| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Taiwan, Giappone |
| Regia di | Sabu (II) |
| Attori | Reika Kirishima, Moon Lee, Shin'ichi Tsutsumi, Ethan Juan . |
| MYmonetro | 2,75 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 23 luglio 2026
La storia di un detective affetto dal morbo di Alzheimer.
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CONSIGLIATO SÌ
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Ispettore di punta della polizia di Taipei, Lee è incaricato di gestire con la sua squadra un'operazione antidroga. L'uomo, però, soffre da amnesia da stress e nel corso dell'operazione, svagato e senza appigli, provoca una tragedia. Tempo dopo, ancora affetto da perdita di memoria e roso dai sensi di colpa, Lee deve gestire il rapimento del figlio di un uomo d'affari giapponese. È l'inizio di un'avventura violenta e paradossale, dal momento che la memoria continua a svanire e l'uomo viene sospettato di essere l'autore del sequestro...
Tra il noir, la commedia e la farsa, SABU gioca come sempre coi generi e torna allo spirito e ai toni più leggeri delle origini.
L'interprete protagonista del film è del resto Shin'ichi Tsutsumi, già al centro dei primi
cinque film del regista giapponese, da Dagan Runner a Drive, e non è forse un caso che
Arrested Memory - storia di un personaggio che ha dimenticato il suo passato... - arrivi
proprio a trent'anni dagli esordi di Sabu. Nel film c'è tutto, l'action, le lotte coreografate, le
sparatorie, le indagini, i personaggi tonti, gli yakuza, i momenti comici, i fantasmi,
l'assurdo, il grottesco, il dramma cupo, il paradosso.
Una simile atmosfera, che un tempo si sarebbe definita pulp, è sostanzialmente la stessa
di sempre, e questo è precisamente il problema del film. L'inattualità fa della trama una
deriva decisamente idiota, forse divertente in potenza, ma in realtà un'accozzaglia di
elementi gratuiti e soluzioni visive facile (la fotografia contrastata, il montaggio serrato, la
musica che sottolinea una certa dissonanza, tra il dramma e la commedia).
Sabu lavora per accumulo, come ha sempre fatto, e in certi passaggi mostra come il suo
film potrebbe inaspettatamente prendere strade sorprendenti, o quantomeno inattese,
salvo tornare progressivamente su sentieri più battuti, man a mano che la mente del
protagonista si schiarisce.
Alla base del dramma del detective Lee c'è un trauma, e Sabu è abbastanza abile da
girare quella che potrebbe essere considerata come la scena primaria, o l'evento
scatenante, lasciando fuoricampo gli effetti di una sparatoria: quasi un modo per replicare
l'amnesia del suo personaggio e il suo vuoto. Non c'è comunque da prendere Arrested
Memory troppo sul serio, dal momento che ogni cosa è condotta con il piglio del
divertissement un po' bolso, a partire dall'assoluta assurdità di tutto cià che succede.
Inizialmente Sabu trucca un po' le carte e parte nel segno dell'azione cupa, poi il film
assume un'andatura lineare e, tra una stupidità e l'altra dei personaggi coinvolti (poliziotti
incapaci, imprenditori arroganti, tossici con il piglio del detective, ragazze molestate,
rapinatori simpatici e scemi...), cambia genere di continuo.
Con l'avvicinarsi della resa dei conti, la presa di coscienza del protagonista assume
sempre più valore e la sceneggiatura comincia a lasciare pezzi per strada, fino a una
chiusura affermata come una rivelazione. C'è anche spazio per un po' di melodramma, ma
onestamente l'effetto saturazione, in Arrested Memory, arriva davvero troppo presto...
Il detective Lee della polizia di Taipei sta preparando un'operazione con la sua squadra, tutto è organizzato ma all'ultimo momento un'improvvisa amnesia che lo colpisce provoca una tragedia, e molti suoi colleghi muoiono. Oppresso dal senso di colpa e visitato dai fantasmi dei poliziotti morti, Lee si vede affidare un altro caso, il rapimento del figlio di un ricco imprenditore. [...] Vai alla recensione »
Un uomo in smoking bianco e valigetta alla mano si aggira disorientato nell'atrio di una stazione. Un ronzio sordo nella testa, la vista che si sdoppia, un'accidentale collisione con un passante. Si muove con passo incerto, come se non sapesse perché si trovi lì, né che cosa contenga la valigetta. Riceve una telefonata: una voce gli indica una nuova destinazione.
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