| Titolo originale | Qu'est-ce qu'on a tous fait au Bon Dieu? |
| Titolo internazionale | Serial (Bad) Weddings 3 |
| Anno | 2022 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Philippe de Chauveron |
| Attori | Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau Noom Diawara, Frédérique Bel, Emilie Caen, Elodie Fontan, Alice David, Pascal N'zonzi, Salimata Kamate, Tatiana Rojo, Daniel Russo, Nanou Garcia, Abbes Zahmani, Farida Ouchani, Loïc Legendre, Jochen Hägele, Nathalie Bécue, Arnaud Henriet, Tien Shue, Sébastien Faglain, Vincent Debost. |
| Uscita | giovedì 1 dicembre 2022 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento lunedì 28 novembre 2022
Il terzo capitolo della saga Non sposate le mie figlie. In Italia al Box Office Riunione di Famiglia (Non sposate le mie figlie! 3) ha incassato 387 mila euro .
Passaggio in TV
giovedì 26 febbraio 2026 ore 3,30 su SKYCINEMACOMEDY
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Claude e Marie si apprestano a celebrare il loro 40esimo anniversario di matrimonio con una cenetta romantica, ma le quattro figlie vogliono regalare loro una grande festa a sorpresa, invitando anche i rispettivi mariti e suoceri, che arrivano da Cina, Costa D'Avorio, Israele e Algeria. Per Claude, tendenzialmente xenofobo e sostenitore del "crollo dell'integrazione francese", è un duro colpo, ma per amore delle figlie (e su amichevoli pressioni della moglie) accetta quelli che percepisce come invasori barbari del suo Paese. Anche per i consuoceri la riunione di famiglia non è una passeggiata: i coniugi cinesi si sono legati al dito che Claude non li distingue dai loro connazionali, gli avoriani si ribellano alla sistemazione pensata per loro, il suocero algerino vorrebbe cantare alla cerimonia con il suo gruppo rock per la disperazione della moglie, e la coppia israeliana è in piena crisi.
Riunione di famiglia è il terzo episodio di quella che è diventata una minisaga cominciata con lo spassoso Non sposate le mie figlie, e vede il comico Christian Clavier mattatore di una storia di accettazione obtorto collo della Francia multietnica.
Il personaggio di Claude è degno erede di quelli ideati da Louis De Funès, ometti un po' retrogradi e perennemente incazzosi, e la sua battaglia contro l'inclusione si è da subito rivelata un contraltare a certo buonismo (alto)borghese di facciata. Ora però che la political correctness sta dettando nuove regole anche al cinema, il terzo film della serie perde un po' di mordente rispetto al film capostipite.
Tuttavia rispetto al secondo film della minisaga, che era decisamente di transizione, questo terzo capitolo trova nuova linfa con l'introduzione dei personaggi dei consuoceri, mentre fino a questo momento erano soprattutto gli africani Koffi, in particolare il polemico André, a funzionare da antagonisti del nostro (anti)eroe. Qualche gag è davvero riuscita, come il flashback in cui Claude si infila in casa di una famiglia cinese qualunque credendola quella del consuocero, mentre altre scontano la mancanza di novità della premessa comica e forse anche di un doppiaggio meno divertente dell'audio originale (l'adattamento invece è di prim'ordine, e aggiornato alla terminologia contemporanea).
All'interno della trama ci sono anche le rivalità (storiche) fra il genero israeliano e quello arabo, e una storia di "attrazione fatale" che coinvolgerà la più insospettabile delle prede. Ovviamente le suocere fanno cartello mentre i suoceri litigano, e le tensioni di coppia fra i più giovani sono più che altro funzionali al lieto fine. Clavier tiene fede al suo personaggio ma con il freno più tirato, mentre più spazio viene dato (finalmente) a Chantal Lauby nei panni della moglie Marie, non più "vittima di discriminazione geriatrica". A scomparire quasi completamente sono le figlie, che scontano una caratterizzazione meno precisa e marcata dei loro consorti. Un terzo capitolo confermativo e rassicurante, ma cui sono stati smussati gli artigli e le zanne comiche.
Allegro voleva essere il terzo botto di Philippe de Chauveron ma le polveri erano bagnate. Aculei afflosciati, passo anch'io dall'invettiva alla metafora salottiera. Eppure, il primo episodio della "saga" suscitò apprensioni, indusse anatemi, provocò strilli: scorretto fino al midollo, perfido e razzista. L'effetto era prevedibile.
Terzo e si spera ultimo capitolo di una serie che non s'aveva da fare. Nel prototipo, piuttosto divertente, le quattro figlie di papà Christian Clavier - borghese e cattolico e xenofobo - sposavano: un musulmano, un cinese, un ebreo e un ivoriano. Il primo sequel già girava a vuoto. Nel secondo, papà Clavier (meno mattatore del solito) e mamma Chantal Lauby (di lui più tollerante) si apprestano a festeggiar [...] Vai alla recensione »