| Titolo originale | Nakon ljeta |
| Anno | 2024 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Croazia, Slovenia, Serbia, Bosnia-Herzegovina, Romania |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Danis Tanovic |
| Attori | Anja Matkovic, Uliks Fehmiu, Goran Navojec, Mario Knezovic, Marija Skaricic Mirela Brekalo, Snjezana Sinovcic, Luka Juricic Rocco, Boris Ler, Ivana Roscic, Jadranka Matkovic, Milivoj Beader, Almir Palata. |
| MYmonetro |
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Ultimo aggiornamento venerdì 24 gennaio 2025
Maja giunge su un'isola per sistemare una questione ereditaria. La attendono eventi inaspettati. In Italia al Box Office My Late Summer ha incassato 157 .
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CONSIGLIATO N.D.
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Maja, una giovane donna, raggiunge un'isola dell'est dell'Adriatico intenzionata a regolarizzare una questione ereditaria nonostante il parere contrario della madre. L'unica avvocato disponibile la avverte che la pratica richiederà molto tempo. Costretta a una permanenza non prevista trova lavoro come cameriera in un bar all'aperto di proprietà del sindaco il quale le offre in cambio l'alloggio. L'incontro con uno scrittore che si trova in un momento di stallo la coinvolgerà sul piano dei sentimenti.
Danis Tanovic realizza un film che si riferisce a troppi generi finendo con il privarlo dell'efficacia che avrebbe potuto avere.
Scritto insieme ad Anja Matkovic, protagonista del film ed ex sciatrice della nazionale croata, il film del regista che nel 2001 vinse il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes con No Man's Land ottenendo poi l'Oscar come miglior film straniero inizialmente affronta una situazione che ricorda quel film. Là trovavamo dei militari, nel corso della guerra nella ex Jugoslavia, bloccati in una trincea. Qui abbiamo, in una situazione decisamente meno pericolosa, la protagonista costretta a rimanere su un'isola molto più a lungo di quanto aveva previsto. Se però nel suo brillante film di esordio il regista bosniaco aveva saputo dosare con efficacia l'elemento drammatico e quello da commedia qui il mix non riesce a causa della sovrabbondanza di generi. Abbiamo una pretesa ad una eredità di cui a un certo punto scopriremo le ragioni. Ci viene proposta una figura femminile, al contempo solare e tormentata, che si fa coinvolgere in una storia d'amore quasi a prima vista che però poi presenterà delle complicazioni. C'è un simpatico sindaco che coltiva marjuana sperando di non essere scoperto (pena l'impossibilità di essere rieletto). A tutto ciò si aggiungono personaggi di contorno tra cui un'anziana donna convinta di essere ancora al tempo della seconda guerra mondiale e pronta ad imbracciare un fucile per sparare ai fascisti.
La continua alternanza di queste ed altre situazioni (c'è anche una ristrutturazione in corso) fa sì che venga a mancare una linea chiara di narrazione. Si passa dalla commedia al melodramma per poi proporre una caratterizzazione. Il tutto in un contesto ambientale fotografato con un così ampio respiro che più che a una tarda estate meteorologica fa pensare a una condizione dell'anima che però non è sufficientemente sostenuta, non tanto dalle interpretazioni, quanto dallo script.
Una giovane donna arriva su un’isola dalmata per risolvere una questione legata a un’eredità di famiglia. La ricerca dell’eredità si trasformerà in una ricerca della propria identità e in una richiesta di perdono.
Maja, una giovane donna, raggiunge un’isola dell’est dell’Adriatico intenzionata a regolarizzare una questione ereditaria nonostante il parere contrario della madre. Costretta a una permanenza non prevista trova lavoro come cameriera in un bar all’aperto di proprietà del sindaco il quale le offre in cambio l’alloggio. L’incontro con uno scrittore che si trova in un momento di stallo la coinvolgerà sul piano dei sentimenti.
Danis Tanovic realizza un film che si riferisce a troppi generi. Ci viene proposta una figura femminile, al contempo solare e tormentata, che si fa coinvolgere in una storia d’amore quasi a prima vista che però poi presenterà delle complicazioni. C’è un simpatico sindaco che coltiva marjuana sperando di non essere scoperto. A tutto ciò si aggiungono personaggi di contorno tra cui un’anziana donna convinta di essere ancora al tempo della seconda guerra mondiale e pronta ad imbracciare un fucile per sparare ai fascisti. La continua alternanza di queste ed altre situazioni fa sì che venga a mancare una linea chiara di narrazione.