| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia |
| Regia di | Bill Lawrence, Matt Tarses |
| Attori | Steve Carell, Scott MacArthur, Annie Mumolo, Maximo Salas, Evan Jachelski Sophia Grace, Cece Abbey, Brenda Strong. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 9 marzo 2026
Una serie comedy agrodolce che esplora le dinamiche padre-figlia e lo scontro generazionale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Greg Russo è l'autore della fortunata serie di libri incentrata sul personaggio di Rooster, quelle classiche letture escapistiche che spopolano negli aeroporti e nelle stazioni di servizio. Per riallacciare i rapporti con la figlia Katie, professoressa di storia dell'arte, Greg accetta la proposta del rettore, suo grande fan, di tenere un corso al college dove lei lavora. Katie, nel mentre, non sta passando un periodo dei più rosei, visto che il marito, anche lui docente, l'ha tradita con una delle sue studentesse. Arrivato al campus, l'invadente e immaturo padre si rivelerà d'aiuto o un ulteriore problema?
Steve Carell, qui sia in veste di protagonista che di produttore esecutivo, porta il suo Michael Scott del cult The Office al college.
Una versione meno caricata e cartoonesca, ma altrettanto infantile e con la propensione di infilarsi nelle situazioni più imbarazzanti. Come il celebre direttore regionale della Dunder Mifflin con i suoi sottoposti, Greg si rapporta con gli studenti più come un amico che come un docente, facendosi chiamare per nome e lasciandosi coinvolgere in attività non proprio consone al suo ruolo, come devastanti sfide a beer pong. Essenzialmente, prende questo incarico come l'occasione per vivere quella giovinezza che non ha mai avuto (l'uomo non ha mai frequentato il college).
Ma dietro questa apparente spensieratezza, si cela una malinconia sotterranea. Quella di una persona fondamentalmente sola, ancora profondamente segnata dal tradimento e dall'abbandono della ex moglie. Come in altre serie create da Bill Lawrence (Scrubs - Medici ai primi ferri, Shrinking), qui affiancato dal coautore Matt Tarses (i due avevano già collaborato sia in Scrubs che nella più recente Bad Monkey), anche in Rooster la comicità lascia spesso spazio a momenti più riflessivi e malinconici, ma senza creare scarti di tono stranianti, trovando sempre un perfetto equilibrio fra le due anime dello show.
Altro anello di congiunzione con i precedenti lavori di Lawrence, è sicuramente il tema della fantasia come rifugio sicuro, dove vagheggiare di un mondo ideale, lontano dai nostri problemi. Soggetto qui incarnato dalla creatura letteraria del protagonista e non espresso attraverso surreali voli d'immaginazione (pensate a J.D. in Scrubs). Nella figura del personaggio di Rooster, infatti, si manifestano tutte le aspirazioni di Greg, di cui l'intrepido avventuriero è sostanzialmente una versione idealizzata, capace di fare tutto quello che a lui non riesce.
Un approccio alla materia che riflette lo stile di tutta questa produzione, più vicina al taglio realistico e asciutto di certa comedy da prestige TV - d'altronde è uno show targato HBO - che ai toni sopra le righe della sitcom. L'effetto comico non viene creato con l'ausilio di elaborati artifici (running gag, siparietti dalle derive oniriche), ma semplicemente grazie alla qualità della scrittura e affidandosi alla bravura degli interpreti (oltre a Carrell, da segnalare Charly Clive nel ruolo di Katie e il sempre ottimo John C. McGinley). Non rivoluzionerà il mondo della comicità seriale, ma Rooster è indubbiamente una serie gustosa.