| Titolo originale | Jeunes mères |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Belgio, Francia |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne |
| Attori | Babette Verbeek, Elsa Houben, Janaina Halloy, Jef Jacobs, Günter Duret Christelle Cornil, Claire Bodson, India Hair, Samir Hilmi, Mbundu Joely, Eva Zingaro, Adrienne D'Anna, Mathilde Legrand, Selma Alaoui, Fabrizio Rongione, Tijmen Govaerts, Othmane Moumen, Victoria Bluck, Marc Zinga, Laurent Caron, Gianni La Rocca, Amel Benaïssa. |
| Uscita | giovedì 20 novembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione, Lucky Red |
| MYmonetro | 3,69 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 20 novembre 2025
Le storie di cinque ragazze madri che si trovano ad affrontare difficoltà diverse ma solo apparentemente insuperabili. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, Giovani madri è 60° in classifica al Box Office. domenica 4 gennaio ha incassato € 294,00 e registrato 26.568 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Jessica, Perla, Julie, Arianne e Naïma sono cinque adolescenti che hanno trovato rifugio ed assistenza, ognuna per motivi diversi, in una casa rifugio per ragazze madri. Se ne seguono i percorsi che le vedono rischiare di arrendersi o cercare di superare le difficoltà che stanno alla base della loro scelta di dare alla luce una creatura.
I fratelli Dardenne, dopo aver lasciato prevalere la dura realtà nel film precedente, offrono qui uno spazio a una speranza che non si traduce in un happy end retorico.
Il film trae origine da un'indagine che i due registi hanno compiuto in una 'maison maternelle' nella zona di Liegi avendo in mente di realizzare un film con al centro una sola giovane madre. Le storie che hanno potuto ascoltare nel corso di quella visita li hanno spinti a scrivere una sceneggiatura in cui si seguono cinque storie tenendo sempre come punto di riferimento il centro di assistenza al quale le giovanissime protagoniste finiscono con il fare ritorno. Non si tratta, è bene chiarirlo, del classico film 'corale'. Ognuna di loro segue ed è seguita nel suo percorso individuale in cui fare emergere le più differenti situazioni di crisi.
C'è chi sta diventando madre senza aver ancora trovato una risposta al quesito fondamentale su perché sia stata abbandonata alla nascita. C'è chi vede scomparire dall'orizzonte il padre del nascituro o chi sente di dover dare al neonato un futuro di sicurezza economica ed affettiva che non ha avuto oppure chi, nonostante la forza di volontà, teme di non riuscire a stare per sempre lontana dall'attrazione della tossicodipendenza. C'è poi chi sviluppa un percorso meno complesso ma non per questo non importante.
I Dardenne si sono imposti, in questa occasione, di lasciare qualche spazio all'imperfezione in favore di una maggiore leggerezza. L'esito è quello di uno scavo nell'umanità delle proprie protagoniste colte sia nei momenti di crisi che in quelli in cui una luce in fondo al tunnel sembra potersi cogliere. Sempre con quella vicinanza che, anche se non è più quella di una camera che pedinava da vicino la Rosetta di una lontana Palma d'oro, fa sentire quanto l'umanesimo dardenniano si nutra dell'osservazione della realtà finalizzata non a una ipotetica e solo superficiale mobilitazione delle coscienze quanto piuttosto al desiderio di porre lo spettatore dinanzi ad interrogativi che non coinvolgano i massimi sistemi ma piuttosto la mai banale quotidianità.
Il loro cinema si colloca accanto alle persone e anche quando, come in questo ed in altri casi, i soggetti delle narrazioni sono estremamente distanti per età rispetto a loro sanno coglierne e portare sullo schermo l'intima verità grazie ad uno sguardo che non si ferma mai alla superficie e non si arroga il potere del giudizio.
Film in presa diretta di cinque giovanissime madri ospiti di un centro. Ognuna si trascina un presente difficile legato a un passato problematico. Il film si snoda raccontando le vicissitudini quotidiane diventando, verso il finale, magnanimo lasciando intravedere, non per tutte, una piccola luce che rischiara il futuro. Ad eccezione di una mosca bianca gli uomini sono assenti, ma non vogliamo colpevolizzar [...] Vai alla recensione »
Nel declino demografico del vecchio continente - e in modo macroscopico dell'Italia, segnata dalla fuga dei giovani all'estero in cerca di occasioni dignitose - colpisce che un film scelga di raccontare ragazze che, pur giovanissime e in condizioni sociali precarie, decidono di portare avanti gravidanze inattese. Con Giovani madri , premiato a Cannes, Jean-Pierre e Luc Dardenne tornano ad abitare quella [...] Vai alla recensione »
Jessica, Perla, Julie, Arianne e Naïma sono cinque ragazze ospiti di una casa d'accoglienza per ragazze madri, ognuna con una vita diversa, ma accomunate dalla maternità. Sono loro le protagoniste del film Giovani madri di Jean-Pierre e Luc Dardenne che all'ultimo festival di Cannes ha vinto la Palma d'oro meritatissima per la miglior sceneggiatura.
Cinque ragazze madri ospiti d'una casa famiglia, e la cinepresa dei Dardenne che più che pedinarle le accompagna. C'è chi ha già partorito e chi ha ancora il pancione, chi ha un compagno, ex tossico come lei, ora lui ne è fuori, lei forse non del tutto, cercano casa. Ce chi con il compagno ha rotto. Chi il bambino intende darlo in adozione, anche se mamma si offre di crescerlo lei mentre Ariane tornerà [...] Vai alla recensione »
I fratelli Dardenne sono tornati. Non che fossero mai andati via, ma gli ultimi film non avevano più la sfrontata energia degli esordi. Ebbene, Giovani madri (passato in concorso a Cannes 2025) ritrova la potenza di un tempo seguendo le vicissitudini di alcune ragazze che hanno, o stanno per avere, dei bambini in (quasi) totale assenza dei padri e dei familiari.
Sono cinque le protagoniste di i (2025, 105'): Jessica (Babette Verbeek), Perla (Lucie Laruelle), Julie (Elsa Houben), Ariane (Janaina Halloy Fokan) e più sullo sfondo Naïma (Samia Hilmi). Come si trattasse di un occhio oggettivo, quasi da documentario, la macchina da presa le segue nelle ore e nei giorni in cui affrontano il peso più grande. Hanno avuto o stanno per avere un figlio o una figlia, e [...] Vai alla recensione »
Sullo sfondo del Belgio con- temporaneo, alcune ragazze madri in difficoltà economiche sono ospitate in una casa famiglia. Si seguono le vicende di quattro di loro: c'è quella che ha già deciso di dare in affido il neonato; chi sta cercando una dimora ove creare un nuovo nucleo familiare; una si è già rassegnata a crescere il figlio da sola, mentre un'altra s'illude ancora che il padre possa assumersi [...] Vai alla recensione »
In un casa-famiglia per ragazze madri di Liegi, in Belgio, coabitano temporaneamente le adolescenti Jessica, Perla, Julie, Ariane e Naïma. Le situazioni personali sono differenti, ma quasi tutte provengono da contesti disagiati, hanno legami fragili con le famiglie d'origine e devono decidere da sole (con giusto un'eccezione) se tenere o dare in affido i propri figli.
C'è nell'ultima prova degli stimati, pluripremiati fratelli belgi Dardenne il senso delle cose ultime, ovvero delle prime: "Il volto di un bambino è il futuro, un futuro aperto, ci sono così tante possibilità". Sicché Giovani madri, distinto all'ultimo Festival di Cannes per la migliore sceneggiatura, appena approdato nelle nostre sale. In una casa-famiglia per giovani madri, i Dardenne seguono Jessica, [...] Vai alla recensione »
In una casa famiglia per giovani madri, cinque adolescenti cresciute in circostanze difficili lottano per una vita migliore da regalare a se stesse e ai i propri figli. Premiati per la migliore sceneggiatura all'ultimo Festival di Cannes,i fratelli Luc e Jean Pierre realizzano con Giovani madri un film corale, coraggioso, lucido e appassionato, che celebra la vita e l'essere umano, sempre al centro [...] Vai alla recensione »
Giovani madri segue il percorso di alcune minorenni di Liegi accolte in un centro per madri in difficoltà. Il desiderio di descrivere il funzionamento del centro è portato avanti con uno zelo quasi pedagogico che potrebbe giocare a sfavore del film. Invece arriva a toccare una corda sensibile, come se ogni scena "inutile" che de scrive la vita nella casa per madri e figli trasmettesse l'emozione dei [...] Vai alla recensione »
Giovani madri" o ragazze madri? Il titolo del nuovo film dei Dardenne può trarre in inganno. Per evitare lo stigma celato nell'espressione "ragazze", oggi pare si debba dire "giovani". Eppure le tante protagoniste di questa frenetica "ronde", che passa continuamente da un personaggio all'altro, sono proprio ragazze se non adolescenti. Ospiti di un centro di accoglienza a Liegi che consente a queste [...] Vai alla recensione »
Jessica, Perla, Julie, Ariane e Naïma, ragazze madri in difficoltà, sono ospitate in una casa-famiglia di Liegi in cui l'ottimo personale cerca d'insegnarle ad assumersi la nuova e spesso drammatica responsabilità e predisporre una vita migliore per sé stesse e i loro bambini. Con "Giovani madri" i fratelli belgi Dardenne proseguono nella scrittura, produzione e regia di film, sempre in concorso e [...] Vai alla recensione »
In concorso allo scorso Festival di Cannes, Jeunes Mères ora in sala col titolo Giovani madri, è il migliore film fra gli ultimi di Jean-Pierre e Luc Dardenne, i fratelli registi belgi due volte Palma d'oro, rivelati proprio sulla Croisette dallo spiazzante Rosetta (1999) - la cui protagonista, Émilie Dequenne, è mancata lo scorso marzo. Le «giovani madri» del titolo sono alcune ragazzine giovanissime, [...] Vai alla recensione »
Fratelli Dardenne, gli immortali... Tredicesimo lungometraggio nell'identica alta classe, anche qui autori di un realismo pedinatorio del corpo-anima di soggetti instabili in lotta col dominio delle regole della presunta civiltà, i Loach dell'identità nevrotica d'affine compassione politica e disperata lungimiranza a divieto di naturalismo. Adolescenti incinta combattono se stesse e tra loro in casa-famigli [...] Vai alla recensione »
Cinque ragazze madri raccontano la loro storia dopo essere entrate in una casa di accoglienza. I fratelli Dardenne continuano a guardare al sociale, cifra distintiva del loro cinema fatto (bene) di vicende comuni ma mai banali con protagoniste tratte dalla quotidianità e non da Hollywood. Un film in cui si entra lentamente e da dove non si vorrebbe più uscire. Da Il Giornale, 20 novembre 2025
Il cinema dei fratelli Dardenne rimane un cinema non riconciliato anche se non raggiunge più le punte di ruvida analisi sociale toccate con "Rosetta" e "L'enfant", entrambi Palma d'oro a Cannes, rispettivamente nel 1999 e 2005. Senza essere solo cineasti da festival, i Dardenne hanno un'indubbia audience nelle platee più colte e cinéphile, come testimoniano altri premi riportati sulla Croisette, dal [...] Vai alla recensione »
Due cortometraggi, sette documentari e 13 lunghi. Il cosiddetto "sistema Dardenne" è dentro queste coordinate di un cinema apparentemente inamovibile dal suo partito preso estetico e ideologico. Altrettanto vero è che la regolare irregolarità produttiva dei fratelli - un nuovo film ogni due o tre anni - ci ha abituato a delle fluttuazioni qualitative: pensiamo soprattutto a L'età giovane e Tori e Lokita. [...] Vai alla recensione »
I fratelli Dardenne hanno girato il loro film in una maison maternelle, luoghi che accolgono donne in difficoltà. In questa oasi di tranquillità si muovono le quattro protagoniste, ognuna con la sua storia. Jessica (Babette Verbeek), Julie (Elsa Houben), Ariane (Janaïna Halloy Fokan) e Perla (Lucie Laruelle), a cui si aggiunge la luminosa Naïma (Samia Hilmi).
Ragazze madre in continua lotta con la propria vita e la società reagiscono in modo differente a una maternità problematica. Fedeli a se stessi, i fratelli belgi continuano la loro osservazione sul mondo più emarginato, ritrovando lo sguardo più essenziale, stratificando un film che rischia tuttavia di avere una struttura fin troppo meccanica, confermando comunque l'addolcimento in atto da tempo, con [...] Vai alla recensione »
Una casa di sostegno per giovani madri è il luogo da cui partono e ritornano le giornate delle cinque protagoniste di Jeunes mères, decimo film in Concorso a Cannes dei fratelli Dardenne: un pedinamento corale, a staffetta, di figlie segnate dal passato e non ancora pronte a essere mamme. Tossicità assortite, genitori mancanti o ingombranti, uomini violenti o indifferenti, depressioni post partum: [...] Vai alla recensione »
Non so, non ho contato quante volte i Fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne sono stati al Festival di Cannes, in ogni caso hanno già vinto la Palma d'oro due volte: nel 1999 con Rosetta e nel 2005 con L'enfant - appartengono quindi a quel ristretto empireo di grandi registi che hanno avuto questo onore insieme a Francis Ford Coppola, Shohei Imamura, Emir Kusturica, Bille August (ohibò, ahimè!!!), Michael [...] Vai alla recensione »
Il metodo dei fratelli Dardenne viene da lontano, dai documentari d'inizio carriera, fondati sull'ascolto di vicende personali dentro la crisi del mondo operaio di fine anni '70 e '80, e dal lavoro con gli interpreti dei progetti di finzione, in cui il personaggio veniva costruito a partire dalla realtà che lo conteneva, dialogo dopo dialogo, prova dopo prova, e il film diventava uno spazio da vivere: [...] Vai alla recensione »
Le Jeunes Mères sono le ragazzine che vivono in una casa di accoglienza a Liegi, in Belgio, hanno quindici anni, poco più o poco meno, famiglie e vissuti complicati e sono tutte giovani madri. Un figlio, una figlia, i compagni spesso coetanei passata l'iniziale eccitazione del «sogno famigliare» si sono volatilizzati con egoismo o immaturità spesso avallata dai genitori, e loro si ritrovano così madri [...] Vai alla recensione »
Se la presenza dei fratelli Dardenne nel concorso principale di Cannes non desta alcuno stupore, dato che si tratta della decima occasione per conquistare la Palma d'Oro (e due volte la pesca è stata fruttuosa, con Rosetta e L'enfant) su un totale di tredici lungometraggi portati a termine in poco meno di quarant'anni di lavoro, Jeunes mères presenta delle pur minime variazioni rispetto allo schema [...] Vai alla recensione »
Dopo L'enfant il tema della maternità torna ad attraversare il cinema dei fratelli Dardenne. Con Jeunes mères i due cineasti belgi lo affrontano in un film dal respiro più corale e si concentra soprattutto su cinque adolescenti (Jessica, Perla, Julie e Naima e Ariana) che vivono in una casa famiglia per giovani madri e lottano per avere un futuro migliore per sé stesse e per i loro figli.
Con Jeunes Mères, i fratelli Dardenne ritrovano quella luce che in alcune recenti prove (Young Ahmed, Tori et Lokita) era rimasta soffocata da allegorie pesanti o da una drammaturgia troppo scoperta. Qui, finalmente, la macchina da presa non cerca più di dominare la realtà, ma si mette umilmente al suo servizio con una chiaroveggenza etica rara: non si limita a rappresentare l'umano, ma lo cerca, lo [...] Vai alla recensione »