| Titolo originale | Un Métier Sérieux |
| Anno | 2023 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Thomas Lilti |
| Attori | Vincent Lacoste, François Cluzet, Adèle Exarchopoulos, Louise Bourgoin, William Lebghil Lucie Zhang, Théo Navarro-Mussy, Léo Chalié, Bouli Lanners, Mustapha Abourachid, Hubert Myon, Sylvie Lachat, Justine Bachelet, Valérie Crouzet, Jérémy Gillet, Foëd Amara, Rebecca Finet, Laurent Mendy, Olivier-Pierre Richard, Géraldine Schitter, Elena Plonka. |
| Uscita | giovedì 17 aprile 2025 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,09 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
|
Ultimo aggiornamento martedì 15 aprile 2025
Benjamin, dottorando senza borsa di studio, accetta una cattedra a contratto in un college. In Italia al Box Office Guida pratica per insegnanti ha incassato 54,7 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
L'estate è finita e un nuovo anno scolastico sta per cominciare. Gli studenti affollano il cortile e i professori risalgono in cattedra. A un team di insegnanti impegnati e affiatati, si aggiunge Benjamin, un giovane supplente di matematica con zero esperienza e tante domande sulla professione. Sbarcato in una scuola ordinaria nella banlieue di Parigi, scoprirà a sue spese i problemi e le gioie della trasmissione.
Dopo aver affrontato il tema della salute da diverse angolazioni (ospedali, studi medici di città e di campagna...), dopo aver messo in scena le prove e le tribolazioni della professione medica, denunciando il progressivo disimpegno dello Stato francese, Thomas Lilti passa all'istruzione.
Un nuovo anno scolastico, un corpo docenti esperto e una nuova recluta dal volto familiare: Vincent Lacoste. L'universo cambia, ma prassi e ambizione rimangono le stesse: raccontare la storia di un'istituzione attraverso ritratti umani e un tono da qualche parte tra impegno e feel-good. In eco con Ippocrate (il film e la serie), Il medico di campagna e Il primo anno, Guida pratica per insegnanti entra in classe e solleva la stessa domanda: come trovare un senso in una professione sempre più denigrata e impoverita? Accompagnando la vita quotidiana dei suoi insegnanti, osservati dentro e fuori la scuola, questa commedia sociale rintraccia tutto quello che rende il loro impegno così speciale, malgrado i cali di vento e lo stato di fragilità in cui versa la categoria.
Tra leggerezza e gravità, ognuno fa quello che può contando sulla solidarietà dei colleghi per sentirsi meno solo e isolato in quel pasticcio di precarietà, speculazione dei bilanci e valzer dei programmi. La 'nave scuola' oscilla ma avanza facendo i conti con le risorse umane che ha a disposizione. Ed è quest'arte dell'intraprendenza e della partecipazione, che Thomas Lilti illustra sensibilmente, raccontando un anno di scuola (secondaria) in forma di cronaca casuale, una dichiarazione d'amore a tutti gli educatori di buona volontà.
Vincent Lacoste, François Cluzet, Adèle Exarchopoulos, Louise Bourgoin, Lucie Zhang incarnano un corpo coeso e un'identità forte, rianimando una professione stremata. Gli attori prendono le misure dell'impegno personale che rappresenta il mestiere dell'insegnante e traslocano nella periferia francese. Siamo a Parigi ma l'essenziale è universale: l'educazione è un'arte delicata ma vitale.
Motore della storia è il lunare professore di maths di Vincent Lacoste, che impara il potere dell'istruzione e si affida ai suoi colleghi, raccontati a turno come in una serie televisiva. Guida pratica per insegnanti è un omaggio a una professione declassata, a tutti i prof che fanno molto con poco, una qualità della coscienza che si chiama parsimonia. Componendo con note impressionistiche e frammenti di vita privata, il film sale e scende dalla cattedra per restituire vernice e prestigio a quello che un tempo era "il lavoro più bello del mondo".
Sbilanciato dalla parte dei buoni sentimenti, Guida pratica per insegnanti è il perfetto grand film publique che trova il suo punto di svolta in un giovane allievo difficile (Bilel Souidi). Con lui il racconto si lascia alle spalle l'intenzione verista per seguire una linea, una figura, un temperamento e un vero dramma. Un personaggio e una storia da sviluppare magari in stagioni televisive e anni scolastici successivi.
Un mestiere serio. È così che - fin dal titolo originale francese - nel dirompente film di Thomas Lilti viene descritto l'insegnamento, evitando di mitizzarlo esplicitamente come «missione» e schivando, così, il rischio della retorica. La maestria sta nel farne ugualmente emergere i tratti eroici, grazie a una prospettiva chiara: quella da dietro la cattedra.
Un anno scolastico in un istituto della periferia parigina, e il punto di vista è quello dei prof. C'è il giovane alla prima supplenza che a casa prova e riprova la lezione del giorno dopo e cerca dritte su Internet, esiste un tutorial per tutto, due dita sulla cattedra e la classe si calma all'istante, garantisce l'esperto. C'è chi ospita il collega che è stato mollato dalla donna e sta piuttosto [...] Vai alla recensione »
Ennesimo "school-movie" alla francese nel quale un gruppo di insegnanti, il veterano, il pivellino, la prof stressata da casa e scuola, si confronta ogni giorno con problemi educativi e personali. Solito team di bravi attori, di ambientazioni credibili, di situazioni ben conosciute, ma il tutto sa di niente di nuovo: fare il prof è duro, frustrante, tuttavia regala intensi rapporti umani.
Ecco un nuovo capitolo della lunga filmografia sull'insegnamento. C'è solo una novità: sostituendo il camice bianco con uno grigio, Thomas Lilti non intende esaminare un'istituzione affetta da depressione e insegnanti che soffrono di burnout. Il suo esame clinico e benevolo è senza pregiudizi: attraverso il personaggio di Benjamin (Vincent Lacoste), giovane supplente di matematica, vuole mostrare, [...] Vai alla recensione »
Tra i capitoli più pregnanti di Diario di scuola, il personalissimo testo che Daniel Pennac dedica al mondo della scuola, uno squarcio di come lui, da studente e poi da docente, abbia inteso e guardato a questo strano oggetto del desiderio, uno è intitolato "Diventare" e si concentra sul significato dell'esperienza che conduce al riconoscimento di sé stessi, della persona che siamo e, nello specifico, [...] Vai alla recensione »
Sembra ieri che Vincent Lacoste, con la giusta faccia da fumetto, si faceva ammirare sullo schermo nel film "Il primo bacio", diretto da Riad Sattouf. Lo conoscevamo già per il fumetto "L'arabe du futur", forma di racconto che i francesi chiamano BD, come "Bande Dessinée", e tengono in gran considerazione. Oltre al resto, era un ritratto, spesso satirico e spesso doloroso, di un giovane francese di [...] Vai alla recensione »
Alla fine dell'estate un affiatato gruppo di insegnanti di una scuola secondaria si ritrova per iniziare un nuovo anno scolastico. Si unisce a loro Benjamin, un giovane supplente alla prima esperienza, che presto si trova a confrontarsi con le difficoltà del mestiere. Grazie ai colleghi scoprirà quanto sia viva la passione per l'insegnamento all'interno di un'istituzione sempre più fragile.
Ancora in classe, la sensibilità del cinema al posto della macchinosa indifferenza dei ministeri: con La sala professori, Il ragazzo dai pantaloni rosa, L'anno che verrà, La classe (bastano?) questo è un nuovo capitolo sulla delicata orologeria della formazione e della carica necessaria per cercare equilibri e risultati, qui dalla parte degli insegnanti.
La scuola è spesso terreno fertile per interessanti opere cinematografiche, e la vita scolastica con le sue complesse interazioni offre da sempre la possibilità di indagare un vasto spaccato della società, e a seconda del punto di vista del regista permette infinite variabili. Solo guardando la produzione degli ultimi anni la troviamo al centro di interessanti documentari quali Mr.
Peccato non sia mai stata introdotta, nel sistema istruttivo della scuola pubblica nostrana ed estera, una materia dal nome cristallino come l'acqua di un ruscello di montagna: umanità. Non in senso lato o filosofico, ma in quello pieno del vivere. Restando, cioè, umani nel fronteggiare tutto ciò di bello o problematica che l'esistenza avrebbe da offrire.
Non mostrateci altri film francesi altrimenti espatriamo sul serio. La culla del cinema continua ad essere sempre anche fucina bruciante e attuale del presente. Visto Guida pratica per insegnanti (troppo Douglas Adams in italiano, ma fa niente) e non puoi vedere altro per qualche giorno, almeno. Dopo averci mostrato che essere medico, fare il medico (di campagna o di famiglia è uguale, tanto non esistono [...] Vai alla recensione »
Benjamin (Vincent Lacoste), insegnante di matematica senza esperienza, riceve l'incarico di supplente in un liceo: la sintonia con l'impegnato gruppo docente lo aiuterà ad affrontare le difficoltà della professione. Quello di Thomas Lilti è un cinema umanista che parte dalla constatazione realistica di un contesto sociale definito: in esso fa agire un intreccio finzionale che, senza forzare i toni, [...] Vai alla recensione »
Thomas Lilti, classe 1976, regista e sceneggiatore francese ... e medico, ha debuttato sul grande schermo nel 2014 con Ippocrate, sono seguiti poi Il medico di campagna (2016) e Il primo anno (2018) "Con Ippocrate, Il medico di campagna e Il primo anno, quasi senza volerlo, ho realizzato una sorta di trilogia. Anche se la serie Hippocrate, di cui ho appena concluso le riprese della prima parte della [...] Vai alla recensione »
Thomas Lilti è un vero e proprio regista delle professioni. Dopo la trilogia dedicata alla figura del medico, composta da Ippocrate, Il medico di campagna e Il primo anno, eccolo slittare verso un altro lavoro fondamentale eppure sottovalutato dell'oggi: l'insegante. Tale è la premessa di Guida pratica per insegnanti, titolo originale Un métier sérieux (Un lavoro serio), in sala dal 17 aprile distribuito [...] Vai alla recensione »
Ci sono tanti riflessi, tanti incroci, tante corrispondenze nella filmografia di Thomas Lilti, che a cinque anni da Il primo anno torna con Guida pratica per insegnanti (che arriva nelle sale italiane a quasi due anni dall'anteprima al Festival di San Sebastián). Sarà che, per lui, fare film è una questione seria, una vocazione precoce, un approdo tardivo: figlio di un medico, ha dapprima seguito le [...] Vai alla recensione »