| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Francia |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Alice Winocour |
| Attori | Angelina Jolie, Louis Garrel, Ella Rumpf, Garance Marillier, Finnegan Oldfield Miglen Mirtchev. |
| Distribuzione | Plaion Pictures |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 20 ottobre 2025
Un viaggio introspettivo pieno di insidie per una regista americana, che a Parigi scoprirà la sua vera essenza.
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CONSIGLIATO SÌ
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Angelina Jolie è Maxine Walker, regista americana neodivorziata, proveniente dal cinema di genere e alle prese per la prima volta con un lavoro per il settore della moda, ma anche con un'inaspettata diagnosi medica che la costringe a riconsiderare ogni scelta; Anyier Anei è Ada, una giovanissima modella nata in Sud Sudan e cresciuta in Kenia, scappata dalla guerra, che si ritrova a Parigi di nascosto dal padre, senza aver mai camminato sui tacchi, per l'occasione che potrebbe cambiarla la vita; Ella Rumpf, infine, è Angèle, truccatrice esperta, sempre di corsa tra un set fotografico e l'altro, col sogno di pubblicare un giorno le cose che scrive nel pochissimo tempo libero.
Tre attrici, tre personaggi, tre donne, riunite nell'unità di tempo e di luogo di una Fashion Week parigina. Un'altra donna le guarda da dietro l'obiettivo della camera, Alice Winocour, che si è fatta conoscere grazie alla sceneggiatura di Mustang e firma con Couture il suo quinto lungometraggio da regista.
C'è una forte intenzione programmatica rispetto all'oggetto/soggetto del film, e cioè l'universo femminile osservato in alcuni suoi pianeti, distanti tra loro ma collegati in un'ideale galassia di genere, che pesa in parte sull'esito finale del film, il quale sembra correre ai ripari, per cautelarsi dall'accusa di separatismo, includendo il personaggio del direttore della fotografia interpretato da Garrel, partner giustamente volitivo sul lavoro ma capace, nel privato, di vedere la sofferenza e di starle accanto. C'è, però, all'opera anche una prova significativa e apprezzabile di femail gaze: un'attenzione alla modalità di esposizione del corpo, che dà significato alla scelta dell'ambientazione nel mondo delle sfilate, un entrare consapevole in scena, sullo sfondo, della vicenda autobiografica di Jolie, e un risvolto empatico e seminascosto di tutti e tre i personaggi principali, simile a quel punto invisibile dentro il quale la giovane sarta che ha appena completato il suo primo abito da sola cuce un capello per portafortuna.
La problematicità senza scampo della combinazione di carriera e vita privata, nel personaggio della regista, che la porta quasi a mettere in discussione il da farsi ("Ho lavorato così tanto per arrivare qui"); il peso sentimental-ricattatorio della richiesta del fratello di Ada perché lei torni ad alleviare la sua solitudine, col senso di colpa che può derivarne in chi si sta faticosamente emancipando; la difficoltà di credere in se stessa di una donna che non ha studiato per scrivere, ma la scrittura la pratica in ogni momento libero (con la benedizione di Marguerite Duras, che vale molto di più del giudizio di qualche editor a pagamento), sono sfumature che arricchiscono questi ritratti in movimento, non proprio finemente dettagliati. Il progetto di scrittura della make up artist, che trascrive e traduce sulla carta gli incontri con le donne che le capita di incrociare, per un tempo più o meno breve, è naturalmente il progetto stesso del film, ma l'occasione avrebbe meritato maggior approfondimento.
In Couture, Alice Winocour cuce - letteralmente e simbolicamente - le sue ossessioni di sempre: il corpo, il trauma, la resilienza. Il titolo è la chiave di volta di un film che si interroga sulla possibilità (e sul limite) del ricucire. Dalla sartoria all'oncologia, dal gesto della truccatrice che nasconde le piaghe ai lembi di pelle che si segnano per l'intervento, Couture è un film sul "taglio" [...] Vai alla recensione »
Abbiamo una vera responsabilità su ciò che ci accade? Anche quando sembra essere al di là di ogni possibile comprensione? Questo è ciò che si chiedono i protagonisti di Couture, l'ultimo film di Alice Winocour presentato in anteprima al Festival di Toronto e in seguito alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public. Il film racconta la storia di tre donne molto diverse tra loro durante il [...] Vai alla recensione »