che il coraggio non ? agire con totale certezza, ma nonostante i dubbi.
Alcuni esempi calzanti sono il cavallo della scuderia dei corazzieri in una scena a tratti volutamente penosa, Mariano che poco a poco comincia a sfogarsi sia nei toni che con le parole e il rapporto tra lui e l?amica Coco che sfocer? in una rivelazione dove anche quella lascer? un barlume di incertezza.

Ci? nonostante alcune volte si poteva sfociare in scelte narrative forse un po? meno buoniste e pi? ambigue per certi versi e sinceramente pu? andare bene che il presidente si metta a sentire musica moderna e rap, ma Gu? Pequeno che sfonda la quarta parete cantando un suo pezzo nella sala delle onorificenze era bello evitabile.

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