Stefania Rocca è un'attrice italiana, regista, produttrice, sceneggiatrice, è nata il 12 aprile 1975 a Torino (Italia). Stefania Rocca ha oggi 50 anni ed è del segno zodiacale Ariete.
L’anticonformista recita l’ordine, la ribelle rappresenta la legge: in Il cartaio, nuovo film di Dario Argento, la poliziotta efficace e turbata, in lotta contro un serial killer romano nella Rete, immersa nel sangue, nelle torture e negli incubi personali quotidiani, è Stefania Rocca, attrice italiana diversa da tutte.
Ragazza per sempre, conserva il suo spirito di contestazione, di opposizione: «Sono lunatica per natura». Nata a Mondovì nel 1971. figlia di una sarta e di un dipendente Fiat responsabile della sorveglianza, sorella di due sorelle (una è fotomodella, l’altra lavora nell’informatica), da piccola era timida, obbediente, laconica: cominciò a 16 anni a fare quello che voleva, aiutandosi con inganni e bugie. Si trasferì a Milano per trovare nella moda un impiego presto abbandonato («È davvero un ambiente squallido»); tentò con la pubblicità (Pavesini, Enel); a Roma, dal 1990, seguì i corsi di recitazione alla Scuola di Cinema e incontrò subito i film.
Ha fatto la barista in un pub, ha lavorato per Toteme per i Centri Sociali. Ha studiato danza, praticato il free-climbing, addestrato il corpo con moltissimo sport nel rapporto amoroso col gestore d’una palestra. Non vota da oltre dieci anni. Evade spesso: otto mesi a New York, quattro mesi a Londra, un lungo stage in Australia e ormai sa parlare inglese. A Roma ha scelto di abitare in posti speciali, una via dietro piazza del Pantheon affollata di stranieri; San Lorenzo, luogo di studenti, pub, artisti. Porta scarpe da basket T-shirt con ideogrammi cinesi, pantaloni kombat al polpaccio, oppure assortimenti di griffe diverse e dissonanti. Capelli corti, niente trucco. Non si nasconde, non si ostenta.
Ha una faccia perfetta per il cinema, con lineamenti minuti e graziosi, occhi ben tagliati, naso delicato, colori tenui: una fisionomia quasi anonima che può essere trasformata nella durezza ipermoderna di Naima dai capelli blu di Nirvana di Gabriele Salvatores come nella dolcezza luminosa della sguattera settecentesca incinta di Rosa e Cornelia di Giorgio Treves, nell’ottocentesca forza dolente di Katjuscia in Resurrezione dei fratelli Taviani come nella contemporanea energia vitale amorosa di Casomai di Alessandro D’Alatri, come nelle creature di Kenneth Branagh (Pene d’amor perdute) o di Anthony Mingella (il talento di Mister Ripley). Ragazza per tutte le stagioni, brava e apprezzata dai registi più differenti, eclettica e gran lavoratrice, arriva adesso a una fase nuova del suo percorso: smettere di accettare tutto e tutti, cominciare a scegliere i film, a selezionare i personaggi.
Da Lo Specchio, 10 gennaio 2004
Nasce a Torino, ma a diciotto anni va a Milano a girare spot pubblicitari. Dopo numerosicorsi e stages di recitazione, danza e canto, studia recitazione a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia e successivamente all’Actor Studio di New York. Dopo varie esperienze tra cui L’amico di Wang di Carl Haber (1997), Voglio una donaaaa di Luca e Marco Mazzieri (1997) nel ’96 gira Nirvana di Gabriele Salvatores che la rende famosa presso il pubblico e i critici. Nel ’98 è protagonista di Viol@ di Donatella Maiorca, cheviene presentato a Venezia. Seguono: Giochi d’equilibrio di Amedeo Fago (1998); In principio erano le mutande di Anna Negri (1998); Rosa e Cornelia di Giorgio Treves (2000 - globo d’oro premio della critica internazionale); Pene d’amor perdute di Kenneth Brannagh(2000); Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella (2000); Heaven di Tom Tykwer (2001); La vita come viene di Stefano Incerti (2001); Casomai di Alssandro D’Alatri (2002); Piazza delle Cinque Lune di Renzo Martinelli (2002); Il cartaio di Dario Argento (2003); Primadammi un bacio di Ambrogio Lo Giudice (2003); L’amore è eterno finché dura di Carlo Verdone (2004); Mary di Abel Ferrara (2005); La Bestia nel cuore di Cristina Comencini (2005); La cura del gorilla di Carlo Sigon (2006); Le candidat di Niels Arestrup (2006); Commedia sexy di Alessandro d’Alatri (2006); Voce del verbo amore di Andrea Manni (2007)Le candidat di Niels Arestrup (2007; Rien ne va pas di Jean Baptiste Huber (2007). In televisione la ricordiamo tra gli altri in Correre contro di Antonio Tibaldi (1996 - film RAI
presentato al Sundance Film Festival come Running Against); Salomone (1997), Jesus(1999) entrambi di Roger Young, Resurrezione dei fratelli Taviani (2002); Mafalda di Savoiadi Maurizio Zaccaro (2006). Anche in teatro Stefania ha una carriera intensa. Di recente è stata “Irma la dolce”nel musical di Jerome Savary.