| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 119 minuti |
| Regia di | Marco Amenta |
| Attori | Rose Aste, Daniele Monachella, Marco Zucca, Andrea Melis . |
| Uscita | giovedì 13 giugno 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Fandango |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,04 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 7 giugno 2024
Una donna cerca di preservare la bellezza selvaggia della sua Sardegna. In Italia al Box Office Anna ha incassato 44,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Anna è una ragazza sarda che ama pascolare le pecore e vendere il formaggio. Abita e lavora la terra di suo padre, fin quando un giorno non vogliono costruirci un grande albergo sopra. Anna intraprenderà una battaglia personale e legale contro tutti e tutto per difendere la sua terra.
È un ritratto femminile potente e capace di rimanere impresso, il nuovo film di Marco Amenta.
Ha per protagonista Rose Aste, più convincente che mai nei panni della Anna del titolo, una ragazza sarda che ama pascolare le sue pecore e vendere il formaggio. Almeno fin quando non vogliono spodestarla, con l'intenzione di costruire un albergo sulla sua terra, di cui pare non abbia il certificato di proprietà. Provano a convincerla con le buone, poi con le cattive, ai tentativi di corruzione si alternano ammonimenti e gesti intimidatori, ma Anna non si lascia intimidire. Perché è sarda, perché è libera, perché ci tiene a tutelare la sua terra e la memoria di suo padre. Un inno alla rivendicazione delle proprie radici e insieme alla forza millenaria di Davide contro Golia, dei giusti che si battono per le giuste cause, anche se sono perse, anche se sono da soli. Amenta sta ben attento a non firmare un'agiografia lontana dal reale, ma a restituirci il ritratto eroico di una donna imperfetta, aspra, diffidente, irascibile, lontana da ogni stereotipo letterario e cinematografico. I suoi difetti non adombrano la sua impresa, anzi la esaltano, perché la storia - vera - è fatta da persone comuni e piene di problemi che un giorno decidono di ribellarsi. Senza alleati potenti, senza strategie, basandosi esclusivamente sui propri valori e sulla determinazione a non subire più violenze e prepotenze. Anna, purtroppo, ne subirà diverse prima di arrivare al gran finale che restituisce il senso di vivere in una comunità che (forse) non si lascia comprare. È un film drammatico dal respiro ampio di utopia, questo Anna, che incanta, conquista e convince, facendosi perdonare picchi di eccessivo pathos (su tutte, la rabbia legittima della protagonista esplode in troppe scene madri, più misura avrebbe giovato). Una storia di resistenza contro il potere, insieme capitalistico e maschilista, che solo una donna è in grado di combattere.
La performance di Rose Aste, scelta dopo numerosi provini, è generosa e la regia è ben attenta a riprenderne ed esaltarne la bellezza della vita che si è scelta, a stretto contatto con la sua terra, il suo mare e i suoi animali. Un contatto simbiotico, ancestrale, che nessuna multinazionale potrebbe mai comprare. Funziona la scelta di mantenere il dialetto sardo nella prevalenza dei dialoghi, per dare un'ulteriore spessore di autenticità al racconto. Racconto scritto dallo stesso regista, insieme ad Anna Mittone e Niccolò Stazzi, che si fa al contempo denuncia implicita dell'industrializzazione pesante, dell'allodola del turismo di lusso come ricatto occupazionale, del capitalismo spregiudicato che compra l'anima dei luoghi e spesso di chi vi abita da sempre. Non di Anna, però, donna mentalmente libera che dice la sua senza chiedere permesso a nessuno, donna sessualmente libera e per questo malvista dei benpensanti, donna funestata dagli spettri del suo passato e dalle sue insicurezze. Un personaggio decisamente scespiriano, pieno di tormento e di coraggio, che nell'era della cementificazione dilagante si batte per la terra, come per l'emancipazione nella società machista e patriarcale in cui si ritrova.
Il film Anna di Marco Amenta ci presenta la storia di una ragazza con un comportamento sì impulsivo, arrabbiato, litigioso, non diplomatico, ma che la vita ha messo di fronte a delle prove piuttosto dure. Dopo un periodo trascorso col marito a Milano (uno di quelli che usava picchiare la moglie), e finito tragicamente, è tornata da sola nella terra e fa la pastora di capre, nel terreno [...] Vai alla recensione »
Poco prima del Covid nelle sale circolò in orgogliosa indipendenza un bel documentario dell'architetto paesaggista Anna Kauber sulle vite poco ordinarie delle donne pastore attive in Italia, "In questo mondo". Costato un anno di lavoro (e 17mila chilometri macinati ovunque fuorché in Liguria), il documentario della Kauber riportava d'attualità una figura alonata di mito che avevamo visto riaffacciarsi [...] Vai alla recensione »