Antonin Artaud è un attore francese, è nato il 4 settembre 1896 a Marsiglia (Francia) ed è morto il 4 marzo 1948 all'età di 51 anni a Parigi (Francia).
È una delle figure che nel 900 segnano l'intreccio bruciante e inestricabile tra arte, pensiero filosofico, pratica rivoluzionaria e sovversione estetica. Poeta, drammaturgo, attore, agitatore culturale, figura in perenne alterità rispetto alla stessa avanguardia storica con cui pure militò soprattutto nella stagione dadaista e surrealista, Artaud introdusse nella Parigi degli anni 20 e 30 lo "scandalo" della teoria e dell'intransigenza visionaria. visionarietà e scandaglio nella parte maledetta, inconscia: e occulta dell'invenzione e dell'espressione umana, che Artaud riversò soprattutto in una utopia teatrale totalizzante, rigorosamente perseguita nella pratica di una "messinscena" della crudeltà che ba rivoluzionato la forma e la scrittura scenica. Attore cinematografico per vivere, il suo volto allucinato e spettrale lo ricordiamo soprattutto in La passione di Giovanna D'Arco di Dreyer, ma anche nel Napoleone di Abel Gance come uno spiritato Marat.
Scrisse anche degli "scenari" d'avanguardia, uno dei quali La Coquille et le clergyman fu girato da Germaine Dulac nel 1928. La sua idea di cinema è altrettanto "estrema" e arcana che quella di teatro. Per Artaud il cinema è una delle forme in cui più vertiginosamente e totalmente si incarna il pensiero fatto forma e vita, sostanza magica e rituale stregonico di incantamento del reale.
Da Edoardo Bruno, Film. Antologia del pensiero critico, Bulzoni Editore, Roma, 1997