| Titolo originale | A Magnificent Life |
| Anno | 2025 |
| Genere | Animazione |
| Produzione | Francia, Lussemburgo, Belgio |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Sylvain Chomet |
| Tag | Da vedere 2025 |
| MYmonetro | 3,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 23 maggio 2025
Marcel Pagnol, ormai anziano, rivive l'infanzia in Provenza guidato dal suo sé bambino, per scrivere a puntate la propria storia su Elle.
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CONSIGLIATO SÌ
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Marcel Pagnol è già un uomo più che maturo, che ha fatto tantissimo nella vita e che quasi quasi si annoia, quando riceve la richiesta, da parte della caporedattrice di Elle, di scrivere a puntate la sua storia, a partire dall'infanzia in Provenza. Mentre cerca di raccogliere le idee per capire come affrontare il foglio bianco, gli appare accanto il sé stesso bambino, che lo aiuta a farsi strada tra gli avvenimenti del passato.
Ci sono vite che ne contengono altre.
La compresenza delle diverse età di Marcel, nel film di Sylvain Chomet, racconta l'esistenza di un Pagnol bambino poeta per la madre che perde troppo presto, un Pagnol genio del teatro (Les marchands de gloire, Topaze, Marius), un Pagnol pioniere del cinema sonoro (la trasposizione di Marius, per la regia di Alexander Korda, e poi Fanny e César), un Pagnol romanziere di grande successo. E c'è anche il Pagnol inventore, che insegue vanamente il moto perpetuo, ma il cui successo straordinario sta proprio nelle necessarie ripartenze, nelle continue trasformazioni della materia creativa. Nato a Aubagne, in Provenza, nell'anno in cui i Lumières filmavano L'arrivo del treno, Marcel Pagnol, nel biopic di Chomet, insegue un grande avvenire in nome di una promessa fatta alla madre. Il suo strumento è la parola, che si posa sulla carta, si libera sul palcoscenico, s'imprime sulla pellicola; il suo credo è il realismo; la sua ombra è Vichy. Più tradizionalmente narrativo dei precedenti lavori di Chomait, e un po' meno ispirato, Marcel et Monsieur Pagnol è ugualmente straordinario nel disegno. I tetti di Parigi e la campagna provenzale, il cinema di Londra e i bar del porto di Marsiglia, il mulino e Montecarlo: non c'è ambientazione che non sia un piacere leggere attraverso il filtro del colore di Chomet, il suo tratto acuto e elegante, anche quello in perpetuo movimento.
Ed è un racconto sincretico, quello di Marcel et monsieur Pagnol , che combina il disegno alla musica (di Stefano Bollani) e alla grafica, mescolando i formati, per costruire un'atmosfera viva e pulsante, che trascina il passato al tempo presente. Marcel e la moglie che arrivano alla Gare di Lyon e aspettano pazienti che il treno riparta per Parigi, ignari di trovarsi già lì; il vocione di Raimu che si zittisce giusto per architettare in segreto l'aggiunta allo spettacolo di una scena tagliata, capace di conquistare il pubblico; l'invenzione della Topazette a tre ruote; i veri film di Pagnol, soprattutto, ritagliati e proiettati in bianco e nero all'interno del racconto a colori: quasi un trucco di magia, un virtuosismo degno di un "Illusionista", per citare l'altro film che Chomet ha dedicato al cinema. Ma tutti i suoi film, in fondo, sono omaggi alla magia del cinema, riflessioni tenere e malinconiche sul tempo e sul movimento, sull'arte che più di tutte è in grado di mostrare la vertigine del tempo che scorre ma anche l'illusione di riuscire a farlo tornare. È questo lavoro della memoria, che visita l'essere umano contravvenendo alle leggi di natura, che Chomet inscena nel film, attraverso la curiosità e l'intraprendenza di Marcel Pagnol, attraverso i lutti, gli amori, le guerre e le nuove tecnologie; restituendo a un grande narratore il diritto di essere a sua volta personaggio.
Dopo aver diretto la parentesi live action di Attila Marcel (2013) e il prologo animato di Joker: Folie à deux (2024), Sylvain Chomet torna alla regia di un lungo d'animazione a 15 anni da L'illusionista. Se il pretesto è tratteggiare il profilo del drammaturgo, regista e scrittore Marcel Pagnol, il vero scopo è celebrare il cinema. Entrambi nati in Francia nel 1895, Pagnol e la settima arte crescono, [...] Vai alla recensione »
Tra i titoli più attesi sulla Croisette c'era anche Marcel et Monsieur Pagnol, ritorno alla regia di un lungometraggio d'animazione di Sylvain Chomet, già entrato nella storia del cinema grazie a Appuntamento a Belleville e L'illusionista. Archiviata a suo tempo e senza troppi entusiasmi la sequenza animata di Joker: Folie à Deux, usciamo anche questa volta dalla sala perplessi, con la convinzione [...] Vai alla recensione »
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